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Confitarma: Aria di scissione? Le dimissioni

di Roberto Nappi
 
ROMA Cesare d’Amico e Pierluigi Maneschi si sono dimessi da Confitarma, mentre le dimissioni di Stefano Messina sono ancora incerte. Tre personaggi storici dell’armamento italiano che sono arrivati alla rottura, definitiva o incerta, con l’associazione degli armatori ancora prima che si concludesse la corsa per il rinnovo della presidenza. I motivi ?
 
Non sono stati precisati ma certamente nessuno dei tre armatori si era mostrato favorevole ad una eventuale presidenza del napoletano Mario Mattioli anche se proprio negli ultimi giorni si era fatta concreta una possibile candidatura di Stefano Messina. Che però era apparso indeciso se accettare o meno perché in questo periodo particolarmente impegnato nelle trattative con Aponte per la cessione del 49% alla MSC dell’armamento di famiglia. Per quanto riguarda Cesare d’Amico può avere influito la sua esclusione dal consiglio eletto martedì scorso. Probabilmente stessa situazione per quanto riguarda Maneschi (Italia Marittima di Trieste una costola del potente gruppo Evergreen di Taiwan) che non potrebbe aver digerito l’esclusione dal consiglio del suo rappresentante, il vice presidente Stefano Beduschi, il quale nella riunione a Roma aveva sostenuto che Confitarma avrebbe avuto bisogno “di una maggiore internazionalizzazione che Mattioli non avrebbe potuto garantire perchè rappresenta troppo la categoria dei rimorchiatori.“. Una situazione non facile da gestire per il presidente in scadenza Manuel Grimaldi che nel corso di questi ultimi anni ha portato a compimento una serie di importanti risultati per Confitarma. Si tuazione complicata dal fatto che in seguito alle tre dimissioni importanti (ma non sono le uniche ) fra i soci cominciano a circolare voci che sarebbe opportuno pensare di costituire una nuova associazione che comprendesse soltanto gli armatori del cabotaggio con esclusione quindi dei rappresentanti dei rimorchiatori i quali attualmente, come si sa, non tutti sono rappresentati da Confitarma. Insomma si parla apertamente di scissione.
Il futuro? Nonostante i terremoti elettorali il futuro in Confitarma è giovane. Infatti è un buon segnale che per le elezioni del consiglio chi ha ricevuto il maggior numero di voti in assoluto sia un neo eletto consigliere quarantenne. Si tratta di Francesco D’Alesio che subentra al padre Nello, armatore cisterniero, consigliere storico dell’Associazione. Una famiglia quella dei D’Alesio da sempre impegnata in un’azienda armatoriale di petroliere costituita negli anni trenta dal capostipite cavaliere del lavoro Gaetano al quale recentemente il comune di Livorno ha intitolato una strada bella e importante che costeggia l’ingresso del porto.

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