Sciopero 2 aprile, la posizione di Vado Gateway: Part-time previsto dal CCNL lavoratori porti

Il punto di vista del terminalista: "Il ricorso al part time è previsto dal CCNLdei porti e nel rispetto della legge" -"In Italia, oltre a Vado Gateway, numerosi i porti che utilizzano tale tipologia contrattuale".
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VADO LIGURE – Vado Gateway coglie l’occasione per ribadire di operare nel pieno rispetto della normativa vigente. È utile, infatti, ricordare come il ricorso da parte delle società terminalistiche al part time fino a un massimo del 20% della forza lavoro sia una legittima possibilità prevista dal Contratto Collettivo Nazionale (firmato da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI) che, con un apposito articolo (il numero 63), ne disciplina l’utilizzo.

Il ricorso al part time, inoltre, non entra in alcun modo in contrasto con l’articolo 17 della legge 84/94, come riconosciuto dalla stessa Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Peraltro, si precisa come l’utilizzo della CULP da parte di Vado Gateway sia in costante crescita proporzionalmente all’incremento dei volumi movimentati.

È importante ricordare come tale tipologia contrattuale sia già utilizzata non solo all’interno del sistema portuale di Vado Ligure (da almeno quindici anni), ma anche in numerosi altri porti italiani tra i quali Livorno, Ravenna e Gioia Tauro.

La società coglie inoltre l’occasione per ribadire come la possibilità di ricorrere a contratti part time non sia motivata dalla volontà di risparmiare sul costo del lavoro, bensì sia legata alla necessità di operare servizi marittimi settimanali attivati dai clienti del terminal in alcuni giorni della settimana.

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