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Terminal container, capacità di crescita in lieve calo al 70% per il 2025

Previsioni sulla capacità di crescita dei porti container globali - L'interruzione globale della catena di approvvigionamento non ha influito sulle crescenti performance finanziarie degli operatori terminalisti globali.

LONDRA - La diffusa ripresa del commercio del trasporto marittimo di container sulla scia della pandemia di Covid-19 vede il rafforzamento delle prospettive delle capacità di crescita dei terminal container globali,  supportata dall'appetito dei Global Terminal Operator (GTO) per progetti greenfield. Sono le previsioni dell'ultimo report Drewry Maritime Research.

La capacità portuale globale dei terminal container avrà un tasso di aumento medio annuo del  2,4% per raggiungere 1,38 miliardi di Teu entro il 2026, spiega Eleanor Hadland analista senior di Drewry Ports and  Terminals e autrice del rapporto.

L'attuale situazione economica e geopolitica ha portato a un declassamento delle prospettive di domanda delle merci e, di conseguenza, dei porti container di cui è previsto una crescita del 70% nel 2025 rispetto alla proiezione dello scorso anno del 75%.

Piani di investimento

Sebbene la maggior parte (70%) dei piani di investimento dei Terminalisti (GTO) rimanga focalizzata sulle risorse esistenti, si è registrato tuttavia un notevole aumento del numero di progetti greenfield: con CMA Terminals, Hutchison e TIL (MSC) si prevede che aggiungeranno 4 milioni di Teu o ulteriore capacità greenfield entro il 2026.

L'interruzione globale della catena di approvvigionamento ha comportato un aumento dei tempi di sosta delle merci nel 2021 che ha generato costi di stoccaggio aggiuntivi, portando la crescita dei ricavi degli operatori dei terminal al di sopra di quella che potrebbe essere giustificata sulla base del solo recupero del volume.

La congestione portuale non sembra aver influito negativamente sulla performance finanziaria, nonostante il diffuso calo dei livelli di produttività. I meccanismi di aumento delle entrate (ossia gli straordinari pagati, le spese di stoccaggio) si sono finora dimostrati sufficienti a compensare i costi operativi aggiuntivi legati alla congestione. Gli operatori citano anche le continue misure di controllo dei costi implementate in risposta al Covid come aventi un impatto positivo sui margini.

"Una volta che l'interruzione della catena di approvvigionamento globale si sarà attenuata, cosa ora prevista per il primo semestre 23, c'è un rischio maggiore che i guadagni dei ricavi si ritirino mentre i tempi di permanenza tornino ai livelli pre-pandemia", ha specificato Hadland.

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