RAM, Cascetta: Solo il 7% dei Fondi europei é destinato al settore marittimo

Trasporti: RAM, Autostrade del Mare volano dell’economia e del trasporto green, Cascetta, ma solo il 7% dei fondi europei CEF-T è destinato al settore marittimo.

Roma,  – “Solo il 7% dei fondi europei CEF Transport nel periodo di programmazione 2014-2020 è stato allocato in progetti infrastrutturali portuali, in innovazione tecnologica e nella priorità delle Autostrade del Mare”.

Lo puntualizza Ennio Cascetta, amministratore di Ram Logistica Infrastrutture e Trasporti, società in-house del MIT, nel corso del “Financing the maritime sector and MoS”, che si è svolta al Ministero dei Trasporti.

“Il trasporto marittimo – afferma Cascetta – è la modalità fondamentale su cui viaggia l’import ed export europeo ed italiano, sia in valore che in quantità. La domanda estera, a sua volta, ha rivestito negli ultimi dieci anni il ruolo principale driver per la ripresa economica, in particolar modo in Italia dove, nonostante la sostanziale invarianza del PIL nell’ultimo decennio, è stata proprio l’internazionalizzazione del nostro tessuto economico a bilanciare il forte calo della domanda interna e degli investimenti”.

Nel contesto europeo, l’Italia è leader nel segmento dello Short Sea Shipping, che rappresenta il 61% dei traffici marittimi europei e di cui l’Italia è leader nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero, e dei traffici di Autostrade del Mare, in cui il nostro paese è il secondo paese per movimentazioni Ro-Ro nell’Ue, con una quota di mercato del 18,1% (seconda alla Gran Bretagna) e primo per passeggeri trasportati in ferries. Un modello che si basa anche su un’estesa offerta di servizi nazionali ed internazionali e su consolidate policies pubbliche in materia di progettazione ed implementazione di incentivi per il combinato mare-strada.

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“Le Autostrade del Mare – continua Cascetta – sono per l’Italia delle vere e proprie infrastrutture mobili transnazionali su cui viaggia l’import-export delle nostre imprese: solo tra l’Italia e la Spagna vengono scambiate 18,01 mln di tonnellate di merce, di queste il 46,4% viene trasportata via mare e di queste il 66,6% viaggia su servizi di Autostrade del Mare. Una modalità che garantisce sostenibilità ambientale e decongestionamento dei valichi stradali di frontiera” e che presenta costi di messa in esercizio decisamente inferiori rispetto alle infrastrutture terrestri, “eppure – ribadisce Cascetta – soltanto il 7% dei fondi europei (programma CEF Transport 2014-2020) è dedicato allo sviluppo del settore. Perché non considerarle, ai fini del cofinanziamento europeo ed in vista del nuovo periodo di programmazione europeo 2021-2017, infrastrutture di ‘confine’ e quindi prevedere un cofinanziamento europeo al 50% così come le infrastrutture transnazionali terrestri?

Le altre sfide da portare all’attenzione di Bruxelles in materia di Autostrade del Mare sono, secondo Cascetta, l’adozione di un incentivo di matrice europea targetizzato nel premiare l’efficientamento energetico sia in un’ottica intra-modale (tra diverse alternative di servizi di Autostrade del Mare) ed inter-modale (confrontando alternative di percorso ADM e stradali) sul modello proposto dal progetto Med Atlantic Ecobonus, la rivisitazione delle Linee Guida sul trasporto marittimo datate 2004 e la necessità di disseminare la nuova architettura dei fondi europei 2021-2017 al fine di cogliere in anticipo le opportunità finanziarie offerte dai programmi di cofinanziamento.

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