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Genova: SAAR Depositi portuali compie 85 anni

Il più grande polo logistico di olii alimentari nel Mediterraneo festeggia la sua storia.
GENOVA – Saar Depositi Portuali Spa, operatore storico del porto di Genova, specializzato nel traffico di rinfuse liquide di olii vegetali (olio di girasole, cocco, arachidi e palma), ha celebrato  a Palazzo San Giorgio i suoi 85 anni di storia e con la presentazione di un libro fotografico che ripercorre l’attività di SAAR, ma anche un pezzo importante del porto ligure a cui la società è legata da solidi rapporti di tradizione e collaborazione.

Per l'occasione l'azienda ha reso noto: "La storia di SAAR affonda infatti le sue radici in quella  del Porto di Genova, creando una sorta di compartecipazione alle sue vicende storiche. Tutto ha inizio nel 1931 quando la famiglia Piaggio fondò una struttura per l’importazione, lo stoccaggio e gli scambi commerciali dal nome  Società Anonime Africane Riunite (oggi acronimo SAAR). Allora si  si trovava in Ponte Paleocapa, dietro al lazzaretto che ospitava le navi in quarantena,  e che prese in seguito il nome di Calata Sanità. 

Nel 1972, Andrea Maria Piaggio, allora AD della Mira Lanza, cedette la società al Gruppo Bonomi che da quel momento, tramite la controllata Saffa, assunse il controllo di SAAR. il punto di svolta per SAAR fu la decisione, nel 1990, di costruire una propria banchina, operazione unica nell’ambito portuale. Ancora oggi SAAR è unico terminalista proprietario dei propri spazi in porto. 
La decisione di acquisire SAAR è stata l’esito felice di una comunanza di interessi e circostanze che hanno riunito alcuni amici. Oltre a me, naturalmente Beppe Costa e Paolo Marsano – ha spiegato Alfredo Companini Bonomi, presidente della società. – Dal mio punto di vista, nella scelta sono confluite anche motivazioni affettive: c’era il desiderio di veder tornare Beppe Costa e la sua famiglia dalla Spagna, dove erano presenti in quel periodo. Poter creare in Italia i presupposti per un nuovo futuro per i miei nipoti mi stava a cuore”. E la scelta di intraprendere l’avventura è stata lungimirante.

“La scelta di acquisire SAAR è stato formalizzato nel dicembre di quell’anno - racconta Giuseppe Costa amministratore delegato della società - il giorno in cui compii 39 anni. Ricordo quel giorno con emozione: eravamo in una saletta dell’aeroporto, il volo per la Spagna che mi attendeva. La scelta di investire su SAAR era anche dovuta al fatto che aveva una dimensione ideale per spingere immediatamente sull’acceleratore degli investimenti e promuoverne lo sviluppo. E mi piaceva l’idea di tornare a Genova, luogo in cui è cominciata l’avventura imprenditoriale della mia famiglia”. 

Anche Paolo Marsano si è unito agli amici di Saar condividendone  il progetto industriale, avendo già una grande esperienza nel settore. Oggi dice” penso con orgoglio che la Saar abbia  saputo innovare agli stessi livelli di aziende medio-grandi già note per la loro eccellenza. Si è dotata di impiantistica, sistemi organizzativi, procedure, sopportandone gli oneri per scelta aziendale, che ne hanno fatto una grande azienda, un esempio di innovazione nel proprio settore. 

Franco Tarabotto, ricorda i  suo trascorsi da giovane impiegato  “sono diventato direttore di Saar  in concomitanza con la crescita della società e di questo vado molto fiero. ho potuto vedere da vicino tutte le fasi che hanno formato il cambiamento da una piccola realtà all’impresa moderna di oggi.
L'azienda oggi con i suoi 100.000 metri cubi di serbatoi, Insieme al polo di  Ravenna, rappresenta il terminal più grande nel Mediterraneo per gli olii vegetali. 
Il fatturato è quadruplicato dai 3.800.000 di Euro nel 1996 agli attuali 12 milioni di Euro del 2017. Anche la forza lavoro è raddoppiata da 26 dipendenti ai 46 di oggi. 
Oggi la Saar non è più solo logistica, sbarco  e distribuzione ma è orientata alla lavorazione e filtrazione degli stessi in una logica di servizio completo al cliente.
I programmi di investimento prevedono, in accordo anche con i piani di sviluppo dell'Autorità di Sistema, un incremento della capacità di stoccaggio di circa il 20% (20.000 mc) con la costruzione di nuovi serbatoi oltre all'ammodernamento impiantistico continuo."

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