La Blue Economy, motore dell’economia nazionale – Il futuro energetico sarà al 12% idrogeno

"Oltre il Mare" forum sulla Blue economy, è l'evento  organizzato dal gruppo SAE e .svolto nel porto di Livorno, a bordo della nave Cruise Sardegna del gruppo Grimaldi, che ha messo a confronto politica, istituzioni, cluster e giornalisti.

LIVORNO – La Blue Economy motore dell’economia nazionale, oltre che globale. Lo mettono in evidenza i dati: sono quasi 1 milione le persone che in Italia sono occupate nell’ampio comparto dell’economia del mare in grado di generare 52,4 di miliardi di euro, il 3,6% del totale dell’economia nazionale, un giro d’affari diretto di circa 180 miliardi. Un ampio comparto al cui interno i settori principalmente trainanti sono la logistica e la cantieristica, e che si trova ad affrontare il processo di transizione energetica ed ambientale per giungere in tempo all’appuntamento fissato dall’Europa per la decarbonizzazione.

Settori tanto strategici quanto sottovalutati dalla politica e dalla stampa generalista e, per questo motivo che il Gruppo editoriale SAE, che pubblica i quotidiani Il Tirreno, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio ha organizzato “Oltre il Mare” il forum sulla Blue economy, per puntare un faro sul settore dell’economia del mare, attraverso un evento  svolto a bordo della nave Cruise Sardegna del gruppo Grimaldi e ormeggiata nel porto di Livorno.
Incontro che ha aperto un confronto tra i rappresentanti di governo (il ministro del mare, Musumeci e degli esteri, Tajani) le istituzioni, i rappresentanti del cluster marittimo locale e nazionale, le imprese e la stampa.

 

Nave Grimaldi
La nave Cruise Sardegna del gruppo Grimaldi, ormeggiata nel porto di Livorno, SDT

 

E’ stato il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, a tracciare il quadro logistico del territorio di “Livorno nodo strategico della Blue Economy,” – ha detto – “nonostante i collegamenti ferroviari ancora mancanti” l’Alta Velocità verso est e verso sud con la Tirrenica e i futuri sviluppi della Darsena Europa fattori che “miglioreranno i numeri del porto, così come l’economia della città”.
E’ stata l’occasione per fare il punto sull’economia del mare, su quanto il governo sta facendo per questo settore, sul ruolo delle autorità di sistema portuale per la transizione energetica e molto altro ancora.

L’iniziativa ha visto la presentazione dell’XI Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare realizzato dal Centro Studi Tagliacarne per conto di Unioncamere e della Camera di Commercio di Frosinone-Latina. Lo studio è stato presentato dal direttore generale del Centro Studi, Gaetano Fausto Esposito.
Il Rapporto ha analizzato i numeri della economia blu in Italia, dati a cui abbiamo fatto riferimento in apertura, con particolare attenzione alla Toscana e al territorio livornese. Tra i fenomeni messi in evidenza dal Rapporto, quello secondo cui l’Italia centrale, quindi Toscana e il Lazio, sono le regioni al primo posto nella Blue economy nazionale, nonostante la dicotomia che vede l’area occupare l’ultima posizione come partecipazione all’economia nazionale.
Inoltre focalizzandosi sugli aspetti della movimentazione nazionale delle merci e dei passeggeri via mare la toscana è la regione maggiormente strategica perchè genera il 40% dei traffici.

Ministro Tajani, trasporto intermodale e porti:

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Il ministro degli esteri Tajani è intervenuto, da remoto, su diversi temi relativi alla Blue economy: “L’Italia esporta circa il 40% del PIL” – ha detto – “quindi dobbiamo lavorare con un sistema di trasporto intermodale che permetta alle imprese di esportare con costi non superiori a quegli degli altri Paesi”.
Ritornando poi sul tema dei porti e delle privatizzazioni, su cui le dichiarazione del ministro a fine agosto, avevano fatto divampare forti controversie, ha specificato: “Serve una politica portuale, non voglio riaccendere la polemica dei mesi scorsi in cui ho detto soltanto che per rendere più efficienti i porti si potrebbero privatizzare alcuni servizi” – “Non si può vendere il demanio marittimo, ma si possono privatizzare i servizi” – e ancora – “già ci sono servizi privatizzati nei grandi porti, si può allargare il tipo di privatizzazione” – “Dobbiamo avere una portualità più competitiva” – sottolinea Tajani – “penso ai porti di Genova e Trieste” – “per inviare le merci in Europa Centrale e Orientale” -”dobbiamo far sì che la concorrenza con i porti del Nord Europa, comunque ci permetta di ottenere buoni risultati per far crescere la nostra economia”.

