Ports > D’Agostino: “Fare lobby è  necessario per far sentire le esigenze del nostro paese in Europa”

D'Agostino: "Fare lobby è  necessario per far sentire le esigenze del nostro paese in Europa”

D'Agostino dirige l'orchestra di Assoporti nella giornata dell'Assemblea Generale.
 
 di Lucia Nappi
 
ROMA - La svolta della portualità italiana è datata settembre 2016 che è il momento in cui la riforma  dei porti è diventata legge. Le Autorità di Sistema portuale da quella data hanno iniziato ad essere scolpite, in alcuni casi a colpi d'ascia, per assomigliare  sempre più a quello che la volontà del "legislatore" aveva previsto. Un processo di riforma normativa, ancora in atto, che ha avuto e sta avendo stesura ed applicazione sotto l'attività del ministero di Graziano Delrio. Oggi che il governo è in dirittura di arrivo, si tirano le somme: obiettivi raggiunti e quelli ancora raggiungere.
 
A farlo è Zeno D’Agostino nella giornata della prima Assemblea Generale della Associazione dei porti italiani, ad un anno dall’inizio della riforma e a pochi mesi dalla sua nomina a presidente di Assoporti.
La riunione si svolge a Roma a Palazzo Altieri dove la platea segue in diverse sale, collegate mediaticamente dal video, il palco dei relatori. Sono presenti tutti i presidenti delle Authority, unica defezione il presidente dell'Autorità di Catania e Augusta, a tutti loro il direttore d’orchestra D’Agostino ha assegnato un tema da relazionare e un tempo a disposizione non superiore ai 5 minuti. La sinfonia deve marciare all’unisono, come all’unisono devono procedere le attività, le programmazioni e gli obiettivi delle nuove Autorità di Sistema. Non tutti sono d’accordo, Pasqualino Monti, past president di Assoporti, nei giorni scorsi aveva fatto annuncio mediatico della sua dissidenza oratoria, quindi siede in platea e non interviene.
 
La riunione va avanti secondo lo schema dei "5 minuti", sforati da alcuni, però risponde alle tipologie assembleari globali, in un mondo che evolve anche nella capacità di rispettare i tempi di attenzione di una platea che non deve calare di partecipazione. La parola d’ordine è “fare squadra” e con la bacchetta da direttore D’Agostino da il via: “Oggi i presidenti ci faranno capire quali sono le linee da seguire. Ma non ci sono solo macro programmazioni ci sono anche i problemi quotidiani”.
 
Parlando del processo di riforma dice:“La razionalizzazione dei porti non era semplice, si è arrivati ad una razionalizzazione orizzontale cioè tra porti. Adesso si sta pervenendo anche ad una integrazione tra le piattaforme logistiche e tra le aree industriali. È qui che si gioca il fattore di competizione con i porti europei e il fenomeno di attrazione rispetto agli armatori globali”. “Al mercato globale non ci possiamo presentare come porti singoli”.
Due sono le visioni proposte da D’Agostino: se da un lato il sud del Mediterraneo che dal punto di vista geopolitico si sta stabilizzando tornando quindi alla normalità sta creando nuove opportunità per i porti del Mezzogiorno, dall’altro lato c’è il ruolo che gioca l’Italia in Europa e la capacità che deve acquisire il nostro paese di fare lobby che non è un concetto negativo, ma è  necessario per far sentire le esigenze del nostro paese all’Europa”.
 
Le tematiche da portare in Europa secondo la visione del presidente di Assoporti sono: la contrattazione per quanto riguarda le reti TEN-T, la riprogettazione dei porti Core che vede Civitavecchia unico escluso. Le reti europee "Transmediterranee che non devono fermarsi a Gibilterra o Istanbul". D’Agostino più volte ringrazia il ministro Delrio, seduto in sala, per il lavoro svolto: Se oggi non siamo qui a discutere è grazie all’attività del ministro” "Ogni volta noi dobbiamo pensare che abbiamo un governo forte che ci dà le linee guida ed è dalla parte dei porti"

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