LIVORNO – A colloquio con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, che ha fatto il punto sui principali progetti di sviluppo in corso nel porto di Livorno. In primo piano la Darsena Europa, le opere ancora da finanziare al di fuori dal quadro economico della maxi Darsena, l’interesse degli operatori, infine non solo contenitori ma anche crociere.
Corriere marittimo ha incontrato il presidente Gariglio a margine dell’Assemblea Pubblica di Assoporti, svolta a Roma il 3 dicembre scorso, dove i 16 nuovi presidenti delle Athority nazionali si sono presentati ciascuno con i progetti di sviluppo dei propri porti.
Presidente Gariglio, porto di Livorno quali sono le maggiori sfide in corso?
«I porti del Mar Tirreno Settentrionale sono in una fase di intenso divenire. A Livorno è in corso di realizzazione la Darsena Europa che è il secondo più grande intervento nel settore marittimo-portuale in Italia, dopo la Diga di Genova.
Un’opera considerevole che raddoppierà lo spazio nel porto di Livorno, creerà una piattaforma contenitori per 1,2 km di banchine, con pescaggio adeguato a consentire l’approdo delle portacontainer di ultima generazione. Proietterà il porto nel futuro, l’opera è stata pensata per essere resiliente, cioè in grado di reggere i fenomeni atmosferici e alle mareggiate che son sempre più intensi e repentini.
Quindi una grande opera che consentirà di dare uno sviluppo al porto consentendo di accogliere nuovo naviglio, questo si accompagna con quello che c’è a monte del porto, tutta la rete ferroviaria, in modo da consentire rapidi collegamenti dal porto di Livorno per il resto d’Italia, specialmente attraverso il collegamento tra Prato e Bologna, verso il nord Italia».
Lo sviluppo dei traffici e del porto senza impattare sulla città e sull’ambiente è un obiettivo raggiungibile?
«Una grande potenzialità del porto di Livorno, su cui peraltro sono stati fatti molti interventi preliminari o paralleli all’opera, penso ai 50 milioni di euro spesi per il coldironing a Livorno, sono un importo di grandissimo rilievo che consentirà anche di incrementare il traffico traghetti e crociere, offrendo un servizio alla città meno impattante dal punto di vista ambientale.
Nonché una serie di interventi sull’alimentazione dei mezzi, Livorno è da sempre un polo per le energie alternative, a Livorno c’è una grandissima presenza dell’Eni, c’è un rigassificatore a 20 miglia dalla costa, come ce ne è un altro nel porto di Piombino. Si sta lavorando su Livorno anche per l’idrogeno, quindi per offrire la possibilità di ormeggio anche alle navi che usano differenti tipi di fonti di alimentazione energetica.
Tutto questo è importante per dare una prospettiva al nostro porto che è connaturato alle attività produttive del centro Italia e della Toscana in particolare».
Le offerte degli operatori per Darsena Europa, riguardo ad Msc a che punto siamo?
«Ultimamente sono arrivate richieste di informazioni e di chiarimento da parte di questo operatore per ulteriori informazioni sui tempi e i modi, perché sono interessati allo sviluppo, così come altri operatori hanno sollecitato il fatto che vengano prese in considerazione le loro istanze.
Con la mia proclamazione a presidente, siamo entrati in una fase di stabilità alla guida dell’AdSP, la prossima settimana- (questa settimana n.d.r) – procederemo con la costituzione del Comitato di gestione, la governance è pressoché completa, siamo nelle condizioni di affrontare temi che necessitano scelte strutturali di lungo periodo. Per avere scelte di lungo periodo è necessario avere degli organismi stabili con la partecipazione di tutti i soggetti che compongono il Comitato di gestione, rappresentativi della comunità territoriale.
L’Opera la fa l’Autorità di Sistema Portuale, attraverso il commissario straordinario, ma non è un’opera del porto bensì al servizio dell’economia toscana e nazionale.»
Darsena Europa, la questione dei finanziamenti?
«La questione che ho affrontato e posta all’attenzione di tutti gli operatori, è che il quadro economico dell’opera, che è stata appaltata e per cui sono in corso i lavori, ammonta a 554,07 milioni di euro. Sono comprese: tutte le protezioni a mare, i nuovi moli e le difese a mare che ampliano lo spazio acqueo, i dragaggi e il consolidamento della prima vasca di colmata, cioè di metà del futuro piazzale di Darsena Europa.
Rimane ancora da finanziare, fuori dal quadro economico dell’opera, quindi non oggetto di appalto e ancora neanche progettato: il consolidamento della seconda vasca di colmata, il collegamento della FI-PI-LI, arteria di grande comunicazione che congiunge Firenze – Pisa – Livorno e che deve atterrare dentro la Darsena Europa, mentre oggi si ferma in Darsena Toscana e il prolungamento del passante ferroviario. Queste tre opere è necessario che vengano finanziate, manca il finanziamento.
La scorsa settimana ho scritto al commissario di Darsena Europa, pregandolo di avviare celermente la progettazione di queste tre opere, perché senza il progetto di queste tre opere e la quantificazione del loro costo, è impensabile andare a chiedere i finanziamenti.
L’importo di questi lavori immagino si aggiri intorno ai 130 milioni di euro, ma senza queste opere finanziate non si può pensare di mettere la Darsena Europa sul mercato. Qualsiasi operatore si accosti all’opera ha la necessità di sapere quando queste saranno completate e in che termini avere accesso all’opera. Questa è la sfida più importante.»
Crociere, quale sviluppo è previsto non solo a Livorno ma anche su Portoferraio e Piombino?
«Il sistema crocieristico sta crescendo, abbiamo qualche criticità su Piombino dove è il settore meno sviluppato, ma stiamo muovendoci alacremente per cercare degli operatori che siano interessati a sviluppare anche quella destinazione.
La nostra Autorità di Sistema Portuale l’anno prossimo ospiterà l’Italian Cruise Day, la manifestazione più importante che si fa nel settore crocieristico in Italia. Considero quell’evento importante come punto di fine di un lavoro che conto si possa sviluppare quest’anno, ma anche perché in grado di mettere attorno ad un tavolo tutti gli operatori del settore: dagli armatori, a tutti i soggetti sul territorio interessati al turismo, per incrementare non solo il settore crocieristico delle mega navi, ma anche quello delle navi da crociera di elite. La Toscana non è solo il grande flusso di traffico che va sulle mete più note delle grandi città d’arte, ma può essere un turismo che coglie le bellezze diffuse sulla Toscana: dalle isole dell’Arcipelago, alle esperienze del settore termale, al settore vitivinicolo, per esempio a Montalcino e Bolgheri. C’è un settore di turismo particolare che si sta sviluppando ed è capace di lasciare sul territorio tante risorse, credo che sia un settore su cui si possa lavorare bene.
INCONTRO CON I PRESIDENTI DI AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE:
Leggi anche: Paroli: «Genova, 3,6 miliardi di investimenti – Pubblico e privato verso un medesimo traguardo»
Leggi anche: Gaparato, le sfide di Venezia: «L’Off-shore, Montesyndial e le navi passeggeri in Laguna»














