Eni chiude il cracking di Porto Marghera «farà spazio a produzioni alternative»

ENI Marghera

Chiude definitivamente il cracking del petrolchimico di Porto Marghera, oltre all’impianto degli aromatici – E’ l’annuncio dato a dall’amministratore delegato della società, Claudio Descalzi, al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

Il fermo delle attività è previsto entro il 2022 e farà spazio a «produzioni alternative». Globalmente saranno coinvolti dalla chiusura i 400 dipendenti diretti degli impianti chimici veneziani, e centinaia dell’indotto. E’ quanto emerso nelle scorse ore nella riunione tra l’azienda e le sigle sindacali dei chimici veneziani Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil che si sono detti pronti alla mobilitazione.

Eni si è impegnata a tutelare l’occupazione spostando i lavoratori su attività più innovative. La società non è scesa in dettagli, ma ha annunciato un Polo industriale veneziano con ruolo fondamentale di sostenibilità ambientale. L’azienda sta valutando la realizzazione di un sito basato su tecnologie innovative garantendo la massima attenzione per l’occupazione.

Per i sindacati è un piano troppo vago e insufficiente a collocare i dipendenti diretti e indiretti. Rassicurazioni che non convincono i rappresentanti dei lavoratori, sebbene molto sensibili alle tematiche ambientali. I sindacati infatti chiedono all’azienda di portare a Porto Marghera attività produttive, di ricerca, di formazione, per creare un vero Polo industriale.

 

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