Autostrade del Mare, Errigo (Alis) «Ets, rischio back shift modale, non possiamo permettercelo»

Intervista a Antonio Errigo, vicedirettore generale di Alis,, a margine di "Oltre il Mare" forum sulla Blue economy, svolto a bordo della nave Cruise Sardegna del Gruppo Grimaldi ormeggiata nel porto di Livorno.
Antonio Errigo

LIVORNO – Soddisfazione nel mondo della Logistica e dei trasporti per il nuovo programma ‘Sea Modal Shift‘ per incentivare l’intermodalità marittima e sostenere le imprese del settore nel percorso di transizione e di riduzione delle emissioni inquinanti.

Sul tema è intervenuto  Antonio Errigo, vicedirettore generale di Alis, durante “Oltre il Mare” forum sulla Blue economy, svolto a bordo della nave Cruise Sardegna del Gruppo Grimaldi ormeggiata nel porto di Livorno. Il forum è stato organizzato dal Gruppo editoriale Sae con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni tra cui il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, i rappresentanti del cluster marittimo nazionale e i rappresentanti del governo: il ministro del mare, Nello Musumeci e degli esteri, Antonio Tajani, intervenuti da remoto. A fare da moderatore del forum il direttore editoriale del gruppo Sae, Antonio di Rosa.

Oltre Mare

 

Durante l’iniziativa il ministro Musumeci ha annunciato il nuovo programma di incentivi  Sea Modal Shift che, in continuità con il Marebonus, va a destinare un fondo di 125 milioni di euro, per il quinquennio 2022-2026, alle imprese marittime per ridurre il traffico su strada.

«C’è stato molto impegno da parte di Alis, del presidente Grimaldi e del direttore generale” -ha commentato Antonio Errigo – “Questi sono risultati che vanno a vantaggio di una intera economia. Il settore del trasporto e della logistica a livello europeo vale il 12% del PIL, a livello nazionale il 10% del Pil, creare misure virtuose che possano incentivare lo sviluppo di questo settore, va a favore dell’economia nazionale. Specialmente in un momento in cui l’economia è tendenzialmente instabile».

Ets (Emission trading system)

Ma se da un lato la misura Sea Modal Shift prosegue nella direzione di incentivare l’intermodalità marittima, invece sul fronte europeo l’applicazione della direttiva Ets (Emission trading system) – secondo il punto di vista degli operatori del trasporto marittimo ro-ro e delle Autostrade del Mare – ne metterebbe a rischio la competitività del sistema  e potrebbe innescare il trasferimento modale inverso, cioè di trasferire il traffico dei tir dal mare alla strada. Rischio ancora più elevato per la disparità temporale dell’applicazione dell’Ets per i due regimi, mare e strada.

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Su questo tema, Errigo è intervenuto a margine dell’iniziativa sentito da CORRIERE MARITTIMO:

La Direttiva Ets e la sua applicazione, quale potrà essere l’impatto sulle Autostrade del Mare e sul trasporto marittimo ro-ro?

«Sarà un impatto decisamente significativo in termini negativi, quando l’Europa estremizza i concetti di sostenibilità va nella direzione sbagliata. Noi abbiamo il dovere di far comprendere che l’impatto in termini economici è disastroso.

Più di 300 milioni all’anno di impatto sulle linee delle Autostrade del Mare e traffico intermodale marittimo. Cifre che vanno a ricadere sulla collettività, perchè più il trasporto aumenta in termini economici più i beni aumenteranno di prezzo. Questo lo dobbiamo scongiurare e lo scongiureremo attraverso un dialogo sempre serrato con le istituzioni comunitarie chiamate a legiferare. Osserviamo con grande fiducia la prossima tornata europea con le elezioni europee, ci auguriamo che l’esecutivo comunitario possa andare in una direzione meno estrema dal punto di vista del raggiungimento di alcuni target. Bisogna comprendere che il trasporto marittimo a corto raggio è un valore, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa».

Potrebbe innescare un’inversione modale da mare a gomma?

«Tutti i risultati straordinari raggiunti fino ad oggi, rischiano di avere un’inversione di tendenza con il così detto back shift modale. Noi abbiamo lavorato per tanti anni per promuovere il trasferimento dalla strada al mare dei nostri mezzi di trasporto e adesso con questa normativa, visto l’aggravio dei costi che ci saranno nel settore del trasporto, si rischia di fare tornare i camion dalle navi alla strada e questo noi non ce lo possiamo permettere».

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