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"Livono Cold Chain"- La logistica del fresco toscano si presenta a Berlino /Intervista

"Livono Cold Chain" è  il sistema logistico del fresco che il porto di Livorno lancia alla Fruit Logistica di Berlino. Iniziativa che vede insieme: TDT, Authority, Interporto Vespucci e Reefer Terminal - Tra le novità in vetrina a Berlino il nuovo magazzino che l'Interporto sta costruendo per il surgelato, 2 mila mq di celle frigorifere.

Lucia Nappi

LIVORNO - Torna la Fruit Logistica di Berlino, l'importante Fiera internazionale dedicata al comparto ortofrutticolo che si svolge al Messe Berlino dal 5 al 7 febbraio. Evento fieristico che nel 2019 ha richiamato 87 mila visitatori da tutto il mondo e, che quest’anno vede la parteciTDT Livornopazione della Livorno Cold Chain. L’iniziativa viene lanciata dalla società terminalistica del porto di Livorno, Terminal Darsena Toscana (TDT), punto di riferimento per i prodotti ortofrutticoli, per un totale di 889 prese per lo stoccaggio dei container refrigerati.

Livorno Cold Chain, cosa è?
«Non è una società e neppure un brand commerciale, ma un’idea di lavoro» spiega Massimiliano Cozzani, direttore marketing di Gip la società che gestisce il Terminal - è un'iniziativa che riunisce a sistema le aziende che danno vita alla catena logistica del fresco dello scalo toscano, «ci presentiamo a Berlino, tutti insieme sotto la stessa bandiera, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, l'Interporto Vespucci e Livorno Reefer Terminal»

Si tratta della formalizzazione di un processo iniziato, lo scorso anno, da parte di TDT che aveva invitato nel proprio stand fieristico di Berlino molti rappresentanti della filiera del freddo coinvolti nell’area logistica livornese- spiega Cozzani: «gli operatori presenti alla fiera, tra i quali le compagnia di Linea, come Hamburg Sud, le compagnie di spedizione, il Terminal Reefer, il Riparatore e vari operatori.» - « Quest'anno quindi con questa Cold Chain abbiamo una catena più corposa».Massimiliano Cozzani Si tratta  di un’idea di lavoro introdotta con lo scopo principale di sottolineare l'eccellenza del sistema. Quindi un modo di approcciarsi al mercato mondiale degli operatori che sarà presente a Berlino: armatori, fornitori di servizi, tutta la filiera dell’ortofrutta. «Abbiamo società con standard qualitativi già elevati che fanno sistema, dando la prova al cliente che la catena del freddo non si interrompe mai» - si legge nella brochure congiunta che illustra l'iniziativa- «Non è un concetto banale, perché anche in realtà più grandi e strutturate, questo non sempre avviene. Le aziende che sono coinvolte ritengono che ciò rappresenti un punto di eccellenza per il "sistema" livornese».

«Una catena del freddo a chilometro zero» dice la brochure, che offre efficienza e prestazioni di alto livello dalla scarico della nave, al monitoraggio del prodotto, un processo all'avanguardia che riduce i tempi di consegna e migliora la durata del prodotto. Con infrastrutture portuali ed interportuali dedicate, strategicamente posizionate in strutture moderne.

Una logistica “easy” perché trova quelle componenti necessarie a rendere veloce il passaggio delle varie operazioni nella catena logistica. Una morfologia del territorio favorevole: brevi distanze, dal terminal portuale alle aree di stoccaggio e distribuzione (Reefer Terminal e Interporto Vespucci) inoltre ampi spazi e poco traffico una volta che il container viene messo su gomma.

Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale
L’autorità di Sistema Portuale affianca questo processo con la consapevolezza che questa nicchia di mercato sia significativa per il porto di Livorno. A tal fine l’ente ha reso efficiente e gratuita la piattaforma digitalizzata, Port Community System (PCS), per la gestione di flussi logistici complessi.

Amerigo Vespucci, Interporto Toscano SpA
La Fiera di Berlino, vetrina per la clientela internazionale, ha spinto anche l’Interporto Vespucci ad unirsi all’iniziativa della Cold Chain, ne parla Claudio Bertini, direttore della società interportuale di Guasticce:Claudio Bertini

Quali sono le novità con cui vi presentate a Berlino come parte della Cold Chain livornese?
«Quest’anno rilanciamo la CSC.» - Si tratta della Cold Storage Custom l’azienda integrata nella piattaforma logistica dell'Interporto che gestisce l’attività dei magazzini doganali: un servizio completo che partendo dalle banchine portuali garantisce le operazioni doganali, i controlli sanitari, lo stoccaggio e la distribuzione - «Abbiamo cambiato partner industriale, dopo i problemi che ha avuto la CFT a livello nazionale. Rilanciamo CSC con il nuovo partner, società in cui l’Interporto mantiene il 40% delle quote. La struttura (CSC) è di 4mila 500 mq di magazzini, 12 celle frigorifere a temperature controllate, una struttura che ha sempre lavorato e che nel 2019 ha fatto 2mila 500 container reefer

Altri progetti?
«Abbiamo iniziato i lavori di costruzione del magazzino per il surgelato (-20 gradi e -30 gradi) è infatti l’altra novità importante per l’Interporto. Sarà pronto alla fine dell’anno, composto da 2 mila mq di celle frigorifere. Insieme, fresco e surgelato, sarà quindi unaInterporto Vespucci bella piattaforma su Livorno, il surgelato mancava da tanto tempo a Livorno dopo Giolfo e Calcagno. La struttura dalla fine dell’anno partirà, ha quindi una logica presentarsi al mercato internazionale a Berlino».

Darsena Toscana è quindi la banchina di riferimento?
«I container della frutta partono dalla Darsena Toscana e poi arrivano all’Interporto, ci possiamo presentare come un sistema: da come sbarca, alla conservazione sul fresco e sul freddo, è un bel sistema».

Sono tanti anni che andate a Berlino?
«Ci siamo stati, poi era qualche anno che non andavamo più perché CFT gestiva i magazzini, loro avevano i rapporti commerciali, quindi erano loro che andavano. Quest’anno invece ci è sembrato importante essere presenti perché ci sono queste novità».

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