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Disastro Moby Prince, domani la verità dalla Commissione d'inchiesta

ROMA - Domani probabilmente sarà la giornata della chiarezza per il disastro della nave Moby Prince, il traghetto che la sera del 10 aprile 1991 entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, nella rada del porto di Livorno. L'incendio che si sviluppò in seguito all'incidente causò la morte delle 140 persone a bordo del Moby Prince, equipaggio e passeggeri, tranne un unico superstite il marinaio napoletano, Alessio Bertrand.
La nave fu quindi posta sotto sequestro nel porto di Livorno dove rimase ormeggiata in banchina per 7 anni fino al suo affondamento per poi essere recuperata e avviata alla demolizione in Turchia. 
La versione ufficiale di quali furono le reali cause dell'incidente in questi anni ha sempre lasciato una zona d'ombra. Sono state molte le ipotesi insieme dell'errore umano, si è parlato di attacco terroristico, di una bomba esplosa a bordo del traghetto Moby Prince.
 
Domani quindi i familiari delle vittime, avranno forse la verità attesa da 27 anni, la Commissione parlamentare che ha lavorato per far luce sulla vicenda portando avanti un’inchiesta, condotta dal presidente Silvio Lai, domani, mercoledì 24 gennaio renderà pubblico l’esito di quanto riesaminato.
A mezzogiorno a Roma, palazzo Carpegna, nell’aula della Commissione Difesa la commissione parlamentare con a capo Lai incontrerà i familiari delle vittime e i rappresentanti delle associazioni, saranno presenti anche i rappresentanti istituzionali della Regione Toscana, del Comune di Livorno, i rappresentanti de Il Mondo che Vorrei di Viareggio, Ssv di Livorno e Roma, l’Anmil Livorno e gli studenti dell’Istituto Enriques di Livorno,
Quindi nel pomeriggio alle ore 15,00, a Roma Palazzo Giustinian  - sala Zuccari - verrà presentata alla stampa la relazione sul lavoro svolto in questi anni, relativo alle oltre 70 audizioni dove i commissari hanno riaperto i libri, rianalizzato le carte, intervistato nuovamente i protagonisti, ascoltato nuovi testimoni.

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