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FOCUS / Propeller Venezia, Carnielli: «Il lavoro marittimo necessita di risposte urgenti»

 "Lavoratori marittimi, vita di mare e safe sailing – Sicurezza, formazione e difficoltà",  convegno Propeller Club Port of Venice - Le istanze di una categoria "poco ascoltata", alla politica.

Lucia Nappi

MESTRE, VENEZIA - Molto c'è ancora da fare per i lavoratori marittimi. Le richieste della categoria lanciate alla politica - durante il convegno del Propeller Club Port of Venice svolto a Mestre - sono state raccolte dalla presidente del Club veneziano, Anna Carnielli, che ha ne fatto sintesi: «il tema del riconoscimento del lavoro usurante; il diritto costituzionale dell'espressione del voto, oggi ancora negato durante i periodi di navigazione; infine la mancanza di medici sulle navi da carico che trascorrono mesi in navigazione, senza toccare un porto per diverse settimane» - «Questi per citare solo alcune delle richieste di una categoria, di cui troppo poco si parla. Oggi è emerso» - ha tenuto a precisare Carnielli  - «che ci sono importanti questioni sul tema che necessitano di risposte urgenti. Molto c’è ancora da fare». 

Del Medico di bordo ha parlato, durante il convegno,  Isabella Susy De Martini, ufficiale medico di bordo: «Questa professione è una delle più gratificanti e impegnativa nel settore. Gratificante perché si svolge in un ambiente di eccezionale bellezza, il Mare e le magnifiche Navi che lo solcano permettendo ai passeggeri esperienze uniche ed ai Marittimi di sostenere le loro famiglie. Impegnativa perché il Medico a Bordo deve affrontare ogni forma di emergenza da solo è lontano dalla terraferma e quindi, deve essere preparato tecnicamente e psicologicamente ad affrontarle».

«Non esisteva fino ad oggi una Scuola specifica per questo in nessuna parte del Mondo e l’Italia stabilisce oggi un primato importante» - ha spiegato De Martini - «Ho lavorato per molti anni per raggiungere questo obiettivo, stimolata da numerosi Colleghi, divenuti amici e che saranno Docenti in questo Corso e da valenti dirigenti del Ministero della Salute quali il dottor Angeloni. Grazie alla ferma volontà del presidente Stefano Messina, del sottosegretario alla Sanità Andrea Costa e della direttrice dell’Accademia Paola Vidotto e alla collaborazione con l’Università di Genova, in Italia formeremo i migliori Medici di Bordo: un vanto per la nostra Marineria e per tutto il Paese».

De Martini Carnielli

Al termine del suo intervento la presidente del Propeller ha insignito De Martini (socia Propeller Club Port of Venice) «con una targa» - ha spiegato Carnielli - «che vuole essere un riconoscimento al suo valoroso impegno non solo lavorativo, profuso a favore del Cluster marittimo,di mare in mare solcando l’oceano della vita”».

Dei marittimi delle Filippine, quale  principale fornitore di manodopera marittima a livello globale ha parlato Giorgia De Biasi, avvocato, console onorario delle Filippine per la Regione Veneto: «Si stima che ci sia un marittimo filippino ogni quattro o cinque complementi a bordo di una nave in qualsiasi momento» - ha detto - «Lo Stato delle Filippine rappresenta la più grande fonte di lavoratori marittimi, con una stima di 700 mila lavoratori marittimi (su un totale globale di 1.9 milioni lavoratori marittimi nel mondo) oltre un quarto di tutti i membri degli equipaggi del trasporto marittimo mercantile globale viene dalle Filippine, seguito da Russia, Indonesia, Cina e India.

«Le rimesse del settore marittimo» - ovvero i trasferimenti di denaro dall'estero ai familiari rimasti nel Paese - ha specificato la console - «comprendono almeno il 22% del totale delle rimesse in dollari dei lavoratori filippini all'estero (OFW). Queste rimesse aiutano a stimolare il consumo interno nelle Filippine ed è un ingrediente chiave nella spinta del Paese a raggiungere una crescita più elevata ma sostenibile. I marittimi sono stati in prima linea ai tempi della pandemia di Covid-19, svolgendo una funzione vitale nel sostenere il flusso di articoli di qualsiasi genere. Per questo il ministero dei trasporti filippino ha varato un Piano di sviluppo dell'industria marittima 2019-2028»

Nel corso dell'incontro il tema della sicurezza della navigazione è stato affrontato dal presidente del Collegio Capitani LCM, Giovanni Lettich: «Parlare di sicurezza a bordo non si può prescindere dalla legge 271/'99 in merito alla sua evoluzione e alla Convenzione del lavoro Marittimo (MLC), emanata nel 2006, riguardante le condizioni di lavoro a bordo e le questioni sociali a bordo alle navi, tali da garantire un impiego dignitoso» - il comandante Lettich si è pertanto soffermato «su un aspetto particolare, cioè gli obblighi e le responsabilità specifiche da parte di armatori, comandante, dei lavoratori marittimi e altre persone interessate in relazione alla valutazione dei rischi a bordo delle navi».

In rappresentanza del Collegio Capitani LCM è intervenuto, inoltre, il comandante Agostino Benvegnù, del dipartimento di Venezia, parlando di sicurezza in mare e incidenti marittimi: «L’avere constatato che la quasi totalità degli incidenti ha origine dal comportamento umano» - ha detto - «ha reso indispensabile una più puntuale ed attenta verifica della preparazione degli equipaggi e della manutenzione del naviglio». Pertanto la definizione man mano di un solido impianto regolatorio: «Regole che coinvolgono tutti gli aspetti della navigazione, dalla costruzione delle navi nelle varie tipologie, alla gestione tecnica, all’addestramento degli equipaggi, comprendendo in ciò tutti gli aspetti di protezione dell’ambiente. Un lavoro cosi imponente è portato avanti dall’IMO attraverso le varie Convenzioni» SOLAS, MARPOL, ILO, STCW, MLC2006 - «La mole di regole, di certificazioni e di check list richieste dal ISM (International Safety Management), farebbe pensare ad una scomparsa o quasi degli incidenti marittimi; purtroppo non è cosi, gli incidenti continuano a verificarsi e spesso con modalità ripetitive».  

 

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