PULA (CAGLIARI) – Il Mediterraneo si conferma uno snodo strategico del commercio internazionale, ma l’instabilità geopolitica e la crescente vulnerabilità dei principali choke point stanno modificando gli equilibri dello shipping. È il quadro emerso dal secondo panel della XXVII Euromed Convention “From Land to Sea”, dedicato alle sfide geoeconomiche e geopolitiche del trasporto marittimo nell’area mediterranea.
Le criticità che interessano il Canale di Suez e lo Stretto di Hormuz hanno ricadute dirette sulla sicurezza e sulla fluidità dei collegamenti marittimi. Secondo i dati richiamati nel corso del confronto, lo scenario attuale si traduce in una contrazione del 10% dell’export e in una riduzione del 4% delle importazioni di greggio dal Medio Oriente.
Per gli operatori dello shipping, la capacità di adattarsi a un contesto in rapido cambiamento diventa quindi un fattore determinante. La risposta passa dagli investimenti, dalla diversificazione dei mercati e da una maggiore capacità di riorganizzare rotte e servizi. Sullo sfondo resta anche la transizione energetica, che dovrà procedere senza compromettere la competitività del trasporto marittimo.
Il confronto ha individuato tre direttrici lungo le quali si giocherà l’evoluzione dello shipping mediterraneo. La prima riguarda la sicurezza delle rotte commerciali, con conseguenze sulle catene di approvvigionamento, sui costi dei noli e sulla navigazione. La seconda interessa il ruolo dei porti della sponda Nord del Mediterraneo, chiamati ad adeguare infrastrutture e sistemi logistici ai cambiamenti delle rotte transoceaniche. La terza riguarda gli equilibri economici europei, con particolare attenzione alla sicurezza energetica, all’autonomia industriale e alla funzione del Mediterraneo come piattaforma logistica.
La discussione ha quindi evidenziato come la ridefinizione delle rotte internazionali non rappresenti soltanto un fattore di rischio, ma imponga anche una riflessione sulla capacità dei porti e delle infrastrutture mediterranee di intercettare nuovi flussi e mantenere la propria centralità nelle catene logistiche globali.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mat Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, intervenuto nel panel, ha ricordato come Grimaldi sia oggi il primo operatore del porto di Livorno, con una presenza articolata nei diversi segmenti di traffico, dai Ro-Ro ai container fino all’automotive. Proprio il comparto automobilistico, ha sottolineato il presidente Gariglio, assume particolare rilievo alla luce della profonda trasformazione che sta interessando l’industria automotive italiana.
Il presidente ha inoltre richiamato anche i dati elaborati da SRM – Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, evidenziando la diversa esposizione degli scali italiani alle crisi geopolitiche e commerciali. Livorno, secondo il presidente dell’Authority, risente in misura relativamente contenuta delle tensioni legate al Golfo Persico, allo Stretto di Hormuz e al Mar Rosso, vista la limitata incidenza dei traffici direttamente interessati da queste rotte. Maggiore sarebbe invece l’impatto delle politiche ambientali europee e delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Sul tema dell’ETS Gariglio ha sottolineato comme la misura penalizzi soprattutto gli scali caratterizzati da una forte presenza di cabotaggio e short sea shipping, pertanto un aspetto rilevante per Livorno, dove il traffico Ro-Ro costituisce una componente significativa dell’attività portuale.
Tuttavia nonostante il quadro internazionale e regolatorio, ha rilevato il presidente di Palazzo Rosciano, lo scalo continua a registrare un andamento positivo. Il traffico Ro-Ro è infatti cresciuto del 2%, raggiungendo 21,3 milioni di tonnellate, mentre nel complesso i traffici del sistema portuale hanno mantenuto una dinamica positiva.
Riguardo alla Darsena Europa, Gariglio ha definito l’opera una delle principali infrastrutture attualmente in corso di realizzazione in Italia, sottolineandone la rilevanza strategica per il sistema portuale nazionale. Ha ricordato inoltre che l’intervento è portato avanti dall’Autorità di sistema portuale attraverso il commissario straordinario di Governo. Evidenziando, tuttavia, le difficoltà legate alla realizzazione dell’opera, in particolare per l’aumento dei costi delle materie prime. ah sottolineato. Il presidente Gariglio ha concluso sottolineando che per il completamento della Darsena Europa: «servirà il sostegno di tutti e un forte investimento dei privati».
Al panel hanno partecipato Athanasios Porfyris, CEO del Port of Igoumenitsa, Davide Gariglio, Chairman della Port System Authority of the North Tyrrhenian Sea, Matteo Paroli, Chairman della Port System Authority of the West Ligurian Sea, Domenico Bagalà, Chairman della Port System Authority of the Sea of Sardinia, Ana Nuñez Velasco, Director General della Spanish Merchant Navy, Chris Bonett, Minister of Sustainable Mobility di Malta, ed Eugenio Grimaldi, Head of Office Short Sea North/South Lines di Grimaldi Group.
















