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Guerrieri: "Porti Alto Tirreno, prospettiva di un domani molto più sostenibile dell’oggi”

Da qui a 4-5 anni il  futuro energetico-ambientale dei porti dell'Alto Tirreno - Guerrieri, presidente AdSP: "Cambio di combustibile e organizzazione portuale sono centrali, in Italia va avanti il progetto dell’elettrificazione delle banchine".

Lucia Nappi

LIVORNO -  Cento milioni per investimenti strategici per consentire ai porti del Sistema di agganciare pienamente il traino della ripresa e di traguardare nuovi risultati in termini di sostenibilità ambientale. Ne parla il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Luciano Guerrieri, sentito da Corriere marittimo, a margine dell’inaugurazione del progetto di sensibilizzazione "Save the sea - recycle cooking oil".

Con le risorse previste dal Fondo complementare del Pnrr, approvate negli schemi di decreto del ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibile, in particolare per l'elettrificazione delle banchine, con gradualità nei prossimi 4-5 anni i porti di Livorno, Piombino e Portoferraio, avranno un'accelerazione in termini di sostenibilità ambientale.

“Il problema ambientale è abbastanza complesso ed ha diverse possibilità di risoluzioni" - spiega il presidente Guerrieri -  "Gran parte degli armatori si stanno indirizzando sul Gnl o sistemi di abbattimento dei fumi, gli scrubber che hanno già iniziato ad istallare. Poi è in atto l’uso dei combustibili con contenuti di zolfo allo 0,1%, questo non basterà per rispettare l’indice di riduzione di CO2 previsto al 2030 e al 2050. Il cambio di combustibile e l’organizzazione portuale sono centrali, in Italia sta andando avanti il progetto dell’elettrificazione delle banchine".

L'ondata di cold ironing investirà anche i porti del Tirreno Settentrionale:

"La nostra AdSP è stata destinataria di circa 77 milioni di euro per organizzare questo metodo, quando le navi saranno in porto non utilizzeranno i loro motori, ma l’energia elettrica nei porti di Livorno, Piombino e Portoferraio. Abbiamo avuto notizia pochi giorni fa di questo finanziamento che derivava da azioni da noi attivate dal territorio”.

Il ministero della Transizione Ecologica (MiTE) nei giorni scorsi ha aperto un bando riservato a nove Autorità di Sistema Portuale, e che coinvolgono una ventina di porti, per l'assegnazione complessiva di  270 milioni di euro finalizzati a "Interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti - Green Ports" - "Intermodalità e logistica integrata".

Nel porto di Livorno 16 milioni di euro sono stati assegnati alla fornitura di energia elettrica da banchina per le navi tipo portacontainer presso la Darsena Toscana e la Darsena Europa, e 29,5 milioni per la fornitura di energia elettrica da banchina per le navi da crociera e di tipo ro-ro e ro-pax presso l'area passeggeri.
Inoltre 16 milioni a Piombino e 16 milioni a Portoferraio destinati per la fornitura di energia elettrica per le navi in banchina, tipo crociera, ro-ro e ro-pax presso l’area passeggeri.

“Non è facile avere questi fondi” - continua il presidente dell’Authority - “bisogna avere progettualità, avere inviato schede, contatti con i ministeri delle Infrastrutture e della Transizione ecologica, con cui abbiamo avuto continui rapporti per arrivare a questo risultato che si unisce ad un altro in corso”- Annuncia quindi  - "E’ uscito ieri un bando per nove AdSP dove noi abbiamo prenotato ulteriori interventi sostenibili ed energetici anche per la produzione di energia elettrica nei nostri porti per circa 32 milioni di euro. Abbiamo quindi per la sostenibilità e per la riduzione dell’impatto climatico oltre 100 milioni di euro da attivare e spendere gradualmente in 4-5 anni".

Quindi oltre a organizzare la rete elettrica delle banchine ci sarà il problema di produrla?

"Infatti questi interventi sono una risposta al problema di produrre energia. Già ora ci stiamo lavorando nel nostro Deasp (Documento di pianificazione energetica e ambientale dei Sistemi Portuali) per la possibilità di avere la forniture di energia elettrica prodotta da terra, da fonti energetiche rinnovabili.
A questa mole di iniziative si unisce l’infrastutturazione e l’attività dei controlli digitalizzati che utilizzano sistemi innovativi. La rilevazione degli inquinanti sarà automatica, il calcolo della Co2, siamo una AdSP con sistemi di controlli molto avanzati da questo punto di vista, questo ci proietta ad una prospettiva del domani molto più sostenibile dell’oggi”.

Non è una scelta ma è un obbligo rispetto alle previsioni che la scienza ci sta mettendo davanti e a cui noi crediamo e quindi ci stiamo organizzanmdo per arrvare a questi obiettivi.

La campagna di raccolta degli olii esaustiti si inserisce in questa ottica?

“E’ chiaro che possa sembrare un piccolo contributo, in realtà si inserisce nella logica di riciclo e di economia circolare dei materiali che potrebbero essere considerati rifiuti e, che invece vengono riutilizzati e divengono risorse per il reimpiego sostenibile. Non solo si evita l’impatto, poichè 1 litro di olio è capace di inquinare fino a 1000 metri cubi di acqua marina, ma inoltre si ottiene la possibilità di creare nuovi materiali che si inseriscono nel circuito della sostenibilità”.

Il Mediterraneo è carente di infrastrutture per il bunkeraggio di Gnl - Livorno ha davanti il rigassificatore OLT, non può spingere l'acceleratore sul tema?

“OLT ci risulta abbia chiesto il potenziamento della possibilità di forniture rispetto all’originaria autorizzazione. La nostra idea è di concordare con gli operatori o la possibilità di depositi a terra, ma anche la possibilità di passaggio da bettolina a nave e, da bettolina a banchine e a camion con un ritorno non solo per le attività portuali ma anche per quelle di terra: distributori o attività produttive che possono servirsi di gas”

Riguardo all'idrogeno? Avete annunciato un progetto per sviluppare azioni pilota e best practice

“Stiamo lavorando alla ricerca, insieme ad alcuni enti, anche attivando un censimento su possibili produttori e utilizzatori dell’idrogeno che è il combustibile su cui l’Europa punta, e sul quale anche noi dovremmo puntare, ma è ancora prematuro per i costi, non tanto per le tecnologie che già esistono. Nel frattempo stiamo cercando insieme al sistema della ricerca del territorio, di creare le condizioni perchè domani l’idrogeno possa rappresentare un ulteriore avanzamento nei sistemi di protezione ambientale”.

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