Sistema portuale e resilienza economica – Ammiraglio Pettorino: “Porti, parte essenziale del nostro Paese”

Convegno Propeller

Possono essere i porti fulcro di resilienza del sistema economico nazionale? Dal keynote speech dell’economista Carlo Cottarelli, al confronto dei protagonisti del settore marittimo portuale nazionale. Quali le linee guida per uscire dalla crisi. Convegno Propeller Club Livorno presso l’Accademia Navale –  (VIDEO INTERVISTE)

Lucia Nappi

LIVORNO – Un anno difficile per tutto il mondo e molto difficile in particolare per il nostro Paese, che si trova ad affrontare una crisi economica con una caduta del Pil del -9%, caduta molto forte, la più forte dal 1945. “Sono tre le crisi che ne hanno determinato il forte calo del Pil nazionale: la crisi sanitaria che ha portato ad una crisi economica causata dalle chiusure” – “In ultimo il problema del rischio di una crisi finanziaria che sta nascendo ma è stata bloccata sul nascere dall’intervento dell’Europa” – Se questo non fosse avvenuto, la situazione sarebbe stata molto più grave perchè lo Stato non avrebbe avuto le risorse per intervenire sulle crisi sanitaria e sulla crisi della caduta del reddito. A spiegarlo è il professor Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, intervenuto al convegno “Può il sistema portuale essere il fulcro della resilienza del sistema economico produttivo?” svolto a Livorno, presso l’Accademia Navale, organizzato dal Propeller Club Port of Leghorn.

“Una sorta di mini lectio magistralis di circa 40 minuti, quella del prof. Cottarelli, in cui sono state tracciate le linee guida che il Governo, lo Stato e tutti i soggetti coinvolti, dovrebbero seguire se vogliamo partire dalla crisi e riprendere quello che c’è dopo la crisi” – spiega Maria Gloria Giani Pollastrini, (Video intervista) presidente del Propeller Club Port of Leghorn riguardo al convegno che ha riunito gran parte dei protagonisti del settore marittimo portuale: “quattro Autorità portuale” – sottolinea – “i rappresentanti degli armatori, Assarmatori che Confitarma che altri esperti del settore, come l’ing Ettore Incalza, Fabrizio Vettosi del VSL Club, Pietro Angelini Navigo” –  Dibattito incentrato sulla domanda: se il sistema Paese può contare sul supporto delle strutture marittimo-portuali per il rilancio dell’economia nazionale.

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Secondo il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Giovanni Pettorino, nell’intervento conclusivo al convegno,  il sistema dei porti e della logistica è stato il settore trainante per la nostra economia durante la fase di lockdown e, senza il quale il Paese si sarebbe fermato: “I porti fulcro di una resilienza e ripartenza in tempi così difficili” – ha specificato a margine  (Video intervista) – “Dai nostri porti entrano ed escono il 55% delle merci, se i porti si fossero fermati, dopo poche settimane le nostre automobili e i nostri mezzi di locomozione si sarebbero fermati perchè non avremmo avuto più i carburanti, dentro i magazzini e i supermercati, unici luoghi dove potevamo andare, non avremmo trovato molti generi alimentari. Il funzionamento dei porti ha assicurato il funzionamento della parte essenziale del nostro Paese. I porti sono una parte essenziale del nostro Paese”.
L’Europa nel sostegno finanziario all’Italia contro la crisi finanziaria è intervenuta con lo strumento dei fondi, a partire dagli oltre 200 miliardi del Recovery fund, indirizzando il rilancio economico su progetti che tenessero di conto fattori strategici quali lo sviluppo di infrastrutture, di processi di digitalizzazione e di semplificazione.
Sul tema l’ammiraglio Pettorino ha specificato: “Le infrastrutture sono fondamentali, perchè i porti servono per fare entrare e uscuire le merci ma poi queste devono percorrere il nostro Paese, un Paese che sotto il profilo orografico è molto complicato. Per questo il tema delle infrastrutture va affrontato in maniera organica e sistematica”.

Pino Musolino, commissario dell’Autorità di Sistema del Mare Adiatico Settentrionale, ha ricordato come il Paese rischi di essere ancora più rallentato dal proprio debito pubblico se le misure messe in campo, dal Recovery fund e da altre altre misure europee, non saranno misure di lungo periodo con effetto moltiplicatore sull’economia. “Non basta avere solo i soldi” – ha sottolineato – “ma bisogna avere i soldi, le idee e una visione strategica di lungo periodo”. (Video intervista)

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Concludendo sulla necessità che le tre linee di sviluppo strategico indicate dall’Europa – infrastrutture, digitalizzazione e semplificazione – diventino azioni concrete e reali perchè il Paese possa puntare ad una proposta di qualità e non di quantità. “Dobbiamo fare proposte mirate” – ha concluso – “che siano quelle che massimizzano l’investimento fatto con un ritorno, sul territorio e sull’economia, il più ampio possibile”.

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