Mediterraneo area di pace, se tutti rispettano le norme – Conferenza Propeller Livorno

“Mediterraneo 2030 – Le nuove rotte del potere marittimo” è il tema del dibattito organizzato dal Propeller Club di Livorno presso l'Accademia Navale.
Convegno Propeller
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LIVORNO – Nell’arco dell’ultimo decennio e mezzo, il sistema marittimo e portuale globale ha conosciuto un’evoluzione radicale. Il Mediterraneo, all’interno del quale transitano il 30% dei traffici commerciali internazionali, ha visto la crescita della propria importanza: dal punto di vista economico e politico, come zona di pace, tema cogente soprattutto negli ultimi anni. Nel Mediterraneo sono inoltre aumentati le merci ed ha registrato un incremento del traffico, sia sulla superfice che nella dimensione subacquea. Aspetti, questi, estremamente positivi ma per garantire che il Mediterraneo resti un’area di pace è necessario il rispetto delle norme da parte di tutti.

In questo scenario si inserisce il dibattito  del convegno “Mediterraneo 2030 – Le nuove rotte del potere marittimo”, organizzato dal Propeller Club Port of Leghorn, svolto il 30 gennaio a Livorno presso la prestigiosa sede dell’Accademia Navale.

Dopo i saluti istituzionali del contrammiraglio Alberto Tarabotto, in rappresentanza dell’Accademia Navale, che ha sottolineato il ruolo centrale della cultura marittima e della dimensione navale nello scenario contemporaneo, sono intervenuti per i saluti istituzionali: il sindaco Luca Salvetti, il prefetto Giancarlo Dionisi e il presidente dei Propeller nazionali Umberto Masucci.
Ad animare il dibattito: i parlamentari Ettore Rosato e Stefania Craxi, intervenuta in digitale, il direttore dell’Osservatorio Artico Leonardo Parigi, il past president di Federagenti Alessandro Santi, il docente di Diritto Internazionale presso la Scuola Superiore Sant’Anna Andrea de Guttry, il presidente di SACE Guglielmo Picchi, il contrammiraglio Edoardo Balestra del comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e il contrammiraglio Giulio Cappelletti del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Assarmatori Stefano Messina.

«Grande soddisfazione mettere insieme un tale livello di relatori, non è stata cosa da poco»– ha commentato la presidente del Propeller Club Port of Leghorn, Maria Gloria Giani – «Ciascuno è intervenuto con un’analisi approfondita delle dinamiche geopolitiche del nostro tempo per capire quali sono le ripercussioni di queste sul trasporto marittimo in generale e, nello specifico, sul trasporto che si serve delle nostre banchine» – «Oggi questo tavolo è un primo passo, ne faremo altri, replicheremo, visto il successo di questa nostra iniziativa, anche il prossimo gennaio 2027, così da creare un format di alto livello che identifichi Livorno come sede di dibattiti a valenza nazionale».

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Di geopolitica e dimensione marittima ha parlato Alessandro Santi: «La centralità del Mediterraneo continua e si rafforza» – ha detto –«questa per noi è un’opportunità ma dobbiamo capire come sfruttare questa opportunità»– Santi è intervenuto sul tema dei Corridoi e delle relazioni verso l’Africa (il Piano Mattei) ma anche delle relazioni verso l’India (IMEC). analizzando le possibilità del Trimarium italiano e la connessione logica tra il Baltico, il Mar Nero e il Mediterraneo. – “Questo nella logica e nella visione del governo sta prendendo forma” così come il risveglio nelle scelte europee destato dall’approccio di forza degli USA. In questo contesto cosa il Paese deve ottimizzare la velocità delle scelte, semplificare, eliminare alcune regole (CBAM, ETS, deforestazione) perché possono solo creare difficoltà agli imprenditori italiani, all’economia italiana”.

