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La logistica non parla italiano - Le strategie

MILANO- La logistica internazionale è al centro del dibattito che ha animato la due giorni di del Forum Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry”. L'obiettivo di questo convegno è di mettere in rete tutto quello di cui l'industria ha bisogno, quindi di shipping e logistica e lo facciamo quindi a Milano, perché la Lombardia e Milano producono il 30% del PIL nazionale”. Lo dice Umberto Masucci, presidente nazionale The International Propeller Clubs e, tra i promotori dell'iniziativa, nella intervista (VIDEO) rilasciata a Cm a margine del Forum. Continua: Noi come portualità, shipping e logistica dobbiamo mandare un messaggio forte all'industria milanese e lombarda che è possibile migliorare la logistica in Italia. Soprattutto per quanto riguarda la portualità, questa legge di riforma portuale, entrata in vigore da qualche mese, oggi sta producendo delle aggregazioni tra porti, delle semplificazioni e sburocratizzazione nelle attività portuali".

Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, interviene sul rapporto tra industria e logistica (VIDEO): L'obiettivo del convegno, spiega, è quello di fare approcciare diversamente l'industria italiana, al sistema della logistica,  "L'industria italiana è ancora abbonata ad un sistema di Franco fabbrica, che è quello di affidarsi a chi compra i nostri prodotti. Il problema è stato che la logistica ha approcciato da sempre l'industria raccontando quelli che erano i suoi problemi. In questi due giorni noi raccontiamo all'industria che se non comprendono la logistica, il problema è loro. Perché sempre più a livello internazionale il valore aggiunto è tirato fuori non tanto dal prodotto in quanto tale, ma da tutto ciò che è collegato al prodotto e dove i servizi collegati alla logistica hanno il suo elemento più importante.

Agli interlocutori che seguono rivolgiamo la domanda che ha animato calorosamente il dibattito e il talkshow della prima sessione: Tra i colossi internazionali della logistica mancano gli italiani, a noi Italia cosa manca, una strategia?

Roberto Alberti, presidente di Fedespedi: "LA LOGISTICA SE NE VA AGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI"(VIDEO) La grande trasformazione avvenuta in questi ultimi anni vede sempre più l'aggregazione della domanda e dell'offerta in imprenditori, in player con numeri grandissimi. Questo è avvenuto soprattutto grazie allo sviluppo delle piattaforme on-line di mercati come Amazon, Alibaba e Zalando, che comporta una trasformazione rivoluzionaria di quello che è il mondo della logistica ma questo segmento di mercato, è la punta dell'iceberg, rappresenta ancora solo il 10%. C'è una logistica che rimane tradizionale che è quella dell'approvvigionamento delle materie prime che avviene in tutte le altre forme e sviluppa i volumi più importanti, anche se non in termine di valore". ”Su ognuno di questi segmenti c'è stata una evoluzione importante negli ultimissimi anni, dovuta alla rivoluzione digitale quindi di logistica 4.0 riferita ai segmenti alti di specializzazione per quanto riguarda l'E.commerce ma in misura minore, anche per quanto riguarda la logistica tradizionale".

Umberto Masucci: NON MI PREOCCUPO DELLA NAZIONALITA' DEI PLAYER DELLA LOGISTICA (VIDEO) I vari player della logistica italiana gli spedizionieri, gli agenti marittimi credo che debbano aggregarsi e fare squadra e diventare più forti”. “I tedeschi oggi in Italia sia nel settore terminalistico, che nel settore delle spedizioni, sono diventati player fondamentali, noi dobbiamo cercare attraverso le aggregazioni di far diventare più forti quelli italiani. Tuttavia non mi preoccupo della nazionalità del player, che il gruppo Contship che in Italia ha diversi porti terminalisti, sia però di proprietà tedesca non è importante, anche se preferirei che fossero gruppi italiani, ma l'importante è che questi porti funzionino, che questi terminali operino nell'interesse dell'industria italiana e siano al servizio dell'import e dell'export

Roberto Alberti: UNA AMMINISTRAZIONE CHE SUPPORTI LE IMPRESE E NON LE OSTACOLI (VIDEO) L'ambiente in cui operiamo ha tanti esempi eccellenze e cose che funzionano, come il sistema telematico della dogana” “Tuttavia siamo ancora in un ambiente borbonico, in cui la pubblica amministrazione è percepita dalle imprese come un ambiente ostile. Lo vediamo tutti i giorni, dalla lentezza della burocrazia ci vengono chieste continuamente informazioni che dovrebbero essere già nella disponibilità della pubblica amministrazione. In alcune amministrazioni si paga ancora con i bollettini postali" "l'accertamento che lo Stato non riesce a fare, diventa a carico delle imprese, creando un ambiente non collaborativo nei confronti di queste. Noi abbiamo bisogno di nuove sfide, la velocità raggiunta dalla digitalizzazione, dei processi di logistica a livello mondiale, abbiamo bisogno di una amministrazione che ci supporti e non ci ostacoli”.

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