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I porti italiani silurati dalla concorrenza nord europea? Authority a confronto

Riunione dei presidenti dei porti italiani: Procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea verso le Authority. Zeno D'Agostino, presidente di Assoporti, "La risposta è solo politica, in questo momento non abbiamo il soggetto politico che possa rispondere”.
 
di Lucia Nappi
 
LIVORNO- "Non mi sembra il momento più adatto nei confronti del Governo italiano che ancora non c’è. La Commissione Europea poteva aspettare o magari anticipare”, chiosa il presidente di Assoporti, Zeno D’Agostino in conferenza stampa. Il tema è quello più discusso, in questi giorni, nei porti italiani: la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea verso le Authority italiane, in merito alla riscossione dei canoni di concessione.
 
Il pensiero è  condiviso dagli altri presidenti dei Sistemi portuali, presenti in conferenza stampa e riuniti a Livorno, nell’ambito di Med Ports (ci sono 8 presidenti sui 15 totali).
Il momento con cui l’Europa si è mossa è sbagliato, l’Italia non è pronta a dare una risposta, perché la risposta può essere solo politica" –sottolinea D'Agostino-  “Noi in questo momento non abbiamo il soggetto politico che possa dare una risposta”
 
Quale è l’iter che ne segue? Cosa ci dobbiamo aspettare, adesso che la procedura è stata avviata?
Il primo step prevede l’attesa che l’UE ci formalizzi la lettera tradotta in italiano, dopo che questa sarà pervenuta, avremo 30 giorni di tempo al termine dei quali, l’Italia sarà convocata per dare risposte.
Prima difficoltà: l’interlocutore dovrebbe essere il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture  e quindi il ministro.
 
Secondo step: l’Italia ha 10 giorni di tempo per chiedere il posticipo dell’iter, ovvero per congelare la questione fino all’insediamento del nuovo ministro e della nuova squadra di governo, prima di dare risposte.  
Seconda difficoltà: Quanto tempo ci vorrà per l’insediamento del nuovo governo? Ma soprattutto, il dubbio è che  essendo una questione fondamentale della politica strategica della portualità nazionale, è una scelta strategica che può fare solo un governo in carica e, solo dopo avere messo a punto la propria strategia nazionale dei porti, delle infrastrutture e della logistica in senso più globale.
 
Perché lo stop della Commissione Europea è avvenuto proprio in questo momento ?
Pino Musolino, presidente dell’Authority veneziana, butta sul tavolo dell’incontro l’argomento della competizione con i porti Nord europei: “In questo momento i nostri concorrenti del Nord Europa potrebbero aver pensato di mettere pressione all’Italia”.
 
A noi viene in mente la frase: A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, potrebbe essere questo il caso.
 
Dobbiamo avere maggiore influenza politica in Europa" - continua Musolino- "corriamo il rischio di essere sottorappresentati in Europa e di non essere mai abbastanza influenti nelle scelte dell’Unione, pena il vederci superare dagli altri paesi
.
Ci viene in mente un detto toscano “Un po’ per uno in braccio a mamma”.
 
D’Agostino ribadisce che la sottorappresentanza in Europa, è una questione culturale che l’Italia si porta dietro storicamente e, dalla quale non riesce a liberarsi: “sarebbe quindi necessario fare maggiore pressione sui nostri rappresentanti al Parlamento europeo, altrimenti cosa ci stanno a fare?
 
Ugo Patroni Griffi, presidente del Sistema dei porti di Bari e Brindisi, sottolinea la questione che l’Autorità di Sistema sia assolutamente un ente pubblico non economico: ”non ci sono dubbi interpretativi. Le concessioni riscosse dalle Authority vengono passate direttamente al ministero.” Allora la strada da percorrere potrebbe essere di rivedere la natura delle Authority stesse come SpA.
 
Della stessa idea è Francesco Maria di Majo, presidente dei porti laziali, che chiarisce: “Potrebbe essere necessario arrivare alla scelta politica di affidare i porti a delle SpA non di natura pubblica. Ma si tratta di un percorso politico molto chiaro”. “Comunque la riscossione delle concessioni non è una procedura di aiuti di Stato.”  
Stefano Corsini, presidente dei porti di Livorno e Piombino, entra sulla questione  ipotizzando il nuovo soggetto delle Authority SpA, non nel modello dei porti del Nord Europa.
 
Comunque che ci sia stato un errore interpretativo da parte della commissione Europea, sono d’accordo tutti i presidenti. Massimo Deiana, presidente dei porti sardi, sostiene che nell’accezione dell’Unione Europea vengono considerati diversamente i porti sotto le Capitanerie di porto, pertanto questi verrebbero privilegiati e si creerebbe una competizione rispetto ai porti sotto le Autorità di Sistema, mentre in realtà le aree dei porti nazionali sono tutte affidate al demanio.
 
Il settore portuale manca di direttive europee ben precise, sottolinea Pietro Spirito, presidente dei porti campani, le procedure europee pertanto avvengono per similitudine con gli altri settori dei trasporti: “ L’U.E compie scelte per similitudine, applicando le direttive degli aeroporti a quello dei porti” Niente di più inadatto. Rodolfo Giampieri, presidente dei porti delle Marche aggiunge che questo intervento da parte dell'Europa è un tentativo di semplificazione e di uniformare il sistema europeo, ma è una eccessiva intromissione nelle questioni di Stato. 
 

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