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Confitarma, Mattioli alle Autorità portuali: Posticipare canoni e diritti di approdo - L'esempio a Bari

ROMA - Mario Mattioli, presidente di Confitarma, associazione degli armatori, ha espresso apprezzamento nei confronti della decisione adottata da Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale di posticipazione del "pagamento dei canoni e dei diritti portuali, in applicazione del Decreto Legge “Cura Italia”, estendendo i benefici anche a categorie non contemplate nel decreto stesso”. Lo si legge in una nota diffusa da Confitarma - si tratta della prima Autorità di Sistema Portuale ad aver adottato provvedimenti per ridurre i costi di approdo delle navi, interventi contenuti nelle istanze rivolte da Confitarma al ministro De Micheli.L’auspicio naturalmente – sottolinea Mattioli – è che anche le altre Autorità di Sistema Portuale adottino simili provvedimenti per sostenere i collegamenti marittimi che, nonostante il calo dei traffici e le restrizioni, continuano a garantire l’approvvigionamento di merci, alimenti e medicinali e prodotti strategici per il Paese”.

Le richieste di Confitarma al ministro De Micheli
L’eccezionale situazione determinata dall’emergenza epidemiologica che sta costringendo le imprese armatoriali al fermo, parziale o totale, delle navi delle proprie flotte ha indotto, nei giorni scorsi, Confitarma a chiedere al ministro De Micheli l'attuazione di urgenti misure di sostegno straordinario al comparto:
1) Intervento eccezionale di sostegno al reddito a favore di tutti i marittimi italiani e comunitari coinvolti in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa del fermo delle navi. Tale misura dovrebbe integrare le risorse del Fondo di Solidarietà Bilaterale del Settore Marittimo (SOLIMARE), consentendo il superamento dei massimali aziendali di utilizzo di detto Fondo.
2) Al fine di sostenere i collegamenti marittimi che, nonostante il calo dei traffici e le restrizioni al trasporto passeggeri, continuano a garantire l’approvvigionamento di merci, alimenti e medicinali e prodotti strategici per il Paese, auspichiamo interventi volti alla riduzione dei costi di approdo delle navi, circostanza che si sta già verificando in altri Stati membri della UE. Tra questi, in primo luogo l’esonero temporaneo, a far data dall’adozione delle misure restrittive adottate dal Governo, dal pagamento dei diritti e altri oneri portuali e, in aggiunta, la compensazione totale, o quantomeno parziale, delle spese per i servizi portuali (servizi tecnico-nautici) e di stiva. Le predette misure si dovrebbero applicare alle navi in servizio di cabotaggio nazionale, ro-ro e ro-ro pax impiegate anche su linee di autostrade del mare internazionali che scalano porti italiani. Infine, si dovrebbe prevedere la temporanea esenzione, totale o parziale, dal pagamento dei canoni concessori dei terminal che operano i predetti traffici.
3) Estensione, per un periodo di dodici mesi, alle navi iscritte nelle matricole nazionali e che svolgono attività compatibili con gli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali di cui all’art.6 del decreto-legge n. 457/97 convertito in legge n.30/98.
4) Finanziamenti fino a tre anni a valere su Fondi Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e con garanzia Statale di ultima istanza erogati direttamente da CDP o dalle Banche Agenti in base ad una convenzione, per far fronte all’aumento dei costi operativi di gestione, generatisi sia a seguito di difficoltà operative poste dagli Stati EU o extra EU alle navi di bandiera italiana e con equipaggi italiani e/o comunitari, sia di navi in la-up (fuori servizio e/o “all’ancora”). Tale proposta prende spunto dal DL (cosiddetto Decreto “Cura Italia”, mentre si scrive in via di pubblicazione) che prevede il sostegno alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica “Covid-19” attraverso finanziamenti da parte di CDP, anche nella forma di garanzia c.d. “a prima perdita”.
5) Sospensione, al fine di adeguare i piani alle mutate contingenze, relativa a qualsiasi atto processuale, comunicazione, adempimento inerenti a procedure ex art. 161 e 182/bis Legge Fallimentare, giustificata con l’impossibilità di rispettare i termini previsti dalla legge stante il processo di revisione dei piani e la difficoltà di elaborazione degli stessi.
6) moratoria a standstill di 18 mesi su tutte le esposizioni finanziarie sterilizzando la possibilità di accelerazione e altri rimedi dei finanziatori.

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