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DL Infrastrutture, agitazione nei porti - A Livorno, stamani, l'assemblea dei lavoratori

LIVORNO - Il rifiuto del governo a valutare gli emendamenti al DL Infrastrutture sul potenziamento e il prolungamento delle misure di agevolazione previste dall’articolo 199 del DL Rilancio 2020, ha innescato un forte clima di preoccupazione e malcontento nei porti nazionali che stasfociando nelle agitazioni  dei lavoratori dei porti.

A Genova oggi è scattato lo sciopero di 48 ore, proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) e dal Calp dalle 00.00 di oggi, 25 ottobre, fino alle 23.59 di martedì 26 ottobre. A Livorno le segreterie provinciali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno convocato per questa mattina dalle 7 alle 9 l’assemblea dei lavoratori del porto che si è tenuta al varco Galvani.

SINDACATI

L'USB di Genova, Livorno, Civitavecchia, Trieste e Taranto in un comunicato diffuso nei giorni scorsi rivendicava: Rimettere al centro la battaglia sui diritti del lavoro” riferendosi ai fatti di Trieste, denunciando - “le strumentalizzazioni che questa categoria sta subendo a causa del parallelismo con movimenti che nulla hanno a che vedere con la difesa del diritto al lavoro ed alla salute e sicurezza nelle aziende”. “Non siamo d’accordo, ne mai lo saremo con quelli che negano l’esistenza del virus e l’esigenza di contrastarlo con gli strumenti che ci sono dati. I portuali sono però contrari al Green Pass perché è una misura divisiva, di scarico di responsabilità nei confronti dei lavoratori e che nulla a che fare con la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Ha detto USB: “Riteniamo che gli strumenti debbano essere altri (uno su tutto il tampone gratuito nelle aziende) perché la legge impone al datore di lavoro di assumersi la responsabilità della salute dei lavoratori dipendenti nell’ambito del documento di valutazione del rischio”.

Segretaria generale Filt-Cgil provincia di Livorno

"Esprimiamo preoccupazione per la mancata approvazione degli emendamenti al DL Infrastrutture che permetterebbero di prorogare gli aiuti alle imprese portuali in questo perdurare dell’emergenza covid" ha fatto dichiarato Giuseppe Gucciardo, segretario generale Filt-Cgil provincia di Livorno - "Se così fosse temiamo ripercussioni sui posti di lavoro in tutti i porti d’Italia dunque anche a Livorno. Il nostro porto si trova in gravi difficoltà soprattutto per le più volte denunciate criticità infrastrutturali, poi per le problematiche legate al settore automotive". Di qui l’invito al governo "a valutare la gravità della situazione estendendo almeno fino al 2022 i ristori covid per il settore portuale".

Sempre a Livorno per la cooperativa Uniport (art.16) che aderisce all'Unione Sindacale di Base Uniport, il presidente Jari De Filicaia ha fatto sapere: "Voglio credere che sia più il frutto della scarsa conoscenza della materia, piuttosto che della volontà di mettere in crisi il sistema portuale nazionale. Certo il governo si è messo di traverso" - confermando la presenza di Uniport all’assemblea -La speranza è che il governo torni sui suoi passi. Altrimenti sarebbe innescato un conflitto che non si limiterà ai porti. Il caso del porto di Trieste con i blocchi ‘no green pass’ ha dato la misura del peso che i porti hanno sul sistema".

GLI APPELLI

AUTORITA' DI SISTEMA PORTUALE

Appelli nel fine settimana arrivati da parte delle Istituzioni locali - il presidente dell'Autorità di Sistema MTS, Luciano Guerrieri, ha dichiarato di essere preoccupato "Avevamo scritto ad Assoporti chiedendo di intercedere presso il Governo perché ci fosse consentito di disporre anche per il 2022 della contestuale riduzione dell'importo dei canoni concessori per le nostre imprese. Preoccupante rifiuto del Governo - -confidiamo che il ministero dell'Economia e delle Finanze possa reintrodurre tali misure. DL

Leggi ancheDL Infrastrutture, Guerrieri: "Preoccupante rifiuto del governo su sostegno al settore portuale"

COMUNE

Da parte dell'Amministrazione Comunale, il sindaco Luca Salvetti, l'assessora al porto Barbara Bonciani hanno scritto: "Le imprese portuali hanno garantito, fin dall'inizio della crisi pandemica la continuità dell'attività dello scalo labronico. Il porto di Livorno non si è mai fermato, ma ciò non significa che gli effetti economici e sociali generati dalla crisi siano superati. Le imprese portuali stanno infatti ancora scontando situazioni di criticità che necessitano di essere supportate al fine di tutelare le imprese e i lavoratori”.

L'estensione delle misure di agevolazione al 2022 era stata chiesta al fine di tutelare le imprese e i lavoratori portuali in un momento di crisi del mercato globale che ricade in modo significativo sui porti, mettendo a dura prova l'intero comparto.
Il sindaco e l'assessora evidenziano l'impulso e il sostegno che alcuni gruppi parlamentari hanno dato e stanno dando alla questione e confidano che il ministero dell'Economia e delle Finanze possa reintrodurre tali misure a supporto delle imprese e dei lavoratori.

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