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Canale di accesso, accogliere le post panamax a Livorno, si può

Il porto sarà presto big  ship ready 
LIVORNO - Il presente è già rappresentato dall’arrivo a Livorno di navi con una capacità di quasi 9000 Teu, ed è fatto di un grande spirito di squadra e di coesione tra le istituzioni, in particolare tra l’Autorità di Sistema e la Capitaneria di Porto, che hanno fatto fronte alle criticità dello scalo per rispondere alle esigenze dei grandi armatori. Il futuro è quello di rendere il porto “big ship ready”. Questo il quadro emerso durante la Conferenza Stampa organizzata nel quartier generale dell’Autorità di Sistema e a cui hanno preso parte il comandante della Capitaneria di Porto, i terminalisti dei container della darsena toscana, Lorenzini S.rL. e TDT, e i rappresentanti dei servizi tecnico nautici.
 
Il messaggio che è stato lanciato è chiaro: far sì che lo scalo superi le attuali limitazioni legate alle dimensioni del canale di accesso, che rappresentano un handicap non solo per lo sviluppo ma anche per il mantenimento degli attuali traffici di contenitori.
 
Come riuscirci? Se da una parte l’Autorità di Sistema Portuale ha programmato da tempo l’intervento di allargamento del canale, realizzando già nel 2011 la resecazione della porzione iniziale della banchina lungo la sponda lato torre del Marzocco, e impegnandosi, successivamente, a costruire il micro-tunnel, opera fondamentale in quanto destinata, a partire dal 2018, a dare ospitalità a tutte quelle tubazioni che attualmente “attraversano” il canale impedendone l’allargamento definitivo, dall’altra si è reso necessario un lavoro di squadra per traguardare nel breve periodo un obiettivo che consentisse di realizzare l’allargamento almeno a 90 metri della sezione navigabile alla quota di 13 metri di profondità, limitando il restringimento a 60 m al solo tratto posto in corrispondenza dell’attraversamento degli oleodotti.
 
I lavori, coordinati dall’Adsp su progetto condiviso con i terminalisti, potranno realizzarsi in 60 giorni e permetteranno al porto di avere, entro l’inizio del nuovo anno, un più agevole passaggio delle navi porta contenitori con capacità di carico pari o superiore ai 9.000 teus, lunghezza pari a circa 300 metri e larghezza fino a 50 metri.
 
È stato il presidente Corsini a illustrare il quadro dei lavori: “L’opera – ha detto – verrà realizzata in cinque fasi, ed è sostanzialmente una riprofilatura di sponda fino all’attuale quota di fondo del canale (-13 metri). Il fatto che si sia riusciti a mettere in cantiere il progetto assieme agli operatori economici è la dimostrazione che a Livorno c’è la volontà di fare squadra per raggiungere in tempi ragionevoli un obiettivo condivisibile. La partecipazione anche economica e operativa  dei privati alle iniziative che si realizzano in porto è garanzia di motivazione e probabile successo”.
 
“Era un’occasione che non si poteva perdere – ha dichiarato Enio Lorenzini –  tanto che contribuiremo convinti a questa iniziativa. Dobbiamo lavorare in sinergia per mantenere almeno quello che abbiamo”.
 
“Dobbiamo cercare di lavorare tutti insieme – gli ha fatto eco, Luca Becce, della TDT - per conseguire la massima operatività della infrastruttura. Anche la Darsena Europa si raggiunge facendo tutti squadra”
 
“Ogni volta che arriva in porto una nave c’è una fase di analisi condivisa delle condizioni di accesso e del relativo rischio che - ha detto l’ammiraglio Tarzia – conduce alla decisione in merito. In questo momento le condizioni sono stringenti soprattutto per l’incidenza del vento. Anche questo primo allargamento del tratto a 13 m di profondità consentirà di rendere più ordinaria la manovra e di valutare ingressi nave con pescaggi superiori e capacita di carico maggiori in condizioni meteo meno vincolanti”.
 
 

 

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