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Commissione VIA-VAS - Confitarma, Sisto: "Le navi green ci sono, ma mancano le infrastrutture"

Confitarma agli Stati Generali della Commissione VIA-VAS - Luca Sisto: "Importante la visione dal mare per l'efficientamento energetico del nostro Paese".

Per la prima volta si sono svolti in tutta Italia, gli Stati generali della Commissione VIA - VAS (VIA-Valutazione impatto ambientale; VAS-Valutazione ambientale strategica) del ministero della Transizione ecologica per un confronto con gli esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale, energetico, ambientale e giornalistico.

La Commissione, istituita nel maggio 2020, è l’organo indipendente che il ministero ha istituito per esaminare tutti i progetti, i programmi e le opere per la realizzazione e l’implementazione di infrastrutture nel Paese, verificandone l’impatto in termini ambientali, dalle dighe alle centrali elettriche dalle strade alle esplorazioni marine.

Nel corso della prima sessione intitolata “Una ‘fase 2’ per la VIA tra target sovranazionali e localismi nella cultura del territorio e dell’impresa”, introdotta dal ministro Roberto Cingolani, è stato trattato il tema della sfida imposta dall’emergenza climatica da affrontare con iniziative improntate dalla maggiore efficienza e con interventi caratterizzati dalla maggiore qualità progettuale.

In rappresentanza di Confitarma è intervenuto il direttore generale Luca Sisto che, dopo aver ricordato che seppure la maggior parte dell’inquinamento provenga da terra, il trasporto via mare è spesso percepito come una modalità di trasporto fortemente responsabile delle emissioni di gas serra. “Invece lo shipping è la modalità di trasporto più sostenibile, strumento potente di contrasto al cambiamento climatico che riesce a spostare una enorme quantità di merci producendo emissioni di CO2 pari a circa il 2% delle emissioni totali dell’economia globale”. -ha specificato Sisto - “l’industria marittima mondiale, che segue regole internazionali emanate dall’IMO, tra il 2008 e il 2018 a fronte di un aumento del 40% nel commercio marittimo, ha ridotto del 10% le emissioni di Co2 mentre, dal 1° gennaio 2020, ha ridotto allo 0,5% il tenore di zolfo nei combustibili per uso marittimo in tutti i traffici, con eccezioni per i porti comunitari e per le aree ECA ove già vige il limite dello 0,1%.”.

Ciò dimostra che il mondo del trasporto marittimo già da tempo si sta muovendo in linea con la strategia dell’IMO che prevede di abbattere entro il 2030 le emissioni di CO2 nel trasporto marittimo internazionale di almeno il 40% rispetto al 2008, raggiungendo il 70% entro il 2050 e di ridurre le emissioni annue totali di gas serra derivanti dal trasporto internazionale di almeno il 50% entro il 2050”.

Tutto ciò dimostra che, seppure nascosto, lo shipping è il motore della filiera ed è indispensabile specie per un Paese, come l’Italia, che per la maggior parte degli scambi con l’estero dipende dal trasporto marittimo. “E gli armatori italiani non sono rimasti a guardare e già da tempo stanno facendo importanti investimenti per rendere green le loro navi – ha aggiunto Sisto – alcune delle quali hanno già adottato la soluzione transitoria del LNG per poi passare all’ammoniaca e idrogeno, con ricorso a batterie sempre più capaci e sviluppo, ovviamente, delle relative tecnologie per alimentare la flotta mondiale. Il problema è che ci sono già le prime navi green ma non ci sono nei nostri porti le infrastrutture per la distribuzione dei nuovi combustibili.

“È peculiare - ha sottolineato il direttore di Confitarma – che in fase di transizione ecologica così importante non sia possibile una interlocuzione diretta degli armatori italiani con tutte le nostre Autorità di Sistema portuale per risolvere insieme problemi di comune interesse”. “Gli armatori italiani sono lieti di poter partecipare alla Commissione VIA-VAS - ha concluso il Sisto - per poter condividere con il Ministero della Transizione Ecologica la visione dal mare volta all’efficientamento energetico per il bene del nostro Paese.

La Commissione VIA-VAS dal gennaio 2021 è presieduta da Massimiliano Atelli, magistrato in forza alla Corte dei Conti di Aosta e grande esperto di diritto ambientale, di amministrazione pubblica e di giustizia contabile. Dal maggio 2008 all’aprile 2013 come capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’Ambiente ha promosso iniziative di tutela dei beni naturali come il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico.

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