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Regione Toscana, due bandi per sviluppo acquacoltura e commercializzazione prodotti ittici

Due bandi per valorizzare la qualità e la stagionalità del pescato toscano e ad ampliare le potenzialità commerciali del settore.

FIRENZE - Ancora opportunità per sviluppare l’acquacoltura e commercializzare al meglio i prodotti ittici. La giunta, su indicazione della vicepresidente e assessora all’agroalimentare della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha deciso di pubblicare di nuovo i due bandi che riguardano le due misure, rispettivamente la 2.48 e la 1.42, già oggetto di procedure di selezione nel corso degli anni precedenti e che tanto interesse hanno suscitato tra gli operatori del settore anche attraverso le relative associazioni di categoria.

Per questo motivo, per il 2022, la Regione li ripubblica, in attesa dell’approvazione formale della richiesta di rimodulazione del piano finanziario regionale effettuata per utilizzare risorse ancora disponibili che derivano da economie registrate su tutte le misure FEAMP gestite a livello regionale così da dare la possibilità alle imprese toscane di utilizzare tutti i fondi disponibili.

“Diamo sostegno e promuoviamo il lavoro dei pescatori e delle attività che ruotano attorno alla pesca– ha detto Saccardi – Il nostro impegno è per questo concentrato a sostenere il comparto, migliorando le infrastrutture e i servizi dedicati al trattamento, al trasporto e alla vendita. Questi bandi sono dedicati a valorizzare la qualità e la stagionalità del pescato toscano e ad ampliare le potenzialità commerciali del settore, un patrimonio inestimabile”.

In particolare, per la misura 1.42 ci sono circa 100mila euro che consentiranno l’acquisto dei furgoncini per il trasporto del prodotto ittico. I pescatori, anche a seguito del periodo emergenziale, hanno sviluppato infatti nuove modalità di vendita del prodotto tra cui la consegna porta a porta. Questo metodo di vendita tramite mezzi coibentati per trasportare prodotto ittico da consegnare direttamente anche a domicilio, ha consentito di superare le difficoltà del momento, soprattutto alle imprese la cui vendita del prodotto è legata alla ristorazione ed al dettaglio.
Possono beneficiare della misura gli armatori di imbarcazioni da pesca e i proprietari di imbarcazioni da pesca.
L’aiuto pubblico può arrivare a un massimo del 80% delle spese ammesse sulla base dei costi sostenuti dai beneficiari cioè per imprese della pesca costiera artigianale.

Per la misura 2.48, ci sono circa 250mila euro e consentiranno l’ammodernamento degli impianti di acquacoltura in forte sviluppo in Toscana soprattutto per quanto riguarda la maricoltura. In un’ottica di rafforzamento della competitività e della redditività del settore, la misura vuole aumentare le prospettive di sviluppo favorendo la diversificazione della produzione anche attraverso l’utilizzo in allevamento di specie di riferimento territoriale non alloctone.
Possono beneficiare della misura le imprese acquicole che rispondono ai requisiti espressi nel bandi e anche in questo caso l’aiuto pubblico può arrivare a un massimo del 50% delle spese ammesse sulla base dei costi sostenuti dai beneficiari.

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