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Fruit Logistica, Trieste guarda ai mercati del Centro-Est Europa con il Prosecco Fresh Hub

BERLINOPresentato stamani nell'ambito del Fruit Logitica di Berlino il  Prosecco Fresh Hub, il progetto di un polo logistico tecnologicamente avanzato e ad alto impatto sostenibile, per lo sviluppo di una  filiera agro alimentare sostenibile a Prosecco.

La presentazione è avvenuta nel corso di una conferenza promossa dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale - presente in fiera (HALL 4.2 STAND A-12) - quale vetrina internazionale della logistica e del commercio dei prodotti ortofrutticoli freschi.
L'incontro moderato dalla corrispondente RAI a Berlino, la giornalista Barbara Gruden, ha visto la presenza dei maggiori operatori e terminalisti del settore.

Il futuro polo logistico Prosecco Fresh Hub sarà sostenuto da un investimento totale di oltre 58 milioni di euro “Per far crescere il porto bisogna investire fuori dal porto" - ha esordito D'Agostino - "Prosecco Fresh Hub è fondamentale perché unisce la capacità di innovazione tecnologica a una fortissima accessibilità dell’area”.

Il nuovo polo logistico si svilupperà nell'area di quello che sarà il nuovo mercato ortofrutticolo di Trieste, andando ad alimentare i mercati storici dello scalo giuliano (il  Centro-Est Europa) sull'asse viario autostradale Nord Italia - Est Europa e integrato dalle connessioni intermodali: C’è integrazione con la ferrovia, che è sempre il nostro must e che quindi è l’elemento di punta della nostra presentazione di oggi" - spiegato D'Agostino - "C’è l'integrazione con tutto il mondo della logistica del fresco regionale: dalla SDAG di Gorizia, Seadock, Interporto di Trieste, Samer&Co. Shipping, a Trimar - oggi ci siamo tutti e presentiamo come sistema i nostri servizi al mercato internazionale, non solamente le infrastrutture, perché alla fine sono i servizi degli operatori privati che danno il vero valore aggiunto a quello che stiamo facendo”.

IL PROGETTO

Il progetto del nuovo polo logistico prevede uno sviluppo su di un’area complessiva di 155.000 mq, di quella che sarà la nuova sede del mercato ortofrutticolo di Trieste e di un magazzino refrigerato dedicato a varie tipologie merceologiche. Il magazzino refrigerato si estenderà su una superficie di 18.000 mq. e potrà garantire 20.000 posti pallet a temperatura controllata e sarà differenziabile a seconda delle esigenze degli operatori.

Le tecnologie utilizzate saranno di ultima generazione per quanto riguarda le tecniche costruttive e di coibentazione. La logistica di magazzino, sarà completamente automatizzata e basata su logiche di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi.

Il mercato ortofrutticolo di Trieste, dal suo canto, si svilupperà su una superficie di 7.200 metri quadrati e, grazie alla sua ubicazione e al suo collegamento funzionale con l’hub refrigerato, potrà facilitare le operazioni di sdoganamento e distribuzione urbana delle merci.

"Si tratta, dunque, di un progetto di forte impatto dal punto di vista della sostenibilità, ha voluto evidenziare il presidente D’Agostino, l’approvvigionamento energetico dell’intero polo sarà garantito da un parco fotovoltaico di ultima generazione installato sulla copertura degli edifici, ottenuto ottimizzando le superfici occupate dalle infrastrutture senza consumo di spazio bioproduttivo.

La struttura sarà connessa con il porto di Trieste grazie ad un’area logistica di 3000 metri quadrati e alla sua immediata vicinanza all’asse viario autostradale al fine di incentivare l’occupazione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tanto in import, attraverso il potenziamento dei collegamenti diretti con l’Africa Mediterranea e Medio Oriente, quanto in export, attraverso l’apertura di concrete opportunità di internazionalizzazione per le imprese del territorio.

Con l’implementazione del regime di Punto Franco la struttura sarà un unicum a livello internazionale, suscitando l’interesse dei maggiori stakeholders, e rendendo possibili ingenti investimenti, grazie alla presenza in loco degli uffici dell’Amministrazione doganale e della Guardia di Finanza che permetteranno un rapido espletamento delle operazioni.

Considerato lo stato della maggior parte degli immobili, si è scelto di demolire totalmente i fabbricati esistenti recuperando tutti i possibili sprechi derivanti dalla demolizione stessa. In tal senso, l’intervento si pone anche come un importante riqualificazione di un’area, da sempre votata alla logistica, ma ad oggi in disuso ed in evidente stato di abbandono. Ai 6.500.000 euro necessari per le demolizioni e per la preparazione dei terreni, si aggiungono 42.500.000€ per la costruzione e la pavimentazione degli edifici. Si stima, inoltre, un costo di 9.000.000€ per l’acquisizione delle aree, per un totale di 58.500.000 euro.

 

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