Musumeci a Livorno: “Promuovere la cultura del Mare tra i giovani, lo faremo al CIPOM”

La percentuale di prosecuzione dei giovani nelle carriere marittime dopo avere terminato gli Istituti Nautici è del 27%, Dato preoccupante perché questi ragazzi andranno a fare altro e significa che sono state perse risorse.
Sisto Musumeci

LIVORNO – Le risorse umane principale asset di crescita per il trasporto marittimo, le criticità su cui lavorare per accrescere l’appeal delle professioni del mare nei confronti delle nuove generazioni. Queste sono le tematiche affrontate dal convegno svolto a Livorno, presso l’hotel Palazzo: “Il fattore umano nella protezione del nostro mare”, organizzato dall’Istituto Italiano di Navigazione.
Incontro a cui sono intervenuti il ministro per le Politiche del Mare, Nello Musumeci, l’amministratore delegato di Gente di Mare Formazione Marittima, Elena Di Tizio, anche delegata dell’Istituto Italiano di Navigazione e il direttore generale di Confitarma e presidente dell’Istituto Luca Sisto e moderato dall’avvocato marittimista Luca Brandimarte.

Musumeci Sisto

 

Il lavoro marittimo e la carenza di personale; La  formazione e strategie per far conoscere i mestieri del mare;  Semplificazione e sburocratizzazione delle norme che regolano il trasporto marittimo e la portualità; Transizione energetica. Queste le direttrici della discussione.

Il lavoro marittimo
L’armamento è alle prese con una carenza di personale marittimo che ha assunto connotati emergenziali, in particolare durante la stagione estiva quando aumenta esponenzialmente il numero di persone trasportate fra il continente e le isole.
Nello scorso novembre, un Decreto Interministeriale, di concerto fra MIT e MEF, ha stanziato un Fondo con importanti risorse economiche per la formazione di nuove professionalità da parte delle compagnie che, singolarmente o insieme alle associazioni di categoria, hanno organizzato incontri con gli studenti e con chi è in cerca di lavoro.
La presenza di personale adeguatamente formato a bordo delle navi, oltre ad essere chiaramente indispensabile ai fini della navigazione e al rispetto delle tabelle di armamento, è elemento fondamentale anche per il rilancio della marittimità italiana e per lo sviluppo del mercato del lavoro.

Per questo, il Piano del Mare, coordinato dal ministro Musumeci, ha messo al centro il lavoro marittimo nelle sue varie sfaccettature, con una particolare attenzione alla formazione e ai giovani.

“Per valorizzare i mestieri del mare occorre farli conoscere” – ha precisato il direttore di Confitarma Sisto – “è un discorso culturale, prima ancora che professionale. Rimettere il mare al centro dell’azione politica del nostro Paese consentirà di far accrescere la consapevolezza delle tante opportunità che i mestieri del mare offrono e offriranno ai nostri giovani”.

Semplificazione
Dalla conferenza è emersa pertanto la necessità di affrontare un processo di semplificazione e sburocratizzazione delle norme che regolano il trasporto marittimo e la portualità, citati pertanto gli esempi più concreti di iniziative in tal senso che provengono dal Corpo delle Capitanerie di Porto e Guardia Costiera ma anche dal Parlamento: il Disegno di Legge Malan e il Decreto Semplificazioni.

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• Il Disegno di Legge Malan n. 673 “Modifiche al codice della navigazione e altre disposizioni in materia di ordinamento amministrativo della navigazione e del lavoro marittimo“ – interviene con modifiche ad alcuni articoli del codice della navigazione ormai superati (il codice vigente venne approvato con il regio decreto 30 marzo 1942) per allineare le condizioni di operatività delle navi italiane a quella europee e migliorare le condizioni di vita, oltre che di lavoro, dei naviganti, a partire dalle peculiari situazioni in cui si possono trovare in determinate aree del mondo.
• Il Decreto Semplificazioni che introduce fra gli altri: “il riordino della disciplina del servizio sanitario a bordo di navi mercantili nazionali” per una revisione di: requisiti di medici e infermieri di bordo, selezioni, condizioni di imbarco e formazione.

