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Massa, Msc Crociere: Ecco come sta cambiando l'industria crocieristica

LIVORNO - Come la pandemia sta modificando l’industria crocieristica, il mercato del crocierismo - Nella filiera delle agenzie «il digitale  apre nuove opportunità per chi lo saprà cavalcare, rendendo obsoleti alcuni modelli di business». Le attese della clientela nazionale ed internazionale, sono alcuni dei temi affrontati nella conferenza stampa, svolta ieri a Taranto per annunciare la partenza della stagione crocieristica nel porto della città dei due mari come new destination delle crociere. La conferenza stampa ha preceduto di poche ore il  tragico incidente sul lavoro che ha portato alla morte dell’operaio gruista al primo sporgente del porto di Taranto, questo il motivo per cui non facciamo alcun riferimento all'accaduto.

Sentiti da Corriere marittimo:  Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere, Sergio Prete, presidente dell'AdSP e il sindaco della città Rinaldo Melucci, hanno tracciato i confini dell'industria crocieristica e dei nuovi traffici attesi nel porto e nella città di Taranto che per la stagione in avvio potrebbe vedere l'arrivo di 150 mila visitatori, numeri totalmente inediti per questa realtà.

Leggi anche  Il porto di Taranto, start-up delle crociere, punta sull’innovazione - INTERVISTA

Leonardo Massa, country manager MSC Crociere, come la pandemia sta cambiando l'Industria crocieristica, la vostra attività e quella della filiera delle agenzie?

«L’industria crocieristica negli ultimi 15 anni aveva inventato l’advance booking. In passato arrivavamo ad aprile-maggio con i programmi dell’estate già interamente venduti e vendevamo le crociere per l’inverno successivo. Oggi non abbiamo un precedente, affrontiamo una situazione nuova, alcune settimane fa abbiamo comunicato la programmazione estiva con 10 navi. In queste settimane dopo Pasqua abbiamo registrato un entusiasmo  straordinario a livello di consumatori. Le modalità di consumo sono cambiate e non si torna indietro, anche dopo la pandemia alcune cose non ritorneranno più, tra queste il salto in termini digitale dal quale non si tornerà indietro. Il digitale  apre opportunità per chi lo saprà cavalcare, rendendo obsoleti alcuni modelli di business. Le agenzie devono cogliere questo cambiamento dal quale non si tornerà più indietro».

Le prenotazioni:

«Le prenotazioni stanno crescendo in maniera importante, rispetto al passato sono tutte molto più ravvicinate rispetto alla data di partenza, ma credo che queste sono le basi per la ripartenza non solo di MSC Crociere ma credo di tutta l’industria crocieristica».

Le attese del settore

«Sarà una discreta estate, non sarà l’estate record, per quanto ci riguarda, che è stata quella del 2019, ma si getteranno le basi per l’inverno 2021-22 dove abbiamo già annunciato programmi come l’Arabia Saudita e ancora di più per l’estate 2022 che rappresenterà la vera ripresa dell’industria»

L’ingresso di nuovi porti negli itinerari delle navi da crociera, come nel caso di Taranto, sottolinea nuove modalità per un turismo crocieristico maggiormente sostenibile e più "slow"? Per cui si visitano non solo i porti collegati alle città più famose nel mondo, ma anche rotte meno conosciute ma altrettanto ricche di stimoli turistici.

«Le situazioni di crisi, sempre, generano anche opportunità. L’estate 2021 vedrà, per noi italiani un turismo di prosssimità, i viaggi di lungo raggio saranno quasi impossibili, mancano fisicamente i collegamenti, ma anche quelle di medio raggio saranno un po' complessi. Sarà pertanto un’opportunità per tutti per riscoprire il nostro bel Paese. Il trend di scoprire nuove destinazioni è un trend già in atto, e subirà un’accelerazione».

