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Nella guerra dei terminal a Civitavecchia, Chiquita dirotta le banane a Livorno

di Lucia Nappi

CIVITAVECCHIA - "E' giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Questo il commento del presidente dell’Authority di Civitavecchia Francesco Maria di Majo tramite comunicato stampa, rispetto alla decisione della azienda Chiquita di spostare la nave con il carico di banane a Livorno. La delicata vicenda sta mettendo in crisi il porto di Civitavecchia e vede all'origine la decisione dell'Autorità portuale di spostare il servizio settimanale, operato dalle navi Maersk e con il carico delle banane Chiquita (provenienti dal Sud America) alla banchina 25. Ma c'è un problema ovvero che questo traffico passerebbe dal molo 24 - dove si trova il terminal CFFT (Civitavecchia Fruit & Forest Terminal)  specializzato per il traffico frigo container dei prodotti ortofrutticoli e che fino ad oggi ha svolto il servizio- alla banchina 25 presso il  Terminal RTC  (Roma Terminal Container) società che attraverso la controllante cipriota Gitaurco Ltd fa capo al gruppo MSC dell'armatore ginevrino Gianluigi Aponte e che non  è predisposta per lo stoccaggio di frigo container.

Nel frattempo ieri la nave Maersk è entrata a Livorno nel Terminal Darsena Toscana, da cui stamani è già ripartita, ed ha sbarcato 98 contenitori, un bell'affare per il porto toscano che potrebbe vedere l'acquisizione settimanale di una linea importante, visto che la Chiquita potrebbe essere intenzionata a confermare lo scalo anche per il prossimo arrivo, previsto per martedì prossimo (13 novembre).

La linea con il Sud America era stata avviata a Civitavecchia nel gennaio 2017, un collegamento diretto tra l'Ecuador e il Mediterraneo per il trasporto di banane, un  traffico che ha portato al porto laziale un incremento di container del 20%, muovendo settimanalmente circa 150 Teu, quindi 10 mila Teu annui. Con le banane che se ne vanno, Civitavecchia vede sfumare una parte consistente dei traffici, a questo inoltre si potrebbe aggiungere il rischio che il terminalista belga della frutta (CFFT ) potrebbe decidere di mandare a casa molti lavoratori.

Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” - ha specificato di Maio nel comunicato - non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”.

Ieri presso la sede dell'Authority a Molo Vespucci si è svolto l'incontro con i  rappresentanti di CFFT, top secret su quanto sia stato detto e su quale sia l'evoluzione della vicenda. Tuttavia secondo fonti vicine ai fatti sembrerebbe che mentre la compagnia Maersk continui a confermare la propria estraneità alla decisione, l'azienda Chiquita - a seguito di un colloquio telefonico con il presidente di Maio- sembra che abbia dichiarato di non sentirsi più tutelata dallo scalo laziale e pertanto rimarrebbe intenzionata a spostare la linea a Livorno.

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