Canale di Panama, la siccità potrebbe essere la nuova normalità? 120 navi in attesa di transito

I cambiamenti climatici sono all'origine di avvenimenti “senza precedenti” - "Sono circa 120 le navi in attesa del transito nel Canale di Panama" - rettifica ll'Autorità di gestione - "per tempi di attesa tra 9 e 11 giorni".
Canale Panama

LIVORNO – La siccità del Canale di Panama e il basso livello delle acque potrebbe diventare la nuova normalità? Viviamo nell’era in cui i cambiamenti climatici sono all’origine di avvenimenti “senza precedenti” creando un’allarmante propensione a creare nuovi precedenti.
Fino ad oggi il trasporto marittimo ha sempre trovato una soluzione alternativa sull’utilizzo del Canale di Paname quale strategica rotta. Ma per quanto tempo ancora sarà in grado di farlo? Sono gli interrogativi che si pone la storica testata di settore marittimo Lloyd’s List, riflettendo sulla siccità che ha colpito la regione e che ha rallentato notevolmente il transito delle navi nel Canale.

Canale Panama

La situazione ha aperto riflessioni sui media di tutto il mondo, poiché il Canale di Panama oltre ad essere un punto nevralgico per il commercio mondiale attraverso il quale transita il 6% del traffico marittimo. E’ anche uno dei più grandi progetti ingegneristici della storia: per una lunghezza di 81,1 km collega l’Atlantico con il Pacifico superando un dislivello di 26 metri attraverso un sistema di chiuse, è alimentato da acqua dolce a differenza del Canale di Suez che utilizza l’acqua di mare.

L’attuale livello delle acque nel Canale di Panama non ha precedenti, lo segnala l’ACP (Autoridad del Canal de Panamá) l’Authority di gestione. La lunga siccità che ha colpito la regione minaccia, pertanto, di mettere a rischio la navigazione di questa strategica via d’acqua e con essa il traffico marittimo mondiale che si troverebbe costretto a percorrere delle rotte alternative.  Secondo il Ceo dell’Autorità del Canale, Ricaurte Vasquez, devono essere trovate soluzioni per poter permettere al Canale di continuare ad essere una rotta rilevante per il commercio internazionale. “Se non ci adattiamo, moriremo” ha detto il Ceo del ACP in conferenza stampa poichè il timore è quello che gli armatori “possano optare per altre rotte” attraverso lo stretto di Magellano, in Patagonia, o l’Artico durante i mesi estivi.

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I motivi della siccità

Secondo l’Istituto di meteorologia e idrologia di Panama la carenza delle precipitazioni è causata dallo spostamento della fascia nuvolosa, che di solito copre Panama e irriga le terre e i laghi circostanti.
A questo problema meteorologico si è inoltre aggiunto il fenomeno del “el Nino” che ha provocato un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale (America Latina) anche questo contribuisce alla diminuzione delle precipitazioni sull’insieme del Pacifico panamense.

Traversate quotidiane consentite

Nel corso dell’anno, l’Autorità per far fronte alla forte siccità ha aumentato le restrizioni per l’accesso delle navi, sono attualmente 32 il numero delle traversate quotidiane consentite dalla ACP, rispetto alla media di 36 passaggi al giorno, un rallentamento superiore del 16%.

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Navi in attesa, l‘Authority rettifica il dato

Nelle ultime ore l’Authority ha rettificato la notizia diffusa dai media nei giorni scorsi, secondo cui sarebbero state oltre 200 le navi in attesa di transitare nel Canale. In una nota stampa dell’Amministrazione del Canale si legge: “Oggi abbiamo circa 120 navi in attesa del transito” – “Per questo mese il tempo medio di attesa per i transiti non prenotati è compreso tra 9 e 11 giorni. Monitoriamo costantemente queste cifre e implementiamo misure per migliorare il flusso”. Maggiori informazioni sui tempi di attesa possono essere verificate  sul sito dell’ACP che in tempo reale aggiorna lo stato di attesa delle navi. La rettivica del dato numerico da parte dell’Authority si è resa necessaria per l’impatto economico che la notizia può avere sui traffici e sull’economia globale.

 

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