PROCIDA – «La digitalizzazione rappresenta una componente essenziale della modernità e costituisce una straordinaria opportunità di crescita e semplificazione»- «dobbiamo anche avere il coraggio di affermare che la tecnologia non può e non deve sostituire il fattore umano». Questo il messaggio emerso dal Convegno del Lavoro marittimo, in svolgimento a Procida, e lanciato da Corrado Neri, presidente della Commissione Porti Assorimorchiatori, intervenuto in collegamento nella prima giornata, nel panel “Il mondo cambia E il lavoro marittimo?”.
Neri ha riconosciuto il ruolo centrale della tecnologia nel processo di modernizzazione delle attività e nello specifico dei servizi tecnico nautici sottolineando come la digitalizzazione rappresenti una straordinaria opportunità di crescita, efficienza e semplificazione operativa. Allo stesso tempo, però, ha evidenziato la necessità di mantenere saldo un principio fondamentale: l’innovazione deve essere al servizio dell’uomo e non sostituirne il ruolo.
Secondo l’armatore questo concetto assume un significato ancora più rilevante nel comparto del rimorchio portuale, un settore che non può essere considerato esclusivamente come un’attività economica, ma come un presidio strategico a tutela della sicurezza della navigazione, della salvaguardia della vita umana in mare, della protezione dell’ambiente e della continuità operativa degli scali.
Neri ha ricordato come il servizio di rimorchio venga affidato dallo Stato attraverso un rigoroso sistema concessorio a imprese altamente specializzate, chiamate a garantire elevati standard professionali e operativi. Un modello che richiede un equilibrio costante tra interesse pubblico, sostenibilità economica, capacità imprenditoriale e competenze tecniche.
Nel corso del suo intervento ha inoltre evidenziato il livello di eccellenza raggiunto dal sistema italiano del rimorchio portuale, riconosciuto anche a livello internazionale grazie a continui investimenti nella formazione del personale, nell’aggiornamento professionale e nell’adozione delle migliori pratiche di sicurezza.
Pur riconoscendo il crescente impatto delle nuove tecnologie – dall’intelligenza artificiale ai sistemi avanzati di monitoraggio, dall’analisi predittiva dei dati meteo-marini fino alla gestione automatizzata dei traffici – Neri ha sottolineato che nessun sistema digitale è oggi in grado di replicare completamente l’esperienza maturata da chi opera quotidianamente nei porti.
“La vera forza dell’innovazione risiede dunque nella sua capacità di affiancare e valorizzare il lavoro dell’uomo, non di sostituirlo”, ha affermato, evidenziando come il patrimonio più prezioso del settore non sia rappresentato esclusivamente dagli investimenti tecnologici, ma soprattutto dalle competenze professionali, dalla cultura marittima e dalla capacità decisionale delle persone.
Guardando alle sfide future, il rappresentante di Assorimorchiatori ha indicato la necessità di trovare un punto di equilibrio tra innovazione e sostenibilità, investendo nelle nuove tecnologie senza compromettere la solidità economica delle imprese e mantenendo al centro gli standard di sicurezza che caratterizzano i servizi tecnico-nautici.
Per Neri, infatti, nel settore marittimo l’eccellenza non può essere misurata soltanto in termini di produttività o efficienza operativa, ma soprattutto nella capacità di garantire ogni giorno la sicurezza delle persone, delle infrastrutture portuali e dell’ambiente.
Tra le criticità evidenziate vi è anche la crescente difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni nelle professioni del mare. Nonostante si tratti di attività altamente qualificate e strategiche per l’economia nazionale, il comparto registra una progressiva riduzione delle vocazioni professionali.
Per affrontare questo problema, Neri ha auspicato un rafforzamento della collaborazione tra scuole, istituti nautici, università, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle opportunità offerte dall’economia marittima e favorire percorsi professionali qualificati.
“Investire nei giovani significa garantire la continuità del patrimonio di competenze che rappresenta il vero valore aggiunto del nostro settore”, ha sottolineato.
VIII Convegno del Comitato Marittimo:
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