Confitarma, nuovo modello di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori marittimi

Confitarma D'Amato
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Roma –  “Welfare e mare: il nuovo modello di assistenza sanitaria integrativa”, è il workshop svolto in Confitarma per presentare il nuovo sistema di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore marittIniziativa che ha visto la presentazione ufficiale dei risultati di un lungo e articolato confronto tecnico tra le parti sociali. Un dialogo che ha condotto alla definizione del modello operativo previsto dall’ultimo accordo di rinnovo del CCNL unico dell’industria armatoriale, segnando di fatto l’avvio della copertura sanitaria integrativa per i lavoratori del settore.

Al lavoro tecnico hanno partecipato le associazioni armatoriali Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori, insieme alle organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI, che hanno definito congiuntamente l’architettura del nuovo sistema di welfare sanitario, riconosciuto come una “conquista di civiltà che le parti hanno concordato in direzione del miglioramento delle condizioni di vita e lavoro del personale marittimo e di terra”.

Ad aprire i lavori la rappresentante del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  Patrizia Scarchilli, direttore direzione generale del mare, del trasporto marittimo e per vie d’acqua. A seguire i rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali, dei provider della nuova assistenza sanitaria integrativa, ONHC e UniSalute, insieme a numerosi operatori e lavoratori collegati anche da remoto.

Nel suo intervento, Angelo D’Amato, presidente del gruppo Tecnico Risorse Umane e Relazioni Industriali di Confitarma, ha sottolineato il valore del risultato raggiunto:

“Quello che presentiamo oggi non è soltanto un nuovo strumento contrattuale. È il risultato di un lavoro intenso, approfondito e complesso, svolto nell’ambito del tavolo tecnico costituito tra le parti stipulanti il CCNL unico dell’industria armatoriale, che ha visto operare con spirito costruttivo e responsabilità comune le organizzazioni datoriali e sindacali”.

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D’Amato, ringraziando il tavolo tecnico e esprimendo apprezzamento per il supporto fornito dai provider, ha evidenziato come la costruzione di un sistema di assistenza sanitaria integrativa per il settore marittimo abbia richiesto un significativo sforzo tecnico, considerando le specificità del lavoro marittimo, caratterizzato da mobilità internazionale, alternanza tra periodi di navigazione e periodi a terra, pluralità di contratti e dalla presenza del sistema sanitario dedicato al personale navigante. “Costruire un sistema di assistenza sanitaria integrativa capace di adattarsi a queste peculiarità ha richiesto uno sforzo tecnico notevole. Abbiamo dovuto immaginare soluzioni che conciliassero la flessibilità tipica del settore con la stabilità che un sistema sanitario integrativo richiede, garantendo equità di trattamento, sostenibilità economica e coerenza con il quadro normativo vigente” – ha aggiunto.

Un passaggio fondamentale del percorso è stato il parere dell’Agenzia delle Entrate, che ha fornito i necessari chiarimenti giuridici sulle modalità di gestione del sistema, riconoscendo la correttezza dell’impianto costruito dalle parti sociali.

Il nuovo modello rappresenta anche una scelta strategica sul piano delle relazioni industriali e del welfare contrattuale.

Per D’Amato “l’istituzione di un sistema di assicurazione sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria armatoriale significa confermare che la competitività delle imprese va di pari passo con la tutela del lavoro. Investire sulla qualità del lavoro e sul benessere dei lavoratori significa rafforzare il futuro dell’industria marittima e la sua attrattività”.

Con l’avvio del nuovo sistema si apre ora la fase di attuazione e monitoraggio, con l’obiettivo di garantire nel tempo un sistema accessibile, sostenibile e capace di rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione.

“Oggi diamo ancora una volta conferma che l’industria marittima sa innovare anche sul terreno delle tutele sociali, attraverso il dialogo e la collaborazione tra le parti” – ha concluso D’Amato.

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