Civitavecchia, Deidda-Latrofa: Polizia di Frontiera, necessari strumenti e risorse adeguati

Evidenziato il ruolo degli operatori della Polizia di Frontiera nella gestione dei crescenti flussi portuali e la necessità di accompagnare l'espansione dei traffici con un rafforzamento delle condizioni operative.
Deidda La Trofa
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CIVITAVECCHIA – Il presidente della Commissione Trasporti della Camera Deidda e il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Latrofa hanno visitato il Commissariato di Frontiera. Al centro del confronto anche le nuove banchine dell’area nord e le dotazioni necessarie per i controlli.

La crescita dei traffici del porto di Civitavecchia porta con sé anche l’esigenza di adeguare strutture e risorse dedicate alla sicurezza. È questo uno dei temi emersi durante la visita al Commissariato di Polizia di Frontiera del presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Salvatore Deidda, e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa.

Nel principale scalo crocieristico italiano transitano ogni anno oltre 5 milioni di passeggeri, tra traffico crocieristico e Autostrade del Mare. A fronte di questi volumi, il Commissariato opera attualmente con 64 unità, chiamate a garantire i controlli di frontiera e le attività di sicurezza in uno scalo caratterizzato da flussi particolarmente rilevanti.

Nel corso dell’incontro, Deidda ha espresso il proprio apprezzamento agli operatori per il lavoro svolto, richiamando anche la gestione delle recenti criticità legate all’attivazione del collegamento marittimo con Tunisi.

“I numeri parlano da soli – ha dichiarato Deidda –. A Civitavecchia la Polizia di Frontiera è chiamata a garantire controlli e sicurezza in uno scalo attraversato ogni anno da oltre cinque milioni di passeggeri, con un organico di appena 64 unità. A loro va il nostro ringraziamento per la professionalità e il senso del dovere dimostrati anche nella gestione delle recenti criticità legate al collegamento con Tunisi. È una situazione che merita attenzione, perché alla crescita e allo sviluppo del porto devono necessariamente accompagnarsi strumenti e risorse adeguati sul fronte della sicurezza e dei controlli. Rappresenterò al Ministero questa situazione che necessita di essere attenzionata, come merita il primo porto crocieristico italiano”.

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Il confronto ha riguardato anche le nuove banchine dell’area nord, dove l’ampliamento delle attività portuali rende necessario predisporre dispositivi e infrastrutture adeguati ai controlli di frontiera. L’Autorità portuale ha già avviato l’analisi degli interventi necessari.

“Le necessità della Polizia di Frontiera ci sono note e non partiamo certamente da oggi – sottolinea il presidente dell’AdSP Raffaele Latrofa –. Siamo già al lavoro sulle richieste che ci sono state rappresentate, sia per quanto riguarda i dispositivi sia per gli interventi infrastrutturali necessari nelle nuove aree a nord del porto. L’obiettivo è dare risposte concrete nel più breve tempo possibile, per tutto ciò che rientra nelle competenze dell’Autorità di Sistema Portuale”.

Latrofa ha quindi ribadito il ruolo degli operatori della Polizia di Frontiera nella gestione dei crescenti flussi portuali e la necessità di accompagnare l’espansione dei traffici con un rafforzamento delle condizioni operative.

“I risultati ottenuti dalla Polizia di Frontiera, anche nelle situazioni più complesse, dimostrano la qualità e la professionalità delle donne e degli uomini che lavorano nel porto di Civitavecchia. A loro va il nostro ringraziamento. Proprio perché conosciamo bene il peso del lavoro che svolgono, non possiamo limitarci a prendere atto delle criticità: dobbiamo contribuire a risolverle e lo stiamo già facendo. Un porto che cresce nei traffici deve crescere contemporaneamente nella capacità di garantire sicurezza, controlli efficienti e infrastrutture adeguate”.

“Civitavecchia – conclude Latrofa – ha un grande punto di forza: la capacità di fare squadra. Autorità di Sistema Portuale, Capitaneria di Porto, Forze dell’ordine e tutte le istituzioni coinvolte hanno dimostrato, anche nei momenti di maggiore pressione, di saper lavorare insieme. È questo il metodo che intendiamo rafforzare. La sicurezza non è un elemento accessorio dello sviluppo del porto: è una condizione indispensabile per continuare a crescere. E alle esigenze di chi ogni giorno è chiamato a garantirla dobbiamo dare risposte, non soltanto riconoscimenti”.

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