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ZES: Supporto finanziario alle imprese, siglato accordo Authority-Banco di Napoli

di Giovanni Grande
 
NAPOLI- È stato firmato ufficialmente l’accordo tra l’AdSP del Mar Tirreno Centrale e il Banco di Napoli per il supporto finanziario alle aziende interessate all’insediamento nelle ZES. Il piano prevede un limite massimo di 1,5 miliardi di euro attraverso l’anticipazione di crediti certificati più altri strumenti relativi all’impianto dei cantieri per le imprese assegnatarie degli appalti. Il quadro di riferimento è la legge 123/2017 che riconoscendo la possibilità di insediamento delle zone economiche speciali nel Mezzogiorno mette a disposizione fondi per complessivi 206,4 milioni nel prossimo triennio (25 milioni nel 2018, 31,25 nel 2019 e 150,2 nel 2020).
L’obiettivo è inaugurare una nuova stagione – ha spiegato il Direttore Generale del Banco di Napoli, Francesco Guido rianimando un ciclo di sviluppo industriale fermo ormai agli anni settanta”. Un traguardo che l’istituto appartenente al gruppo Intesa S. Paolo perseguirà anche attraverso un’offerta non esclusivamente finanziaria. “Il supporto all’insediamento – ha rivelato Gianluigi Venturini, Direttore Commerciale Imprese per il Sud Italia di Intesa – prevede un’ampia gamma di consulenze per l’elaborazione dei piani d’investimento. Si tratterà di un work in progress per la migliore definizione dei progetti che ci vedrà collaborare al tavolo di regia presieduto dall’AdSP”.
E la qualità degli interventi rappresenterà il discrimine tra la riuscita o meno dell’operazione. Ne è convinto Pietro Spirito per il quale “il piano strategico che sarà presentato dopo l’approvazione dei decreti attuativi terrà conto dei sopraggiunti mutamenti di logica industriale”. “Un progetto coerente di industria 4.0 non può prescindere da una logistica efficiente. Le imprese interessate all’insediamentoha sottolineatodovranno contribuire a una nuova strutturazione del territorio per dare forza anche al tessuto industriale che già esiste”.
Su questo punto le attività portuali dovranno “interpretare il futuro” rilanciando alcune vocazioni o creandone di nuove, sfruttando pienamente l’occasione. Nel settore delle riparazioni navali, la cui crescita è stata fortemente condizionata in questi ultimi anni da una strisciante guerra fra gli operatori, per il presidente dell’AdSP “la sfida è aperta”. Ancora più interessanti le prospettive per le attività di project cargo, praticamente all’anno zero. “I porti moderni possono essere punto di riferimento per le operazioni di assemblaggio per i grandi componenti industriali. Il Mezzogiorno in questo settore potrà giocare un ruolo importante. Purché si passi dalla generazione dello scenario alla sfida dei fatti”. 

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