PROCIDA – Fondi per le compagnie armatoriali destinati alla formazione iniziale di nuovo personale marittimo: di coperta, macchina, cucina e camera, strumento che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta a rilanciare dopo la scadenza dell’attuale programma di finanziamento. Ad annunciarlo è stata Patrizia Scarchilli, direttore generale per il mare, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del MIT, intervenendo stamani al Convegno sul Lavoro Marittimo in svolgimento a Procida.
La dirigente ha ricordato che il Ministero ha attivato negli ultimi anni, diversi strumenti di sostegno attraverso il Fondo Nazionale Marittimi, con l’obiettivo di favorire l’ingresso di nuovi lavoratori marittimi nel settore dello shipping. Scarchilli ha ribadito che la formazione rappresenta uno degli elementi chiave per garantire il ricambio generazionale e rispondere alla crescente domanda di personale qualificato da parte delle compagnie di navigazione, in un contesto in cui il settore soffre da anni di una strutturale carenza di lavoratori, sia a livello nazionale sia internazionale.
«La Formazione per i giovani è fondamentale per il settore», ha sottolineato, ricordando che dopo la pandemia era stato istituito un apposito Fondo destinato alle compagnie armatoriali per sostenere percorsi formativi finalizzati all’imbarco di nuovi marittimi.
«La misura»- ha spiegato – «ha consentito di formare numerose unità» producendo risultati concreti sul fronte occupazionale. Tuttavia, l’esperienza maturata ha evidenziato anche alcune criticità che hanno limitato l’efficacia dello strumento.
«Dopo il Covid abbiamo istituito un Fondo, dando alle compagnie armatoriali risorse, che scadranno quest’anno purtroppo. Cercheremo in qualche modo di rifinanziare questa iniziativa che, se pure ha dato dei frutti, perché sono state formate diverse unità, ma in realtà è stato poi rivisto nella applicazione pratica perché molte risorse sono andate perse per la modalità in cui è stata attuata la norma. Dovremmo rivedere questa attività per rafforzare la misura».
L’obiettivo del Ministero, dunque, sarebbe quello di individuare nuove risorse e, contestualmente, apportare correttivi alla normativa per rendere il sistema più efficace e maggiormente rispondente alle esigenze delle compagnie di navigazione e dei giovani che intendono intraprendere una carriera nel settore marittimo.
Sul tema dei Fondi è intervenuto nel corso del Convegno il presidente del Fondo Nazionale Marittimi, Angelo D’Amato, sentito da Corriere marittimo a margine dell’iniziativa. Il MIT, insieme al Fondo Nazionale Marittimi, sta portando avanti iniziative strategiche per contrastare la carenza di personale di bordo e formare nuovi lavoratori.
D’Amato nel corso dell’intervento ha sottolineato l’importanza di continuare a sostenere questo strumento fondamentale per il settore: «Il Fondo Nazionale Marittimi esiste dagli anni Ottanta e aveva una missione di integrazione alla Naspi, attività che svolge ancora. Ci sono circa 2.000 marittimi iscritti al Fondo che ricevono l’integrazione, qualora ne abbiano diritto e sulla base di determinati requisiti. Il Fondo è alimentato esclusivamente dalle aziende».
La normativa che ha ampliato il ruolo del Fondo, ha spiegato D’Angelo: «è stata introdotta con la normativa sulla Tonnage Tax e con le successive modifiche alla Legge n. 30 del 1998, che ha istituito il Registro Internazionale Italiano, le compagnie armatoriali che non avevano la possibilità di imbarcare personale italiano avevano l’obbligo di versare un contributo al Fondo, che era destinato a raccogliere e gestire queste risorse».
Secondo il presidente, proprio grazie a questo meccanismo il Fondo ha potuto contare su importanti disponibilità economiche.
«Sono arrivati tantissimi soldi perché, in realtà, le imprese di navigazione italiane hanno contribuito in maniera significativa. Questo ha consentito di supportare concretamente la formazione professionale, soprattutto nei primi anni Duemila».
Il Fondo, ha ricordato, era obbligato per legge a investire tali risorse nella promozione professionale e nella formazione marittima. «Fondamentalmente ha sostenuto gli ITS, ce ne sono diversi in Italia, di cui tre eccellenze: Genova, Gaeta e Catania, per lunghi anni siamo stati praticamente gli unici sostenitori di queste realtà».
D’Amato ha inoltre evidenziato come si tratti di Fondi di natura pubblica, soggetti a rendicontazione e controllo: «Noi rendicontiamo al Ministero, il Fondo è un organismo bilaterale composto da armatori e sindacati. Il Consiglio di amministrazione è formato da armatori, io ne sono presidente in virtù del ruolo che ricopro nell’ambito delle relazioni industriali in Confitarma».
Spiegando poi che la vicepresidenza è affidata a un rappresentante del Gruppo Messina, quindi iscritto ad Assarmatori, e che la collaborazione tra le diverse componenti del settore funziona in modo efficiente «Lavoriamo con buoni risultati e soprattutto con una grande sinergia».
Sostegno per gli allievi degli Istituti Nautici
Particolarmente significativo anche il sostegno fornito agli studenti degli Istituti Nautici: «Il Fondo finanzia borse di studio per gli allievi dei Nautici. Quando un ragazzo consegue il diploma nautico non può immediatamente imbarcare: deve prima ottenere una serie di certificazioni obbligatorie, il cosiddetto Basic Training, indispensabile per poter lavorare a bordo delle navi».
Si tratta di corsi che comportano costi rilevanti. «tra i 1.000 e i 2.000 euro e rappresentano spesso un’ulteriore barriera all’ingresso per i giovani, perché non tutte le famiglie sono in grado di sostenere questa spesa. Inoltre si tratta di una precondizione necessaria, senza la quale non si può nemmeno accedere alle opportunità di imbarco».
Per questo motivo il Fondo mette a disposizione ogni anno un importante programma di sostegno economico: «Finanziamo circa 300 borse di studio all’anno, per un valore complessivo compreso tra 300 e 400 mila euro. Risorse che solitamente vengono esaurite tutte in tempi molto rapidi. Questo dimostra quanto sia concreto e apprezzato il nostro contributo alla formazione».
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