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CarBox, gruppo Tarros - Maggi: «Logistica, si vince solo se facciamo percorsi insieme»

Logistica - «Ognuno in questo ambito deve essere capace di fare innovazione, capire il futuro, le alleanze sono fondamentali» - Il futuro? «alleanze, collaborazione e rispetto delle partnership».

Lucia Nappi

LIVORNO - Silvano Maggi amministratore delegato della CarBox, società del gruppo Tarros che si occupa dei trasporti container su gomma sia in import che export, dai porti del centro-nord Italia e per i principali armatori. Corriere marittimo incontra l'amministratore delegato di CarBox per una conversazione sull'andamento del settore, partendo dalla crisi indotta dall'emergenza sanitaria, per arrivare a parlare dei fenomeni che caratterizzano la logistica globale. (VIDEO INTERVISTA)

Dove operate? Quale è il vostro concetto di trasporto?
«
In questo momento operiamo nei porti di La Spezia, Genova e Venezia, con una flotta che supera i 120 camion di proprietà, ma anche attraverso  dei subcontractor. Abbiamo uffici e personale in questi porti».
«Il nostro concetto è di cercare di offrire soluzioni one-way agli armatori per gli interporti di Milano, Rubiera, Verona, Padova e Venezia. Da qualche anno stiamo sviluppando attività nei porti del centro-nord Italia per offrire servizi agli armatori in tutta Italia, con mezzi di proprietà o con collaborazioni con realtà local
i».

Quale l'impatto della pandemia sui traffici? Il colloquio si è svolto nelle prime settimane di ottobre, quando la diffusione del virus non aveva raggiunto gli attuali picchi di crescita, pertanto precedente alle disposizioni di chiusura dettate dal Dpcm firmato ieri sera dal presidente del Consiglio Conte.
«Eravamo pessimisti all'inizio dell'anno, ma chiuderemo il 2020 con un fatturato leggermente inferiore al 2019, considerando i mesi che abbiamo trascorso è un dato incoraggiante, siamo vicini alla formulazione del budget 2021 ci immaginiamo e ci auguriamo uno scatto in avanti dei traffici, dobbiamo essere un po' ottimisti».

La vostra presenza a Napoli nell'ambito della manifestazione Naples Shipping Week, risponde a quale motivazione?
«Abbiamo desiderio di capire meglio la realtà napoletana e salernitana. La nostra capo gruppo opera tra Napoli e Salerno da trenta anni, pertanto siamo avvantaggiati. Nel futuro saremo presenti anche qui, non con nostri mezzi, abbiamo ottimi colleghi, immaginiamo collaborazioni con le realtà locali. La collaborazione dovrebbe essere il filo conduttore dei prossimi anni: alleanze, collaborazione e rispetto delle partnership. Abbiamo la fortuna e il piacere di lavorare con tante pregiatissime aziende del Nord Italia, ognuano di noi ha dei punti di forza e alcuni punti di debolezza, si vince solo se riusciamo a fare dei percorsi insieme».

I cambiamenti in atto nella logistica globale, tra questi i fenomeni di integrazione verticale. I grandi armatori sbarcano a terra ed occupano spazi della logistica, del trasporto su gomma e intermodale, quali le sue riflessioni?
«Guardo l'Italia e anche l'Europa. Queste iniziative sono realtà che in altre parti del nostro continente sono già affermate da diversi anni. L'Italia è un mercato molto particolare dove lo spedizioniere è una catena fondamentale della logistica, dove il trasportatore ha punti di forza e punti di debolezza e la nostra è un'azienda di al 100% di un armatore. Io credo che sono realtà che si imporranno, ma non stravolgeranno il nostro sistema che è fatto da tanti attori e ognuno vuole la sua parte. Entrare con gli scarponi dentro un sistema così delicato, puoi permettertelo, ma non conquisti il mondo. Ognuno in questo ambito deve essere capace di fare innovazione, capire il futuro, le alleanze sono fondamentali, ma i grandi armatori in questo momento si devono occupare di porti e di navi. Per i trasporti domestici e nazionali ci sono realtà in grado di offrire i loro dei servizi, come hanno sempre fatto, a dei prezzi estremamente interessanti. Il secondo armatore al mondo sta facendo investimenti importanti e va rispetto, però secondo me non altererà il mercato».

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