Russo: Nel secolo della Logistica, l’Italia manca di strategia -INTERVISTA

Ivano Russo

MILANO – Nel secolo della logistica, la connettività è uno degli aspetti centrali dell’economia mondiale. Finita l’era della globalizzazione, a cui eravamo abituati nei decenni precedenti, si determinano oggi nuovi fenomeni politici, economici e finanziari nei quali la Cina, attraverso il proprio piano di investimento massiccio, gioca un ruolo strategico.

Sul tema è intervenuto Ivano Russo, direttore generale Confetra, durante il Forum milanese Shipping Forwarding&Logistics meet industry, ribadendo poi a margine dell’incontro (VIDEO): “Sono due i punti cardini nel secolo della logistica” – ha specificato Russo – “dove i rapporti di forza globali tra Stati e Continenti vanno ridefinendosi attorno ai dossier che riguardano la connettività. Vedi Via della Seta, guerra dei dazi, area di libero scambio in Africa, Brexit. Parallelamente nel momento in cui è necessario considerare il fattore tempo, come fattore decisivo della produzione industriale, è chiaro che bisogna tenere questi due aspetti in un unica riflessione macro che riguarda il futuro del Paese”.

Si creano nel mondo le nuove alleanze geopolitiche che vedono due grandi schieramenti. Da un lato la Cina, prima potenza del mondo, l’Olanda e la Francia in contrapposizione con gli interessi rappresentati dallo schieramento di USA, Giappone, Australia India.
Quale il ruolo dell’Italia in questo contesto globale? Un ruolo totalmente marginale quello del nostro Paese – Il delinearsi di un nuovo mondo, nel quale si ridefiniscono i rapporti di forza che vedono nella logistica l’elemento cardine. Trovano il nostro Paese impreparato – Spiega durante il suo intervento il direttore di Confetra – Sebbene la logistica nazionale rappresenti il 9% del PIL, tuttavia la mancanza di una consapevolezza a molti livelli, e non in ultimo a livello politico, fa si che l’Italia non sia ancora riuscita a mettere a fuoco l’importanza di queste dinamiche e come queste impattino nel sistema produttivo nazionale. Il rischio è che i nuovi contesti rendano obsolete interconnessioni logistiche, ancora prima che da noi vengano realizzate o ultimate: Terzo Valico e Corridoio Genova -Rotterdam.

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Troppo spesso abbiamo ragionato a compartimenti stagni” – conclude Ivano Russo – “da un lato di infrastrutture, di logistica, di intermodalità e dall’altra parte di produzione manifatturiera, di commercio internazionale. E’ una logica che non regge più perché è sempre più tutto interrelato, anche grazie alla importante evoluzione della tecnologia. Il nostro Paese dovrebbe imparare a fare un salto di qualità importante, innanzitutto dal punto di vista dell’inquadramento e dell’analisi strategica”.

Lucia Nappi

 

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