Logistic & Transport > D’Agostino: “Europa centro del mondo, ma a rischio frammentazione” / INTERVISTA

D'Agostino: "Europa centro del mondo, ma a rischio frammentazione" / INTERVISTA

Parla Zeno D'Agostino: "Dal punto di vista logistico, commerciale e portuale dobbiamo essere in grado di sostituire la probabile incapacità politica di un'Europa che si sta frammentando".
 
di Lucia Nappi
 
VENEZIA - Le città del mare sono le capitali del mondo, come lo sono sempre state, perché attraverso i porti transitano le merci. le persone e si instaurano le connessioni. In Italia purtroppo non è così perché queste sono forse le aree più critiche . “E' arrivato il momento che anche in Italia lo si capisca, siamo nel posto giusto al momento giusto, ma questo da solo non basta”.
Zeno D'Agostino presidente dell'Autorità di Sistema dell'Adriatico Nord Orientale, intervenuto a Venezia agli Stati Generali della Logistica del nord Est, sottolinea come l'Italia giochi un ruolo importantissimo nel commercio globale perchè porta di accesso mediterranea per l'Europa. Dei due versanti della nostra penisola, quello Adriatico in particolare "è la cerniera tra il Far East e l'Europa che è il centro del mondo, che continua ad essere al comando dello sviluppo mondiale".
Su questa visione economica "Europa-centrica", ci piace ritornare ed approfondirne i significati con  D'Agostino a margine del convegno: (VIDEO INTERVISTA)
 
"Se facciamo riferimento al libro “Connectography” di Parag Khanna e andiamo a vedere le mappe del futuro ordine mondiale, l'Europa è ancora un'area importantissima in termini demografici, di consumo, di creazione del valore e in termini di gestione dei byte. A livello globale relativamente al traffico di byte non esiste un'area come quella europea. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare gli Stati Uniti non hanno il primato, perché l'Europa consuma il triplo dei byte che vengono utilizzati in nord America.
 
L'Europa è ancora il centro del mondo, il problema è che si sta frammentando politicamente quindi dal punto di vista logistico, commerciale e portuale dobbiamo essere in grado di sostituire questa probabile incapacità dell'Europa e fare squadra.
In questa interlocuzione globale, noi nel nostro piccolo, come regioni, porti e interporti possiamo fare la nostra parte solo se stiamo insieme.”

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