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LetExpo, Giampieri (Assoporti): «I porti puntino su infostrutture, infrastrutture e sostenibilità»

VERONA - Rodolfo Giampieri, presidente Assoporti, intervenuto dal palco di LetExpo - Logistics Eco Transport - al panel "European Sea Port and Shipping"  dove i rappresentanti dei porti europei: Valencia, Barcellona e Bilbao, Rotterdam Hanko si sono confrontati  con i rappresentanti del cluster marittimo italiano. Oltre al presidente di Assoporti, Costantino Baldissara, commercial, logistics&operations director Grimaldi GroupEnnio Cascetta, presidente Cluster Tecnologico Nazionale Trasporti - Pino Musolino presidente AdSP Mar Tirreno Centro-Settentrionale - dando vita ad un acceso dibattito, moderato da Antonio Errigo, vice direttore di Alis.

Giampieri nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul ritorno al reshoring e sull’importanza degli scambi via mare, non senza fare riferimento alla progettualità ed ai finanziamenti del PNRR del settore portuale: «Cerco di andare a significare quello che sta succedendo negli ultimi tempi. Si sta tornando a un reshoring robusto e serio, con le grandi aziende, come Ikea per esempio, stanno tornando a produrre nell'area  mediterranea. Un altro esempio è Merloni termo-sanitario, che sta tornando a produrre nelle Marche. Questo perché il controllo della filiera logistica coincide con il controllo della produzione».

«C’è anche un ritorno al magazzino» - ha spiegato - «Tutto ciò si traduce in rotte più brevi, il mare è fondamentale nello scambio di merci. Il 90% della globalizzazione si fa attraverso il mare e la merca arriva a terra attraverso i porti. Questa analisi dà la dimensione di quanto l’Italia debba puntare su alcuni settori» -

Nello scenario internazionale, i porti italiani sono pronti alla competitività? ha chiesto Errigo al presidente di Assoporti:

«Con i finanziamenti del PNRR i porti italiani sono pronti per essere competitivi» - ha risposto Giampieri - «È importante creare i presupposti perché i soldi che arrivano diventino opere compiute e che aumentino in maniera esponenziale la competitività dei porti. Anche perchè i tre filoni madre del PNRR sono modernità vera, si parla di  infostrutture, infrastrutture e sostenibilità. Su questi tre temi si fonda questo universo. Ora però il problema è semplificare le procedure perché altrimenti questo rimane un sogno e non diventa una frealtà indispensabile per la portualità, per l'Italia portuale e non solo. Ma soprattutto per le imprese che creano centinaia di migliaia di posti di lavoro».

Lucia Nappi

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