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Salerno, Spirito: La crescita dei traffici chiede aree retroportuali

di Giovanni Grande
 
SALERNO - In principio c’è stata la sollecitazione di Vincenzo De Luca. L’intervento del presidente della Regione Campania in merito al congestione del porto di Salerno (con tanto di provocazione: “interdire l’ingresso dei Tir in città”) aveva avviato una vivace discussione sulle condizioni critiche della viabilità dello scalo. Poi è cominciata la “sfida delle rappresentanze”, con Alis e Fai Conftrasporto a rimpallarsi le relative responsabilità. Sullo sfondo la minaccia di una serrata di cinque giorni e l’ennesima puntata della contrapposizione Cin-Grimaldi con tanto di esposto all’indirizzo di Antitrust e MIT.
 
A innescare la crisi, paradossalmente, la crescita dei traffici. L’aumento dei mezzi imbarcati per Catania, a seguito della soppressione di un collegamento da Napoli. Un “picco” nella movimentazione delle bisarche che ha riconfermato pregi e difetti del porto di Salerno: realtà efficiente e dinamica, tanto da ritagliarsi un ruolo di riferimento nelle “autostrade del mare”, ma a corto di spazi. Alla ricerca di soluzioni alternative per non impattare in modo eccessivo sul tessuto urbano. In attesa della riapertura del cantiere di Porta Ovest, l’intervento risolutore che prevede  un “allaccio dedicato” alla rete autostradale tramite due tunnel.
Un progetto ripetutamente stoppato per le vicissitudini toccate alla società aggiudicataria dell’appalto (Tecnis) e ancora al palo dopo la chiusura recente dell’iter per l’affitto del ramo d’azienda che dovrebbe sbloccare i lavori.
 
In questo contesto è deflagrato lo scontro dei giorni scorsi. Il coordinamento regionale della Federazione Autotrasportatori Italiani proclama il fermo delle attività dal 21 al 25 maggio poiché mancherebbero “le condizioni idonee a garantire la sicurezza del personale viaggiante”.
La reazione di Grimaldi è affidata ad un esposto: l’iniziativa è giudicata come una “condotta distorsiva del mercato”, un aiuto indebito al lancio da parte di Cin di un collegamento per Catania dal porto di Napoli. Della partita anche Alis che sottolinea l’impegno dei suoi associati “per decongestionare le aree portuali trasferendo i mezzi in zone esterne al porto appositamente prese in affitto”. “Inoltre – sottolinea in un nota – è stato aperto un tavolo per la risoluzione del problema con il presidente dell’AdSP, Pietro Spirito, che sta fattivamente collaborando per la ricerca di una soluzione appropriata”.
 
Mediazione, cui hanno partecipato attivamente Capitaneria di porto e lo stesso segretario generale dell’AdSP, Francesco Messineo, che ha portato al “congelamento” della serrata e all’istituzione di un tavolo tecnico che vaglierà nei prossimi giorni le possibili alternative.
Salernoha spiegato Spiritosta registrando aumenti del traffico del 20%. C’è una ‘crisi di crescita’ che va affrontata lavorando assieme alla comunità portuale e alle istituzioni locali per reperire aree retroportuali. Sotto questo aspetto stiamo ragionando già sulle autorizzazioni da ottenere per la realizzazione del parcheggio multipiano di Grimaldi”.
 
Nel frattempo si lavora ad una soluzione in grado di mettere a disposizione tutte le risorse del “sistema” dei porti campani. Compresa l’ipotesi di un ritorno della compagnia nel porto di Napoli.
Al riguardo, in occasione della “Due giorni” di Alis, Manuel Grimaldi non aveva escluso a priori la possibilità di riavviare la linea da Catania. A patto di ottenere garanzie sull’accessibilità all’unica banchina disponibile, quella pubblica, dello scalo partenopeo. “Una questione – sottolinea Spirito – che si inserisce nel dialogo già intrapreso con la Capitaneria per rivedere il piano degli accosti a Napoli. Sul tema della ‘esclusività’ delle banchine partiamo da dati acquisiti, l’ideale sarebbe raggiungere il giusto equilibrio tra esclusività e multifunzionalità ma ci sono difficoltà oggettive da risolvere”.    
 

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