Secondo l’on Rosati per garantire che il Mediterraneo resti un’area di pace è necessario il rispetto delle norme da parte di tutti: «C’è un prima e dopo Trump che ha cambiato l’assetto e l’approccio ai temi della sicurezza nel mondo»– ha detto Rosati – «oggi é molto presente una logica di forza» – da parte di tutti gli Stati c’è una corsa a questo sistema di forza, con un assetto asimmetrico a livello globale, perché l’Europa ha un sistema di regole che rispetta, mentre altri Paesi non hanno regole oppure non le rispettano. Il tema è anche quello delle navi ombra. “In questo conflitto asimmetrico in cui conta la forza« –  sottolinea Rosati, è pertanto «necessario fare massa critica in Europa, per affrontare gli altri attori globali» –  il riferimento è a USA, Cina, India.

Le nuove rotte del potere marittimo si sviluppano anche attraverso la dimensione subacquea, in questa ottica «la difesa dei cavi marini è un tema centrale per il nostro Paese». Lo ha affermato il contrammiraglio Edoardo Balestra, comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, aprendo un focus sulla vulnerabilità delle infrastrutture subacquee, quindi dei cavi, in merito al danneggiamento “colposo” o “doloso” che queste subiscono come infrastruttura strategica per il supporto della transizione digitale dei Paesi.

Delle sfide under water ha parlato il contrammiraglio Giulio Cappelletti del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea. Le infrastrutture sottomarine, ha spiegato Cappelletti, oggi sono considerate choke points (punti di strozzatura) poiché la loro concentrazione geografica sulle maggiori rotte marittime crea vulnerabilità sistemiche. Delle infrastrutture nazionali e internazionali critiche (Critical Underwater Infrastructure – CUI) al pari dei colli di bottiglia marittimi, i passaggi strategici per il commercio marittimo: come Suez, Panama, Malacca, Ormus, Bab el-Mandeb, Gibilterra, Bosforo/Dardanelli e il Capo di Buona Speranza.

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Nella maggior parte dei casi quando dei cavi sottomarini subiscono dei danneggiamenti, eventi molto frequenti perché “in 1 anno il nostro Paese ha subito 200 danneggiamenti intenzionali” tuttavia “non si riesce ad attribuirne la responsabilità” – ha sottolineato Cappelletti, un esempio eclatante il recente furto di 4 km di cavi avvenuto ai danni delle infrastrutture nazionali.

Il direttore dell’Osservatorio Artico Leonardo Parigi, ha trattato il tema della rotta a Nord Est (rotta Artica) e delle questioni geopolitiche riferite alla Groenlandia. La rotta artica viene spesso presentata come una possibile alternativa strategica ai tradizionali corridoi marittimi tra Asia ed Europa, la realtà, tuttavia, appare decisamente più complessa. Un aspetto di rilievo riguarda la vulnerabilità degli ecosistemi artici, tra i più delicati del pianeta. «Il decongelamento del Permafrost, causato dal riscaldamento globale» – ha spiegato Parigi,  quindi il disgelo del suolo perennemente ghiacciato, rappresenta un elemento di forte criticità perchè oltre a causare l’innalzamento dei mari, libera enormi quantità di metano, CO2, che potrebbe fare innalzare di molti gradi la temperatura terrestre. Senza considerare che, dallo scongelamento del Permafrost, emergergono virus e batteri contenuti nelle carcasse di animali intrappolate da millenni nei ghiacci, anche questo un aspetto rilevante per la salute del Pianeta.

Nelle conclusioni il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha sottolineato la difficoltà delle imprese nazionali del settore marittimo che operano in un contesto di rispetto delle regole: «è difficile per noi in Italia, Paese ad altissima marittimità, dovendoci confrontare in ambito globale dove i regolatori attuano regole diverse» – ha detto il presidente Messina – «L’UE ha imposto delle tasse in maniera improvvisata, arbitraria e ingiusta, con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica»– «Ma queste rimangono tasse e non vanno a favore della transizione ecologica».

Al termine della conferenza la presidente del Propeller, Giani, ha presentato ufficialmente l’ingresso del nuovo socio del club, l’ing. Antonio Pergolesi.

 

 

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