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MSC investe in Gnl con 11 nuove navi in charter - Il GNL non convince tutte le compagnie

Il GNL, alternativa al tradizionale bunker, é sempre più diffuso in ambito marittimo, ma la Banca Mondiale ha recentemente suggerito che l'investimento in GNL è destinato a essere un "vicolo cieco".

LIVORNO- Tra le shipping company  sono in atto forti investimenti per il rinnovo delle flotte. Alcune compagnie hanno scommesso sul GNL  come carburante alternativo in grado di abbassare il livello di emissione di anidride carbonica prodotta dalle navi. La  prima compagnia a credere nel GNL é stata, senza dubbio,  la francese CMA CGM.

Va in questa direzione anche l'operazione conclusa nei giorni scorsi da dalla Mediterranean Shipping Company -MSC - che  noleggerà 11 navi portacontainer alimentate a GNL dalla Eastern Pacific Shipping (EPS) con sede a Singapore, entrambe le società hanno confermato la notizia. Si tratta del noleggio di 11 navi dual fuel da 15.300 teu per un contratto di charter a scafo nudo per 18 anni di  durata.

Con questo passaggio la compagnia di Ginevra é l'ultima a farsi sostenitrice del GNL  Søren Toft, CEO di MSC, aveva già affermato che "MSC continua a prevedere la diversificazione di soluzioni  di carburanti alternativi per un futuro a zero emissioni di anidride carbonica".

Nel settore dello shipping si allarga, pertanto, il divario tra i sostenitori del GNL e quelli che vi si oppongono.

MSC insieme ad Hapag Lloyd e CMA CGM, ZIM, oltre ai due maggiori fornitori di navi come Seaspan ed EPS, sono maggiori i sostenitori  del GNL.

In una dichiarazione alla testata di settore "ShippingWatch" MSC ha affermato che "mentre il percorso per la decarbonizzazione della navigazione è ancora poco chiaro, senza nuovi combustibili disponibili a livello globale su larga scala per la distribuzione ad una flotta  come la nostra di 570 navi, questa opzione dovrebbe aiutarci a migliorare le prestazioni delle emissioni di CO2".

La Banca Mondiale ha recentemente suggerito che l'investimento in GNL è destinato a essere un "vicolo cieco" e contribuirebbe solo a rallentare la transizione del settore ai combustibili a basse emissioni di anidride carbonica.

MAERSK DECARBONIZZAZIONE DELLA FLOTTA MA NON A GNL

Il liner numero uno al mondo, che ha deciso di rinunciare al GNL e di investire in altre modalità di propulsione. 
AP Moller – Maersk accelera gli sforzi per decarbonizzare le operazioni marittime con il lancio della prima nave di linea a emissioni zero al mondo nel 2023, sette anni prima del ambizione iniziale per il 2030. Tutti le navi di nuova proprietà di Maersk avranno la tecnologia a doppia alimentazione installata, che consentirà operazioni a emissioni zero o il funzionamento con olio combustibile standard a bassissimo tenore di zolfo (VLSFO)

Søren Skou, CEO, AP Moller – Maersk nel febbraio scorso aveva infatti annunciato: «L’ambizione di Maersk è di aprire la strada alla decarbonizzazione della logistica globale. I nostri clienti si aspettano che li aiutiamo a decarbonizzare le loro catene di approvvigionamento globali e stiamo accogliendo la sfida, lavorando per risolvere le sfide pratiche, tecniche e di sicurezza inerenti ai combustibili a emissioni zero di cui abbiamo bisogno in futuro. La nostra ambizione di avere una flotta a emissioni zero entro il 2050 era un balzo in avanti quando abbiamo annunciato nel 2018. Oggi lo vediamo come un obiettivo impegnativo ma raggiungibile da raggiungere».

 

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