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Porto di Civitavecchia, a rischio 150 posti di lavoro - Sciopero di 48 ore il 6 e 7 novembre

CIVITAVECCHIA - A rischio 150 posti di lavoro nel porto di Civitavecchia. Con una nota congiunta, le sigle sindacali Cgil Filt, Fit Cisl, Ugl Mare e Porti e Usb hanno indetto 2 giornate di sciopero generale il 6 e il 7 novembre  e diversi sit-in di protesta a partire da domani 22 ottobre.

Al centro della vicenda c'è lo sviluppo dei traffici presentati dalla società Civitavecchia Fruit Forest Terminal (Cfft) società belga con base ad Anversa che ha sede nel porto di Civitavecchia. Le parti denunciano la mancata decisione, in un senso o in un altro, da parte dei vertici dell’Autorità portuale sulla vertenza legata allo scarico dei container dell’agroalimentare destinati ai magazzini refeer del Terminal Cfft.

Di fatto a destare preoccupazione è la mancanza del provvedimento amministrativo che assicuri a Cfft la certezza di poter sbarcare i contenitori refrigerati - contenenti soprattutto merce ortofrutticola - sulla banchina 25 sud e, solo in via occasionale ovvero quando questa banchina è occupata da una nave da crociera, di poter sbarcare sulla banchina 24, in gestione alla sociertà terminalista RTC (Roma Terminal Container). Senza questa certezza il rischio è che la società belga decida di lasciare il porto laziale, mettendo a rischio diretto di perdita di lavoro 97 dipendenti, ma anche provocando un terremoto nelle aziende dell'indotto.

Nessun accordo concluso neppure durante l'ultimo Comitato di gestione, il 17 ottobre scorso, all'ordine del giorno la definizine dello sviluppo futuro dei traffici presentati dalla società Cfft, accordi tuttavia - come spiegato dalle sigle sindacali - “totalmente insufficienti”.

«Ci sembra davvero paradossale questa situazione» – aveva detto nei giorni scorsi il vicepresidente di Cfft Sergio Serpente – «soprattutto perché dopo un’attenta verifica da parte degli uffici che ha evidenziato come la banchina 25 sud sia pubblica, ci è stato chiesto dalla stessa Adsp di presentare un’istanza di parte per l’utilizzo di questi attracchi. Poi cambia tutto di nuovo e si torna indietro, tra l’altro andando a mescolare un accordo commerciale relativo all’interporto con le operazioni di scarico e carico su una banchina pubblica. Due aspetti completamente distinti» - Concludeva pertanto Serpente -  «il 22 saremo a Madrid con un’incertezza che fa perdere credibilità a tutto il porto».

Ore contate quindi per Civitavecchia perchè domani Cfft sarà alla Logistics Madrid 2019, fiera del settore della logistica, dove si presenterà al mercato globale delle compagnie armatoriali che potrebbero anche decidere di dirottare i propri traffiici da Civitavecchia verso altri scali, Salerno o Livorno, che sarebbero gia pronti ad accogliere le nuove navi.

Domani mattina intanto, alle 10,30, i vertici dell'Autorità di Sistema portuale hanno indetto una conferenza stampa, all'ordine del giorno "le vicende di stretta attualità del porto di Civitavecchia legate alla merce containerizzata e ai rapporti tra porto e interporto". Davanti a Molo Vespucci, sede dell'ente portuale, si preparano al sit-in i lavoratori di Cfft insieme ai lavoratori portuali (Cpc) e delle altre aziende dell'indotto, in attesa di una decisione.

Un porto in sofferenza, aveva dichiarato nei giornoi scorsi il presidente di Cpc, Enrico Luciani: «con le rinfuse scomparse, Civita Castellana assente e Terni in difficoltà. Oggi c’è chi è riuscito non senza problemi a mantenere i traffici cercando di svilupparne di nuovi attraverso il rilancio dell’interporto e mettiamo a rischio altri posti di lavoro? C’è qualcosa che non va, c’è chi ha deciso di distruggere un porto modello» - «Confido nella buona fede del presidente di Majo – concludeva quindi Luciani–  mi auguro che arrivi in queste ore una decisione chiara. Altrimenti saremo pronti a dare battaglia a difesa dello scalo».

Lucia Nappi

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