Toninelli: “I Piloti dei porti avranno sempre il nostro governo dalla loro parte”

Francesco Bandiera Fedepiloti, Danilo Toninelli, Giovanni Pettorino

Si è conclusa la 72° Assemblea Nazionale Federazione Italiana dei Piloti di porto, tenutasi a Roma, alto momento di dialogo tra il Cluster marittimo e lo Stato- Massima attenzione su professionalita, sicurezza e impianto normativo della Corporazione italiana dei Piloti dei porti.

di Lucia Nappi

ROMA – L’ingresso di una nave in porto per quanto possa sembrare di routine rappresenta sempre un’incognita, perchè una distrazione, un errore di valutazione, un guasto tecnico al momento sbagliato potrebbero determinare gravi incidenti con conseguenze per le persone, la nave, il porto e l’ambiente marino. “I piloti garantiscono la sicurezza nei porti, senza questa sruttura tecnico e operartiva avremmo avuto sicuramente più incidenti nei porti e l’importanza della categoria per lo Stato è centrale”.

Lo ha detto il ministro Danilo Toninelli, intervenuto ieri a Roma alla 72° Assemblea Nazionale Federazione Italiana dei Piloti di porto, alto momento di incontro tra il Cluster marittimo e lo Stato per discutere di portualità e servizi tecnico nautici nello specifico, di pilotaggio nei porti. Nell’occasione il ministro si è detto pronto al “dialogo e all’affiancamento diretto del ministero e del governo” nei confronti della Corporazione dei piloti, “per le competenze straordinarie” della categoria “che ha permesso di evitare chissà quanti incidenti nei porti”- “se parliamo di sicurezza” – ha scandito a chiare note il ministro – “i nostri piloti hanno e avranno sempre, il nostro governo dalla loro parte”.

All’Assemblea romana dei Piloti nazionali, guidata dal comandante Francesco Bandiera presidente di Fedepiloti, svolta nella cornice del centralissimo Hotel Plaza, era presente tutto il Cluster marittimo nazionale non mancava quasi nessuno. Per la rappresentanza politica, oltre al ministro Toninelli, il suo vice con delega ai porti Edoardo Rixi, duplice presenza del Mit, mai vista in precedenza, proprio a sottolineare l’interesse del Governo nei confronti della categoria e delle questioni legate ai porti. L’Autorità marittima, in ampio numero, rappresentantata dall’intervento dell’ammiraglio Giovanni Pettorino comandante generale delle Capitanerie di porto, poi gli interventi di Paolo Uggè vice presidente di Confcommercio, Raffaella Paita segretario della IX Commissione – Trasporti alla Camera, Rodolfo Giampieri in rappresentanza del presidente di Assoporti e presidente dell’AdSp di Ancona, Stefano Messina presidente di AssArmatori, il prof, Carbone esperto di trasporti e Logistica, Università di Genova. Moderatore Angelo Scorza, direttore Ship2Shore.

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A fare da sfondo alla discussione la necessità della portualità nazionale di essere maggiormente competitiva nel mercato globale. Dove fattori come “Il raddoppio del Canale di Suez” e “gli accordi sulla così detta via della Seta – ha spiregato Toninellioffrono opportunità di crescita” per la portualità e per il paese, “opportunità che o cogliamo subito, oppure questa crescita la coglie qualcun’altro”.

Sicurezza e autonomia di esercizio
Dall’economia del porto alla sicurezza il passo è breve, argomento centrale dell’assemblea sul quale le parti hanno convenuto che la concorrenza nel mondo armatoriale “non deve costituire un limite alla sicurezza” ed è per questo che la componente dei servizi tecnico nautici “devono mantenere un’autonomia di esercizio scevra da qualsiasi influenza diretta del mercato”, come sottolineato nell’intervento di apertura da Bandiera, concetto di base sul quale il ministro ritorna e ribadisce con forza: “bene i concorsi pubblici per l’accesso alla professione di pilota di porto”.

La professionalità
Sulla componente tecnico-operativa del servizio di pilotaggio e la professionalità del pilota di porto, Bandiera nella “accorata” relazione di apertura, la prima alla guida della Federazione, ha detto: “Quello del pilota di porto è un mondo di disciplina, responsabilità e capacità di affrontare situazioni di alto rischio che richiedono lucidità e reattività ad un livello non comune.” – un’attività svolta in estreme condizioni atmosferiche, dove è al primo posto “il bene pubblico, inteso come sicurezza delle persone, del porto e dell’ambiente marino ma anche dei beni dell’armatore ovvero la nave.

L’impianto normativo
Perchè questa professionalità trovi rispetto nelle trasformazioni apportate dalla globalizzzione è importante che l’impianto normativo che regola la Corporazione rimanga immutato nei principi cardine e, l’entrata in vigore, il 23 marzo scorso, del Regolamento europeo 352/17 non vada a sopprimere alcuni diritti cardine per la categoria dei piloti.
Lo ribadisce con forza l’ammiraglio Pettorino che riprendendo i principi costituzionali e il codice della navigazione, da cui sono discese la legge 84/94 e le successive, mette in guardia sulla posizione giuridica di garanzia: “Sul comandante del porto– spiega l’ammiraglio – ricade la responsabilità dello parte a mare del porto” – “l’Autorità marittima e per questo può usufruire, tutti i giorni, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, 365 giorni all’anno, dei servizi tecnico nautici”.

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I servizi tecnico nautici non si toccano, devono mantenere un’autonomia dal mercato e nei confronti  di possibili spinte di natura individualistica, continuando a rispondere esclusivamente all’Autorità del comandante del porto. Questo in definitiva il messaggio emerso dall’Assemblea, sottolineato da ogni parte intervenuta e che ha trovato conferma nella volontà del Governo. “Le nornative che si affacciano non potranno mai toccare questo quadro normativo” – ha ribadito con forza l’ammiraglio Pettorino, da qui la necessità di un’Autorità marittima dai poteri forti – “che intervenga come decisore politico per costruire e tenere ben saldi questi principi” – Conclude quindi l’ammiraglio: “Senza sicurezza non c’è sviluppo, ma neppure civiltà” .

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