Le cifre parlano chiaro

«In Italia nel 2019 l’anno record per la nostra compagnia  nella filiera crocieristica hanno lavorato 820 mila addetti, una filiera che ha prodotto 14 miliardi di fatturato, 12 milioni di turisti delle navi da crociera hanno visitato i porti italiani.
L’Italia è una vera eccellenza mondiale in questa industria perché siamo bravi a costruire le navi, da Fincantieri ma anche in generale la cantieristica italiana è un’eccellenza. Abbiamo una tradizione marinara secolare, nella maggiorparte delle navi da crociera ci sono ufficiali e marittimi imbarcati, nella filiera agro-alimentare per la fornitura delle navi siamo una vera eccellenza. Il nostro Paese è posto al centro del Mediterraneo con una offerta di porti.
L'Italia gioca un ruolo importante, ma nel corso degli anni questo ruolo crescerà sempre di più e darà maggiore opportunità a tutti i porti e ad una segmentazione diversa delle navi» - «L’interesse per il mercato italiano da parte degli italiani, non so quanto durerà perché, anche se un po’ forzatamente, diventa un’opportunità di scoperta».

Come la pandemia ha influenzato i vostri piani di sviluppo della flotta, dal punto di vista della costruzione di nuove navi?

«Il nostro piano di sviluppo della flotta non è stato fermato dalla pandemia, solo rallentato. A febbraio 2021 ci hanno consegnato una nuova unità MSC Virtuosa, ad agosto prossimo ci consegneranno la nuova MSC Seashore, che è la nave più grande costruita nella storia di Fincantieri. Continueremo a costruire navi nel 2022, nel 2023, nel 2024 e nel 2025. Abbiamo già un progetto, di navi più piccole, con un segmento diverso di clienti, erano progetti pre-pandemia e non cambiano.

Massa Prete

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, l’arrivo della compagnia MSC può costituire un rilancio per il turismo della città oltre che per il porto

«E’ un driver molto significativo non solo per il cluster portuale ma per l’intera comunità. Tutta la nostra programmazione guarda ad un nuovo sviluppo, ci siamo dotati già due anni fa di un piano strategico di transizione ecologica, economica ed energetica. Uno degli assi di questo piano riguarda la diversificazione produttiva e il ritorno alle nostre radici marittime. Per questo il turismo come esperienza sostenibile e slow, stiamo cercando di nobilitare l’immagine e le prospettivo del territorio  in una direzione nuova, il covid sta impattando sui modelli economici e sta modificando le aspettative dei turisti e del mercato. Taranto, la Puglia e il Salento si inseriscono in questa direttiva di sviluppo sostenibile, anche in maniera esperienziale.

Taranto in questa stagione crocieristica potrebbe accogliere quasi 150 mila visitatori, numero inedito, per questo insieme all’Autorità portuale stiamo costruendo un grande percorso. L’emancipazione della città dalla monocultura siderurgica dipende da questi esperimenti e investimenti che stiamo lanciando a livello culturale.
Per questo ci saranno anche grandi eventi sportivi e culturali quest’anno a Taranto. Il porto è il pivot di questa trasformazione che la città sta vivendo.
Il porto di Taranto si è pesantemente infrastrutturato, ha fatto ripartire il traffico container, sta crescendo ed è fra le infrastrutture strategiche del Paese».

Sergio Prete, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, il porto di Taranto new destination per le crociere:

«Questa straordinaria sinergia fra le due amministrazioni, che ha consentito di costruire un programma ambizioso, pochi credevano che Taranto potesse avere un futuro nelle crociere».
«C'è stata un’attività di promozione ma anche un impegno finanziario ed infrastrutturale realizzando nuove banchine e terminal destinati all’attività crocieristica, oltre alla creazione di un nuovo waterfront che costituiranno un’attrazione per la città e per il porto di Taranto.
Stiamo lavorando per far si che si possa consolidare il rapporto con MSC negli anni e creare una diversificazione portuale con una crescita del traffico crocieristico grazie anche alla valorizzazione di attrattive storico-culturale-paesaggistica ed enogastronomica, diventando una new destination».

Lucia Nappi

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