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Porti, modello di governace - Corsini: «E' arrivato il momento di affrontare il dibattito»

Corsini, presidente AdSP MTS: «I porti, asset strategico dell'economia nazionale, hanno bisogno di una grande attenzione da parte del governo, per mantenere l'equilibrio dell'interesse pubblico» - Con Assoporti, siamo pronti a partecipare al dibattito, siamo stati da tanto tempo un po' ignorati.

Lucia Nappi

LIVORNO - «E' arrivato il momento di concentrare il dibattito su quali possano essere gli aggiustamenti del modello di governace per preservare gli aspetti pubblicistici della gestione delle Autorità di Sistema Portuale, che è quella che governa il sistema nel suo complesso da punto di vista delle sue relazioni con l'interesse pubblico di governo. Sarà sicuramente il dibattito del 2021» -Sono le considerazioni del presidente dell'AdSP Mare Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, in merito al procedimento del 4 dicembre scorso con cui la Commissione europea ha chiesto all’Italia di abolire le esenzioni, a suo giudizio, ingiustificate dall’imposta sulle società (IRES) per i porti poiché falsano la parità di condizioni e la concorrenza leale nel mercato europeo. Diktat che ha sollecitato il Governo italiano a porre fine immediatamente a qualsiasi regime di agevolazione fiscale, considerata alla stregua di un aiuto di Stato.
Il tema è stato ripreso nel corso di un webinar digitale promosso dall'International Propeller Club Port of Leghorn, guidato da Maria Gloria Giani Pollastrini.

Corsini riprende e avvalora la tesi portata avanti dall'ex ministro Graziano Delrio, circa la possibilità di dividere in due le Authority, ovvero una parte considerata dalla Commissione europea "commerciale" e una parte di attività di diritto regolatorio,  ricordando che la precedente interlocuzione ministeriale «su questa possibilità aveva raggiunto un accordo con il presidente della Commissione europea e, l'argomento era stato ripreso dalla Commissione» - Ad oggi, di fatto, la posizione presa dall'Organo dell'Unione Europea , avrà un impatto sulla portualità nazionale «se non adesso» - aggiunge Corsini- «magari fra un paio di anni» -Da qui la necessità assoluta di trovare una soluzione al problema.

Il tema per le Authority è quindi  mantenere la funzione pubblicistica e, «se è necessario, anche una parte che fa attività di tipo commerciale». La discussione in seno ad Assopporti in questi anni ha visto posizioni diverse: c'è chi sostiene la SpA pubblica, «non credo sia una soluzione immediatamente praticabile» - commenta il presidente di Palazzo Rosciano - «ci sono risvolti anche dal punto di vista legislativo, che sono di difficilissima attuazione» - tra le soluzioni valutate anche «uno Spin-off commerciale rispetto alla funzione propria regolatoria delle Autorità».

«Da evitare» - specifica - «e che ci viene rimproverato dalla Commissione, che se dobbiamo pagare l'Ires sui canoni demaniali, questi dovranno aumentare del costo dell'Ires ribaltandosi sul sistema che ne soffrirà. E' una trattativa che va seguita i porti hanno bisogno di transizione, sono un asset strategico dell'economia nazionale e per questo hanno bisogno di una grande attenzione da parte del governo, perchè venga mantenuto l'equilibrio dell'interesse pubblico, che dia modo di mantenere occupazione. Con Assoporti, siamo pronti a partecipare al dibattito, siamo stati da tanto tempo un po' ignorati. La difficoltà di base è che i porti nazionali sono tanti e con tante idee diverse, mentre in altri Paesi i porti sono pochi, uno o due, e questo facilita l'amministrazione privatistica. Quello dei porti del nord è un modello molto diverso, con volumi di traffici, diversi».

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