MILANO – “Intermodalità, cosa c’è da fare? Navi, aerei, treni, camion in fervente attesa delle infrastrutture, soluzioni a breve termine ci sono? Quali interventi si possono mettere in campo sin da subito, mentre il sistema è ancora in attesa del completamento infrastrutturale? E’ forse la vera sfida: sfruttare a pieno tutte le potenzialità di porti e infrastrutture individuando soluzioni operative attuabili nel breve periodo, 12-18 mesi.
Se ne è parlato al forum “Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry”, annuale confronto tra istituzioni, operatori dei porti, del trasporto marittimo, della logistica e dell’industria, promosso da Alsea, International Propeller Club – Port of Milan e Assologistica, svolto a Milano presso Assolombarda.
La strategia è coordinare risorse e strumenti, insieme a governance territoriale e sviluppo digitale. Concentrando l’azione politica sulle leve attivabili per dare risultati a breve termine. Ma senza scordarsi che la logistica richiede progettazione a lungo termine, tema sottolineato in apertura dal presidente della Regione Liguria, Marco Bucci: “Non c’è short term senza long term, ci vuole una visione futura”, ha ribadito più volte Bucci.
Fermerci, Rizzi
Nella tavola rotonda “L’intermodale ferro-portuale” sulle esigenze, le difficoltà e le sfide che il settore sta affrontando in questa fase. I dati 2025 di Fermerci sul trasporto merci su rotaia, in particolare da e per i porti nazionali, hanno evidenziato che “il comparto vive una stagione particolarmente complessa” – come spiegato dal direttore generale di Fermerci, Giuseppe Rizzi – “negli ultimi anni i volumi sono diminuiti e oggi il traffico è fortemente condizionato dalla riduzione della capacità della rete ferroviari, dovuta ai grandi lavori infrastrutturali in corso. Interventi necessari per modernizzare il sistema, ma che nel breve periodo stanno mettendo sotto pressione le imprese del settore”.
Per le strategie: “la necessità di strumenti rapidi ed efficaci di sostegno al mercato” – ha detto il direttore di Fermerci – “a partire dal rafforzamento degli incentivi, nell’attesa che le nuove infrastrutture restituiscano piena capacità e nuove opportunità di sviluppo al sistema logistico del Paese”.
AdSP Mar Ligure Occidentale, Paroli
Sul ruolo delle Autorità portuali Matteo Paroli, presidente dell’AdSP Mar Ligure Occidentale, ha specificato come queste debbano: “attrarre investimenti privati, affiancare gli operatori e garantire che ogni traccia ferroviaria resa disponibile dal gestore della rete sia utilizzata dai vettori al 100%. Infrastrutture nei tempi, efficienza gestionale e attrazione di capitali privati sono le tre leve per rafforzare subito i traffici”.
Richiamando l’impegno strutturale del sistema portuale, Paroli ha ricordato l’investimento di 167 milioni di euro per il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Interventi concreti per Genova, Savona e Vado, che vedono l’adeguamento dei fasci binari a 750 metri, l’integrazione tecnologica e una maggiore automatizzazione delle operazioni. Rispettando tempi e scadenze secondo le gare bandite. Così come lo sfruttamento al 100% delle tracce ferroviarie oggi già disponibili.
Sul tema degli incentivi, con riferimento al ferrobonus, ne ha sottolineato la “funzione di avvio” e “di “sostegno per il trasferimento delle merci dalla gomma alla ferrovia” – ma senza che questi “possano rappresentare da soli la soluzione strutturale”. Quindi va bene il ruolo di accompagnamento allo sviluppo delle infrastrutture e al miglioramento dell’efficienza gestionale, ma senza sostituirsi a questi elementi. “In prospettiva, il loro ruolo dovrà essere valutato in modo coerente quando il sistema sarà pienamente operativo e, entro il 2028, la rete ferroviaria nazionale disporrà di una capacità significativamente superiore a quella attuale”.
Nel secondo giro di interventi, il presidente ha ampliato il ragionamento, soffermandosi sul ruolo delle Autorità portuali nel creare condizioni favorevoli agli investimenti privati al fine di “stimolare il privato a investire nei nostri porti significa prima di tutto fare il nostro dovere come amministrazione pubblica, rispettando tempi e impegni. Il secondo obiettivo è affiancare gli operatori, invitarli a investire in un sistema logistico nel quale siamo pienamente coinvolti”.
PSA Italy, Conforti
Il presidente di PSA Italy, Marco Conforti, durante gli interventi frontali della sessione, è entrato nel merito degli investimenti privati nei porti. In forza dell’accordo siglato la scorsa settimana a Singapore, tra il gruppo PSA International e l’AdSP genovese. Investimento privato da parte del gigante del terminalismo globale, per l’ammontare di 1 miliardo di dollari: “Sono orgoglioso che, su oltre 180 location del Gruppo nel mondo” – ha detto Conforti – “ne siano state scelte solo 11 per portare avanti una specifica strategia, e il terminal italiano è tra queste. Questo risultato è motivo di grande orgoglio.”
Specificando che si tratta di un accordo di natura procedurale che prevede l’impegno a presentare un Piano Economico Finanziario all’autorità competente. L’obiettivo è quello di avviare un importante piano di investimenti nelle strutture esistenti, con l’intento di renderle ancora più efficienti e competitive su scala internazionale.
Un progetto di sviluppo che si fonda sull’introduzione delle migliori tecnologie oggi disponibili, per garantire standard sempre più elevati di sicurezza, sostenibilità ed efficienza operativa. Parallelamente, il piano prevede una forte spinta verso l’elettrificazione delle attrezzature: il terminal sarà dotato di equipment di ultima generazione completamente elettrico, con l’obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ e abbattere il rumore nelle aree operative.
Un ulteriore elemento chiave riguarda la capacità di gestione dei carichi, con un’organizzazione del terminal pensata per affrontare in modo efficiente i picchi di lavoro generati dall’arrivo delle grandi navi, ormai una componente strutturale del traffico marittimo globale.
La realizzazione del progetto comporterà tuttavia anche una fase di lavori particolarmente complessa. Come sottolineato da Conforti, gli interventi dovranno essere realizzati mantenendo la piena operatività di un terminal che oggi movimenta circa 1,5 milioni di contenitori all’anno, rendendo inevitabilmente la fase di transizione molto delicata dal punto di vista organizzativo e operativo, sempre nel modello del Common Service, basato sul principio che tutti i clienti debbano poter accedere agli stessi servizi e alle stesse condizioni commerciali.
Inoltre il presidente Conforti ha fatto riferimento al progetto dell’Interporto di Padova, per il quale PSA Italy, nel dicembre scorso, è risultata vincitrice della gara: “Attualmente è corso il processo di acquisizione della maggioranza qualificata della società, con una quota superiore al 70%” – ha specificato – “L’obiettivo è completare il percorso nei prossimi mesi, così da poter essere pienamente operativi entro l’estate. Si tratta di un passaggio che rafforza la strategia di integrazione tra porto e retroporto e che contribuisce a consolidare una visione sempre più intermodale del sistema logistico”.
