“È fondamentale intervenire urgentemente sul pacchetto di semplificazione normativa – su cui Confitarma da tempo lavora” – ha aggiunto il direttore di Confitarma – “per modificare alcune norme del Codice della Navigazione (e non solo) e semplificare l’accesso ai mestieri del mare”. La semplificazione è elemento centrale nello stesso Piano del Mare e nelle sue direttrici che dovranno trovare attuazione nell’ambito di quel ruolo di coordinamento tra Amministrazioni che il Ministero del Mare, per il tramite del CIPOM, ha assunto per legge.

Formazione
Sul tema della Formazione l’AD Di Tizio ha rimarcato l’impegno della comunità livornese in campo formativo: “Gente di Mare sta agendo con entusiasmo e costanza per offrire formazione avanzata e far conoscere i mestieri del mare” – “Oggi nelle scuole le figure professionali di bordo non sono conosciute. Come GdM facciamo un capillare intervento nelle scuole superiori, partiamo dalla base dobbiamo raccontare quale è il mestiere del mare”.

Tema dolente è la bassa percentuale di prosecuzione nelle carriere marittime dopo gli Istituti Nautici, ha spiegato Di Tizio: “Il dato è del 27%, ed è preoccupante e verrebbe da dire che abbiamo buttato cinque anni, perché questi ragazzi andranno a fare altro e significa che abbiamo perso risorse”.

In questa ottica è importante la presenza del Fondo quale ascensore sociale che avvicina i giovani alla carriera del mare: “E’ stato fatto un bellissimo intervento al governo che è il sostegno alla Formazione, il Fondo a cui i ragazzi possono attingere per la formazione e a noi ha permesso di avere uno strumento in più per stimolare i ragazzi a salire a bordo”. Si tratta questo di un ascensore sociale che permette ai ragazzi di non gravare sulle famiglie nella prima fase formativa.

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Molte sono le iniziative fatte con le scuole in questo ultimo anno, a Livorno e con il coinvolgimento anche anche in ambito regionale, da GdM Formazione Marittima di concerto con le associazioni armatoriali Confitarma e Assarmatori e con gli armatori Grimaldi e Moby, al fine andare a suscitare nei ragazzi l’interesse per i mestieri di bordo. Iniziative che hanno avuto una ricaduta importante perché ha spiegato Di Tizio: “negli ultimi mesi abbiamo formato oltre 60 nuovi marittimi”.

Musumeci

Sulla questione il ministro Musumeci ha sottolineato non solo la mancanza di una cultura del mare per i giovani ma anche “la mancanza di un orientamento” – “Abbiamo il dovere di promuovere la cultura del Mare” – “affronteremo questi temi e alla prossima riunione del CIPOM, il Comitato Interministeriale, portare un progetto sulle attività di Formazione del lavoratore marittimo per incoraggiare più giovani, tenendo conto che serve anche l’orientamento perché un ragazzo che esce dalle scuole medie non sa cosa vuole fare”.

Transizione energetica e nuovi carburanti
Carburanti alternativi del domani, sia in banchina che carburanti navali: “Alcune scelte di Bruxelles appaiono irragionevoli” – ha detto Musumeci – “tutti vorremmo decarbonizzare la nostra vita, ma al momento non abbiamo un carburante alternativo a quello di origine fossile. Abbiamo il dovere di utilizzare i processi produttivi di crescita che hanno consentito un impatto sempre più ridotto”- “Ma le scadenze perentorie di Bruxelles rischiano di non consentire, non solo alle navi, la possibilità di non rispettare le scadenze”.

Oggi le imprese di navigazione non costruiscono navi dual fuel e gli ordini di nuove navi in tal senso sono relativi a linee internazionali (in cui l’armatore ipotizza di rifornirsi in porti come Rotterdam e Port Said).
L’obiettivo nazionale è pertanto di giungere ad una infrastrutturazione dei carburanti alternativi per il cabotaggio, per i collegamenti marittimi di prossimità (ad esempio i collegamenti con le isole; si pensi alla linea Livorno-Olbia oppure ai collegamenti con la Sicilia).

Musumeci a Livorno

 

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