Sciopero PSA Genova – L’autotrasporto chiede presidi esterni al porto per i tamponi

PSA Genova

GENOVA – Si è concluso stamani alle 12,00 il Tavolo di confronto urgente, iniziato questa mattina alle 8,00 in Prefettura a Genova, per cercare di arrivare ad un accordo tra le parti. Sulle banchine del terminal genovese PSA lo sciopero è in corso da lunedì con uno fermo a singhiozzo, poi da ieri mattina il blocco.

“Più di 700 auto bloccano il terminal. Si tratta di un fermo spontaneo dei lavoratori del terminal PSA, insieme ai lavoratori dell’autotrasporto e a chi manifesta sul green pass esteso a tutti i lavoratori”. Lo spiega il presidente di FAI Provincialee Genova (FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani) Gioacchino D’Andria, sentito da Corriere marittimo.

I  motivi principali delle proteste dei lavoratori sono tre, spiegava nei giorni scorsi la RSU: l‘allungamento dei tempi di guida, cosa che l’azienda chiede, ma che invece i lavoratori hanno ampliamente rigettato, la pianificazione delle mansioni di lavoro nei vari turni e l’ampliamento delle dimensioni sul piazzale in altezza e larghezza.  Su questi temi viene portata vanti la trattativca nel Tavolo di confronto  l’azienda conosce bene la posizione e le richieste dei lavoratori.

“Le richieste sono le solite” – dice  d’Andria “i lavoratori sono stanchi di subire questioni ferme da anni in primo piano è necessario “accelerare il processo digitale evitando così che lo scambio di documenti ancora cartacei rallenti il flusso logistico. Poi la questione del cambio di turno dei lavoratori delle banchine, determina ogni volta la perdita di un’ora. A tutti si aggiungono i problemi dell’autotrasporto“. Sulla questione dei lavoratori sprovvisti di green pass, il presidente FAI Genova dice: “Una questione imbarazzante, l’autotrasporto italiano è costuito per l’80% da piccole imprese che non hanno la capacità economica di far fronte ai tamponi. Per cui potrebbero anticipare la spesa per i tamponi ma altri devono compensare”. Da qui la richiesta delle RSU alle aziende di sostenere il costo dei tamponi per i lavoratori e per chi arriva da fuori per la movimentazione e il trasporto merci. 

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Su questo punto D’Andria sottolinea: “E’ stato condivisa la strategia di poter collocare all’esterno del porto dei presidi per chi richiede i tamponi”. Sul tema stamani in Prefetture è proseguito l’incontro di ieri a Palazzo San Giorgio, erano presenti: i terminalisti, i sindacati dei lavoratori,  i rappresentanti dell’autotrasporto, dell’Autorità di Sistema Portuale genovese: il presidente Paolo Emilio Signorini, il segretario generale Marco Sanguineri, per la Capitaneria di porto, l’ammiraglio Sergio Liardo.

“Stamani” . ha specificato D’Andria – “sono state fatte presenti le positività e i problemi e si è ristabilito la posizione delineata ieri, per i presidi fuori dal porto per il tampone.

Sul  Tavolo convocato con urgenza ieri a palazzo San Giorgio tra il terminal PSA e la RSU dei lavoratori  Trasportounito commentava “inaccettabile che le istituzioni non intervengano sulla vertenza aziendale di carattere economico tra Psa e lavoratori, che proseguirà così generando enormi problemi sociali e danni economici incalcolabili a un’intera comunità portuale”.

Lucia Nappi

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