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Grasso: "Contship gestisce il container dal porto alla destinazione finale" / INTERVISTA

INTERVISTA I parte

L'Amministratore delegato di Contship Italia S.p.A, Sebastiano Grasso, spiega la nascita del primario Gruppo terminalistico italiano, da come era stato pensato nella testa del suo fondatore, Angelo Ravano, ad oggi che i diversi prodotti delle legal entity aziendali sono sempre più legati tra loro affinchè i sistemi di governance aziendale seguano le dinamiche del mercato attuale e dei prossimi anni. 

MELZO- Contship Italia spa ha sede a Melzo, il Gruppo è composto oltre che dalla Holding dai terminal marittimi, gateway (quelli attraverso i quali transitano le merci in import/export) di La Spezia, Ravenna, Salerno, e terminal di transhipment (cioè dove i container vengono trasbordati da navi maggiori a unità più piccole che li distribuiscono in giro per il Mediterraneo): Gioia Tauro, Cagliari e Tangeri. Le legal entity aziendali sono: RHM (Rail Hab Milano) che gestisce Melzo Terminal terrestre, Hannibal che segue la logistica e la progettazione dei flussi e Oceanogate che svolge le operazioni ferroviarie. Intervistiamo Sebastiano Grasso, Managing Director del Gruppo che incontriamo nella sede di Melzo.

Quale è il disegno che fa nascere Contship?

"Il Gruppo nasce nella testa del fondatore, Angelo Ravano, con il terminale e la ferrovia che diventa sussidiaria del terminal ma non è ancora un prodotto unico. Per Ravano la ferrovia diventa indispensabile quando prende il piccolo terminal nel porto di La Spezia. Inoltre Ravano, 30 anni fa, già intuiva che essendo Milano così grande avrebbe avuto bisogno di un terminal accanto alla città. Al tempo immagina quindi di distribuire il container così, era lungimirante e aveva idee visionarie, idee di questo tipo non ne ho viste tante".

Quanto è grande questo Terminal?

"Oggi è in tutto 30 ettari, 300mila mq, praticamente come il porto di La Spezia". (FOTO)

Come si forma fisicamente il terminal terrestre di Melzo?

"Si trova dove un tempo c'era la sede Merzario, inaugurata nel 1978, era una delle più grosse basi logistiche in Italia con capannoni da 20 mila mq, uno dei primi siti raccordati con la ferrovia per fare consolidamento e spedizione oltremare e ricevimento in import. Nel 2003 la Merzario era praticamente fallita sebbene fosse stata comprata dall'imprenditore Pierluigi Crudele, titolare della prima software house italiana che la compra perchè pensa di piazzare il suo software in tutte le aziende di logistica di allora. Il sogno naufraga e la Merzario fallisce.

Nel 2003 Contship che è confinante con la Merzario, decide di fare l'acquisizione del ramo dell'azienda in fallimento, il progetto di Consthip si concretizza unendo i due terminal, inoltre viene comprata la strada che era di proprietà del Comune e cercata un'espansione nel terreno agricolo accanto di altri 10 ettari. Nell'ottobre 2004 il disegno viene presentato in CdA e realizzato il 23 aprile del 2015",

Ci son voluti 11 anni per fare tutto questo?

"Si perchè ci sono voluti diversi anni per trovare l'accordo col Comune per comprare la strada, poi per l'acquisto del terreno agricolo per ottenerlo abbiamo avuto problemi con la Regione. Tutto questo sviluppo è stato prevalentemente fatto dal 2009, quindi in periodo di crisi. L'azionista ha condiviso con il management di portare avanti la linea, c'è voluto un bel coraggio, è costato quasi 40 milioni di euro gestiti bene e per fasi diverse".

Al momento dell'acquisizione i binari ferroviari come erano?

"I binari c'erano ma erano lunghi solo 380 mt adesso sono diventati 3 binari da 500 mt, questo ci ha consentito di aumentare del 22% la capacità ferroviaria. Poi ottenuto il terreno abbiamo dovuto superare problemi costruttivi perchè l'area degradava da quota 0 a -3,70 mt quindi lo abbiamo dovuto riempire a fascia progressiva per tirare fuori più binari con questo prolungamento fasci da 4 binari lunghi 750 mt"

La vera forza del sistema ferroviario quale è?

"E' rappresentata dal fascio scalo di 14 binari che viaggiano con il Corridoio 5 (Torino-Milano-Venezia) ed entrano nel terminal, due ritmi distonici quello del treno e quello del Terminal che fanno da cassa di compensazione per ottimizzare la produzione sia della parte ferroviaria che della parte terminalistica. Questo è il sistema che abbiamo realizzato con determinazione e costanza e talvolta con qualche umiliazione".

Quali sono state le trasformazioni della governace del Gruppo?

"Oggi vogliamo dare un corpo maggiore all'idea fondativa e quindi cominciare a fare lavorare le legal entity che comunque continueranno a costituire questo Gruppo che, dal punto di vista formale, è costituito da aziende diverse, ma legandone sempre di più i diversi prodotti. Il container che arriva per esempio a La Spezia, fino alla destinazione finale, viene gestito e controllato da noi e ne garantiamo un livello di servizio: controllato, costante, metodico anche se non superveloce. A volte non serve la velocità, ma serve la garanzia da dare al cliente che, in un numero di ore dopo aver scalato il porto, arriverà a destinazione".

Lucia Nappi

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