Livorno, si consolida la catena del freddo – INTERVISTA/Corsini: «Interporto, se RFI entra è per investire»

Stefano Corsini

Parla Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di Sistema PortualeMar Tirreno settentrionale – Livorno Cold Chain, gli investimenti strutturali nel settore da parte di Authority, Interporto, TDT, Reefer Terminal, Regione Toscana – Un progetto però a cui guardano con interesse anche altri operatori, tra questi RFI e il network di imprese del settore farmaceutico.

Lucia Nappi

Livorno Cold Chain, è la catena logistica del freddo del porto di Livorno e dell’area ad esso collegata, sulla quale stanno investendo in maniera strutturata i diversi operatori del settore, i soggetti coinvolti. Questi sono: il Terminal Darsena Toscana (TDT) – banchina di riferimento del settore con un totale di 889 prese per lo stoccaggio dei container refrigerati, l’Autorità di Sistema portuale con funzioni di regia, le aree logistiche dedicate al reefer: Livorno Reefer Terminal e Amerigo Vespucci Interporto Toscano  spa. Un progetto però a cui guardano con interesse anche altri i operatori, tra questi RFI.

Lo spiega Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, in prossimità della vetrina di Berlino, il Fruit Logistica, fiera mondiale del settore ortofrutticolo, a cui quest’anno la Livorno Cold Chain si presenta in maniera unita.

Sulla catena del freddo il ruolo dell’Interporto?
«Sulla catena del freddo l’Interporto si sta strutturando. Già c’è nel porto di Livorno una “cultura del freddo” che nel tempo si è consolidata, tanto che ai Terminal ci sanno lavorare, hanno le strutture, c’è un collegamento organizzato. L’interporto Interporto Vespucciha già strutture importanti per il freddo e ne stanno realizzando un’altra, altrettanto importante».

Il ruolo dell’Autorità di Sistema Portuale nel progetto?
«Noi nel momento in cui entriamo nel capitale dell’Interporto lo facciamo per fare investimenti, che vanno fatti in due o tre settori, di cui uno è sicuramente quello della catena del freddo. In più, questo contesto è di interesse anche per il soggetto della piattaforma del farmaco, perchè lavorano sulla catena del freddo».
Corsini si riferisce all’accordo siglato nel marzo scorso per la costituzione di Toscana Pharma Valley, la prima rete di imprese in Toscana del settore farmaceutico. La Piattaforma di servizi logistico-digitali, in fase di costituzione  all’interno dell’Interporto Vespucci a supporto delle attività connesse al progetto Toscana Pharma&Devices Valley. Fanno parte del network le imprese leader nel mondo farmaceutico e fortemente radicate nel territorio toscano: Molteni SpA, Kedrion SpA, Eli Lilly Italia SpA. GSK Vaccines Srl.
«C’è un contesto quindi in cui si cerca di fare gruppo e di proporsi tutti insieme: La Regione Toscana, inoltre c’è l’impegno di RFI. Il ruolo di RFI è importante perchè vuole dire scaricare la merce e spedirla su ferrovia. Quindi noi, come Autorità di Sistema Portuale, stiamo seguendo questo filone. Insieme agli operatori interessati a entrare in questo settore».

Un Working progress?
«Si, un working progress ma che è legato a un progetto complessivo. Porto e Interporto che lavorano insieme, RFI che magari investirà, sebbene già sta investendo nei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza. Però se Gentile ( ndr Maurizio Gentile amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana) – ha preso un impegno per entrare nella società dell’Interporto e, se entrano non entrano per giocare, ma perchè interessa investire. Ieri c’è stata una riunione, presso l’Interporto, ha visto la presenza anche di RFI, era presente Gentile».

Con quale percentuale entrerebbe RFI nella società Interporto Vespucci SpA?
«C’è in corso una trattativa. E’ stato firmato un protocollo, perchè RFI voleva entrare e quindi stanno andando avanti le trattative con buone prospettive».
Si tratta del Protocollo sottoscritto per il collegamento ferroviario: porto Livorno, Interporto con corridoio Ten-T, per il finanziamento della progettazione del bypass di Pisa e del collegamento ferroviario tra l’interporto Vespucci e la linea ferroviaria Collesalvetti-Vada.

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La catena del freddo è quindi un settore importante per il porto di Livorno?
«Sicuramente si, è importante».

Può essere definita una nicchia di mercato?
«Diciamo che è una nicchia di mercato, ma è importante. Funzionano meglio le nicchie, quando sono stabili, piuttosto che i traffici che fluttuano. Pertanto è un settore che si sta piano piano consolidando, ed è una buona cosa anche perchè se si riesce a usare porto e interporto in maniera strutturale, vuole dire che aumentano enormemente le aree a disposizione del porto di Livorno e le banchine si liberano subito».
«Il problema è quello dei fondali – conclude Corsini – «quindi adesso dobbiamo fare la Darsena Europa».

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