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"Quale il futuro per il Welfare della gente di mare" /Convegno a Livorno

di Lucia Nappi

LIVORNO - Convegno dal titolo "Sicurezza, Sviluppo, Solidarietà: quale futuro per il Welfare della gente di mare", tenutosi stamani a Livorno in Fortezza Vecchia, organizzato dalla Capitaneria di Porto con la partecipazione  del "Comitato territoriale per il Welfare della gente di mare per il porto di Livorno".

Dall'incontro un impulso per la piena attuazione delle norme a tutela dei lavoratori marittimi italiani e stranieri imbarcati sulle navi in arrivo e partenza nei porti nazionali. Un incontro che ha permesso di far luce, sull’importanza del lavoro svolto dai marittimi nella movimentazione del commercio mondiale e sulle condizioni di vita che contraddistinguono questa scelta di vita.

La centralità della persona e il riconoscimento dei diritti e della dignità di questi lavoratori, provenienti prevalentemente dai paesi più poveri del mondo, che una volta imbarcati trascorrono gran parte del tempo di vita a bordo nave. "Lavoratori invisibili all'interno delle lamiere delle navi" - ha spiegato il comandante della Capitaneria di porto di Livorno ammiraglio Giuseppe Tarzia - persone che vivono in solitudine, in un ambiente asettico, sottoposti ai rischi della navigazione e separati per lunghi periodi di tempo dai propri affetti familiari, problematiche spesso sconosciute all’opinione pubblica.

I processi di globalizzazione dell’economia, con l’adozione di economie di scala da parte dei gruppi armatoriali sottopone questi lavoratori a fenomeni di dumping sociale e a frequenti violazioni dei diritti costituzionali e umani. In prima analisi, - ha spiegato Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti - "il mancato riconoscimento del diritto di voto a bordo della nave." Ma anche la violazione di diritti umani di cui l'abbandono degli equipaggi in mare, da parte dell'armatore, costituiscono solo un esempio.

Nell’ambito del convegno  si è parlato dell’importante ruolo svolto dai servizi di accoglienza dei marittimi nei porti italiani. Sul tema sono intervenuti: Marisa Metrangolo, vice presidente della Federazione Nazionale Stella Maris, Remo Di Fiore, membro del Comitato  esecutivo ITF (Londra) e Barbara Bonciani, Assessore con delega ai porti del Comune di Livorno. La presenza di tali servizi, offerti principalmente in Italia dalla Associazione Stella Maris, ovvero "la casa lontano da casa" incide infatti in modo significativo sul benessere di questi lavoratori, garantendo loro, nelle poche ore libere a disposizione di ricevere sostegno morale e spirituale, un supporto in caso di necessità di assistenza  medica, la possibilità di utilizzare reti WI-FI anche per contattare le famiglie e i proipri cari,  avere delle ore di svago e di relax in ambienti amichevoli dove è sempre pronta una buona parola nella lingua conosciuta prima di imbarcarsi e tornare alla vita di bordo.

 

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