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Musolino: "Lo strapotere dei porti del Nord Europa, favorito dall'ozio italiano”.

di Lucia Nappi
 
ROMA – L’Italia manca di potere e rappresentanza in Europa per quanto riguarda la politica portuale, questo è il grido di allarme lanciato da Pino Musolino presidente dell’Autorità di sistema del Mar Adriatico Settentrionale. La dichiarazione arriva dal palco di Assoporti riunita a Roma, a palazzo Altieri, per l’Assemblea generale 
L'Italia ha un ruolo importante in Europa, infatti ogni collo di bottiglia che si verifica in  Italia, rappresenta un rallentamento dei traffici in Europa. Queste le tessere di un puzzle che va ricomposto e riposizionato negli spazi giusti, ovvero quelli di un  paese che necessita di una maggiore rappresentanza in Europa per far si che cresca insieme al sistema dei porti. 
 
Il concetto che esprime il presidente del Sistema portuale di Venezia trova l'aspetto cardine nella partecipazione italiana alla programmazione europea con il ruolo di leadership e rappresentanza che compete al nostro paese, ma che ad oggi non viene esercitato:: "In Europa si va e si cerca di avere influenza così come fanno gli altri, non è che se noi non lo facciamo gli altri smettono di farlo. Se noi non lo facciamo, siamo i fratelli scemi che a Natale vengono invitati non per il pranzo ma per il caffè. Invece io voglio sedermi agli antipasti"
 
Incontriamo, a margine dell’iniziativa, il presidente Musolino per tornare sull’argomento:(VIDEO INTERVISTA)
 
Il potere dei porti non solo dell’Italia, ma dei porti dell’intero southern range, è minore in confronto allo strapotere, legittimo, dei porti del Nord Europa che se lo sono guadagnato sul campo perché noi ci siamo ritirati nel nostro aureo ozio italiano e non abbiamo guardato, con sufficiente attenzione, alle dinamiche politiche europee”.
 “Come sulla questione del regolamento dei servizi portuali, è andata a finire con norme che sono poco o per nulla applicabili all’Italia, non creano nessun valore aggiunto, ma che servivano invece alle dinamiche dei porti europei. Non chiediamo agevolazioni ma di sederci al tavolo della discussione delle politiche trasportistiche portuali europee da pari. Tanto importanti sono i porti”.
 

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