TDT Livorno, crescono i container +25% – Presto il ritorno del servizio Medio Oriente / INTERVISTA

Terminal Darsena Toscana

Il Trasbordo, la nuova  configurazione del porto di Livorno, grazie al quale il Terminal Container Darsena Toscana mette a segno nei primi 4 mesi del 2019 un incremento del 25% rispetto al 2018 – A colloquio con Marco Mignogna, direttore generale TDT: “Dopo il dragaggio dell’inbocco del porto, l’obiettivo è il recupero  del servizio con il Medio Oriente“.

di Lucia Nappi

LIVORNO- Il Terminal Darsena Toscana mette a segno nei primi mesi dell’anno un incremento di traffici pari al 25%. Sono 120 mila i contenitori movimentati nei primi 4 mesi del 2019, contro le 100 mila unità dello scorso anno. “Fino a marzo il 25% di incrementoin rispetto al 2018,  poi nei primi quattro mesi un 20% , aprile non è stato un gran mese, ma stiamo recuperando a maggio” – Marco Mignogna TDT Livorno, crescono i container +25% - Presto il ritorno del servizio Medio Oriente / INTERVISTA Lo spiega Marco Mignogna, direttore generale di TDT, il Terminal di proprietà del Gruppo Gip e, che nel porto di Livorno gestisce gran parte del traffico container –  Maggio ha avuto un traffico importante, malgrado lo sciopero, che non ha inciso e infatti stiamo recuparando”.

Ma questa è solo una parte delle buone notizie che arriva dalle banchine livornesi,  infatti al termine dei lavori di dragaggio del canale di accesso al porto, previsti per la fine giugno, TDT si prepara a schiacciare l’acceleratore con l’ingresso di nuove linee nella seconda parte del 2019. Come spiega nei dettagli Marco Mignogna– “il primo obiettivo è recuperare il servizio con Medio Oriente che mancava dalle banchine della Darsena Toscana da parecchi anni”.

In cosa consiste l’incremento attuale dei traffici?
“Soprattuto di trasbordo, assomigliamo sempre di più al porto di Valencia, la posizione di Livorno non è ascellare nella Penisola, ma è una posizione intermedia rispetto al nord e al sud del Tirreno, è pertanto strategica per un buon servizio di feederaggio con il nord e il sud del Tirreno.
Alcuni armatori hanno deciso di concentrare su Livorno tutti i servizi, facendo qui un’unica toccata per l’Italia e utilizzando poi i common feeder per fare distribuzione: al nord La Spezia, Genova e Marsiglia e al sud Civitavecchia, Napoli e Salerno fino a Malta”.

Quali sono gli armatori, le linee e quali le navi utilizzate?
Hapag Lloyd e Melfi Lines, le navi non sono cambiate. Hapag Lloyd ha deciso di tagliare alcuni porti, in particolare ha tagliato Cagliari. Questa attività di feederaggio era iniziata già a gennaio con la Zim. Questa è la nuova e importante configurazione del porto di Livorno, il trasbordo si porta dietro anche l’import e l’export, per cui ci fa ben sperare. Prevediamo un’accelerazione commerciale nella seconda parte del 2019 dopo il dragaggio.
Puntiamo a riportare a Livorno il servizio con il Medio Oriente, con il nuovo pescaggio sarà il primo servizio a cui guarderemo, le navi sono compatibili come dimensioni, il nuovo pescaggio dovrebbe essere sufficiente per poterle accogliere, ci siamo proposti questo obiettivo. Non saranno navi da 9 mila e 8 mila Teu”.

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Era molto tempo che a Livorno mancava il Medio Oriente?
Mancava da molto, da quando gli armatori avevano aumentato la dimensione delle navi. Solo Uasc qualche anno fa, con le navi da 7 mila Teu, per un breve periodo aveva ripreso il servizio”.

Con il dragaggio cosa cambierà?
“Dopo il dragaggio e verificate le nuove condizioni, in base alla simulazione fatta da Marsiglia, le navi con larghezza 42,80 metri, potranno accedere con 11,50 metri di pescaggio ed, eventualmente di più, dopo una serie di prove. C’è una collaborazione da parte di tutti per poter migliorare le condizioni di accesso nel porto”. Capitaneria di Porto all’Authority portuale e,  servizi Tecnico nautici (rimorchio, pilotaggio e ormeggio) .

Il canale di accesso al porto attualmente ha una profondità centrale di -13 metri, questa parte si estende in larghezza per 55 metri, mentre lungo le sponde laterali il fondale risale. “L’obiettivo del dragaggio pertanto è pulire le sponde del canale e portare il -13 per almeno 70 metri di larghezza” – spiega Mignogna– “Andremo sopra i tubi dell’oleodotto dell’Eni con una sorbona, per evitare qualsiasi rischio di danneggiamento. Il resto del dragaggio sarà fatto con una benna e gps, sarà un dragaggio di precisione.
Sono solamento 20 mila metri cubi, ma potranno imprimere una certa accelerazione ai traffici basti pensare che attualmente il limite è 10,75 metri di pescaggio, per le grandi navi, con il dragaggio arriveremo a -11,50 mt, sono 75 cm in più di pescaggio e, con la prospettiva poi di arrivare a 12 metri, se tutto va bene. Questo corrisponde a tanto carico in più, le navi potranno caricare di più, gli armatori lo apprezzeranno e lo utilizzeranno come opportunità. Quindi il traffico aumenterà, grazie a questo potremmo attrarre nuovi servizi, nuove linee”.

Nuovi armatori?
“Non credo, ce ne sono sempre meno, i grossi armatori e le alleanze gli abbiamo quasi tutti, eccetto MSC – (ndr che entra a Livorno al Terminal Lorenzini) -abbiamo anche Maersk che fa parte di quell’alleanza con il gruppo MSC”.

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