Sulle Autostrade del Mare il ministro ha confermato il proprio impegno e quello del governo anche a fronte del nuovo programma di incentivi  Sea Modal Shift appena annunciato dai ministri Salvini (MIT) e Giorgetti (Mef) che, in continuità con il Marebonus, va a destinare un fondo di 125 milioni di euro, per il quinquennio 2022-2026, alle imprese marittime per ridurre il traffico su strada: “ Mi batto da decenni per il collegamento tra la rete TransEuropea e la rete TransAfricana, attraverso le Autostrade del Mare per favorire le interconnessioni tra Africa e Europa”.

Alis, Intermodalità e imprese:

Delle Autostrade del Mare e dei risultati raggiunti in termini di intermodalità dalle imprese marittime per ridurre il traffico su strada, ha parlato il vicedirettore generale di Alis, Antonio Errigo, anche a commento del Sea Modal Shift, già Marebonus. Per il quale Errigo ha confermato la soddisfazione da parte dell’associazione e l’importanza per tutto il mondo delle imprese:

“C’è stato molto impegno da parte di Alis, il presidente Grimaldi e il direttore generale” – ha spiegato Errigo – “Questi sono risultati che vanno a vantaggio di una intera economia. Il settore trasporto e logistica a livello europeo vale il 12% del PIL, a livello nazionale il 10% del Pil, creare misure virtuose che possano incentivare lo sviluppo di questo settore, va a favore dell’economia nazionale. Specialmente in un momento in cui l’economia è tendenzialmente instabile”.

Corriere marittimo ha approfondito la tematica in una intervista con Antonio Errigo, allargando anche alla questione della Direttiva Ets e del possibile impatto.
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Forniture energetiche dalla Tunisia

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Sul tema energetico il ministro Tajani ha rassicurato sulle conseguenze che la guerra nel territorio di Gaza, potrebbe avere per il nostro Paese e per le forniture di gas da parte dell’Algeria, principale fornitore di gas dell’Italia, ma anche Stato molto vicino ad Hamas, il ministro ha tenuto a precisare: “non credo ci siano ripercussioni per l’’acquisto di gas da parte dell’Italia”.

Idrogeno, SNAM

Il forum ha affrontato il tema delle energie rinnovabili con cui il settore della Blue economy, nello specifico l’armamento e la filiera al suo servizio, potrà compiere una completa transizione energetica.
“Al 2050 i consumi energetici globali saranno determinati al 12% dall’Idrogeno come fonte energetica rinnovabile” – ha spiegato il project development di Snam, Riccardo Bernabei – questo grazie anche alla flessibilità e alla capacità che ha l’idrogeno di essere stoccato e quindi trasportato a basso costo”.

L’Italia potrà avere un ruolo strategico come “ponte infrastrutturale” ha spiegato il rappresentante di Snam, tra l’Europa e il continente africano, favorendo una maggiore implementazione dell’idrogeno. Ma sarà necessario accelerare lo sviluppo di una filiera ad esso collegata per favorine lo scale up delle tecnologie e la discesa dei costi. Per questo Snam è impegnata da tempo sul progetto delle Hydrogen Valleys che vedrà nascere a Modena un polo che produrrà fino a 400 tonnellate di idrogeno verde all’anno. Investimento di circa 20 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr.

Sono intervenuti inoltre al forum: i rappresentanti del gruppo Sae: l’amministratore delegato Alberto Leonardis, il direttore editoriale Antonio di Rosa (chairman dell’iniziativa) e il direttore de Il Tirreno Luciano Tancredi. Per il gruppo Grimaldi: il responsabile relazioni esterne Paoul Kyprianou. I rappresentanti delle istituzioni: il governatore regionale Eugenio Giani, l’ammiraglio Massimo Seno capo reparto affari giuridici del comando generale Capitanerie di Porto, il direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, ammiraglio Gaetano Angora, i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale: Luciano Guerrieri (AdSP MTS) e Massimo Deiana (AdSP  Sardegna), Giuseppe Canepa (dirigente Ambiente AdSP MLO),  la presidente di MareVivo, Rosalba Giugni, il direttore generale di SRM Massimo Deandreis.

Presenti in platea tra gli altri: i rappresentanti delle imprese terminalistiche del porto di Livorno: Marco Mignogna amministratore delegato TDT, Federico Baudone direttore generale Sintermar, Enzo Raugei presidente Compagnia Portuale di Livorno. Per le associazioni del  cluster marittimo locale: Giovanni Tognotti presidente Spedimar (spedizionieri), Enrico Bonistalli Asamar già presidente  (Agenti marittimi).

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